CARCASS, LABYRINTH e company al METAL FOR EMERGENCY 2026

CARCASS, LABYRINTH e company al METAL FOR EMERGENCY 2026

Il Metal For Emergency si conferma un punto di riferimento imprescritibile per la mappa festivaliera estiva. La cornice verde del Bum Bum Festival di Trescore Balneario (BG) ha accolto un’affluenza massiccia e partecipe, favorita da un’organizzazione impeccabile tra aree ristoro curate, un disegno luci di impatto e una resa acustica generale di alto livello.

Integral e Embrace of Souls: l’apertura tra tecnica e sinfonia

L’apertura pomeridiana è affidata agli Integral. Il combo bergamasco piazza un set di technical death metal affilato, potente e privo di sbavature, dimostrando padronanza esecutiva e un tiro micidiale. A seguire, il cambio di coordinate sonore porta sul palco gli Embrace of Souls. La proposta power sinfonica trova forza nell’intreccio vocale dei due frontman, supportati da una sezione ritmica ed esecutiva carica di energia che scalda a dovere la platea.

Never Obey Again e Shores of Null: aggressività e oscurità

I Never Obey Again alzano la pressione con il loro alt-metal/nu metal moderno e aggressivo. Nonostante un breve intoppo tecnico al microfono della vocalist, la band mostra una presenza scenica dominante: la frontwoman padroneggia il proscenio con tenacia, sorretta da un muro sonoro dinamico e compatto.

L’atmosfera cambia radicalmente con l’ingresso dei Shores of Null. I romani calano su Trescore un velo doom/death maestoso ed evocativo, trascinando il pubblico in un set drammatico, denso di pathos e tonalità oscure.

Labyrinth: classe power e reattività sul palco

Con i Labyrinth si entra nella storia del metal tricolore. Il loro power melodico, venato di inserti thrash, regala momenti di grande coinvolgimento grazie a prestazioni vocali limpide e taglienti. La performance soffre soltanto per un paio di buchi audio sulle chitarre — disguidamente rientrati nel giro di pochi battiti grazie al lavoro del service —, ma il quintetto gestisce l’imprevisto con la maturità dei grandi professionisti.

Carcass: la lezione dei maestri

I riflettori sono tutti per gli headliner: i Carcass. La formazione guidata dal duo storico Jeff Walker (basso/voce) e Bill Steer (chitarra), affiancati da Daniel Wilding alla batteria e da J.J. (Harakiri for the Sky) alla seconda chitarra, mette in atto una vera dimostrazione di forza. Nessuna tregua: l’impatto frontale devasta la piazza attraverso un viaggio nella discografia della band di Liverpool.

Dai classici senza tempo estratti da Symphonies of Sickness e NecroticismDescanting the Insalubrious, fino ai riff serrati di Heartwork e ai brani più recenti. A coronare la prova, uno splendido assolo di batteria di Wilding che certifica lo stato di grazia del gruppo. Un finale infuocato per un’edizione che rimarrà tra le migliori del festival.

 

Report di Giuseppe Bruni (riadattato da Francesco P. Russo)
Foto di Giuseppe Bruni