KIKO LOUREIRO: racconto e foto della Masterclass di Trofarello (TO)
Domenica 11 ottobre il palco del leggendario circolo Il Peocio di Trofarello si è trasformato nell’epicentro della chitarra fusion e heavy metal in Piemonte. Grazie alla sinergia tra il club e il circuito MMI Piemonte (Modern Music Institute), gestito dal responsabile regionale, chitarrista e insegnante di musica Simone Caputo Atzori, gli appassionati della sei corde hanno potuto vivere una serata a stretto contatto con uno dei grandi nomi della didattica e della chitarra mondiale: Kiko Loureiro. La risposta del pubblico torinese è stata eccezionale, esaurendo rapidamente i posti limitati disponibili per preservare l’esclusività dell’incontro.
La serata è iniziata puntuale alle 20:45 con l’opening act di Dario Orlando, chitarrista e insegnante della scuola. Davanti a una platea attenta e già gremita, Dario ha subito scaldato gli amplificatori e gli spettatori eseguendo una selezione di suoi brani strumentali. La sua performance, solida e ricca di sfumature, si è rivelata il perfetto biglietto da visita per introdurre l’atmosfera ad alto contenuto tecnico dell’evento.
Alle 21:15 la sala si è concentrata esclusivamente sull’ospite d’onore. Kiko Loureiro, celebre pilastro storico della metal band brasiliana Angra ed ex chitarrista dei Megadeth, è salito sul palco sprigionando il carisma e l’umiltà che da sempre lo contraddistinguono.
La masterclass non si è limitata a una sterile dimostrazione di velocità o scale impossibili. Loureiro ha impostato l’incontro su un dialogo aperto e interattivo, alternando momenti di pura esecuzione ad approfondite riflessioni sulla crescita del musicista moderno.
Kiko ha illustrato come fondere le radici della musica brasiliana (bossa nova e samba) con le strutture ritmiche del metal e del jazz (citando Chick Corea), offrendo spunti creativi unici per sbloccare la propria improvvisazione.
Non sono mancati i retroscena dei grandi tour mondiali e le dinamiche di gestione all’interno di band del calibro dei Megadeth, sottolineando l’importanza dell’attitudine mentale e della disciplina prima ancora del talento puro. Il chitarrista ha poi risposto dettagliatamente alle curiosità tecniche e teoriche emerse dal pubblico in sala, analizzando impostazioni della mano, plettrata alternata e sweep picking.
Il Peocio si conferma così un presidio storico fondamentale per la musica dal vivo in provincia di Torino, capace di accogliere mostri sacri della sei corde in un contesto intimo che permette un’interazione impossibile nei grandi festival. Una serata indimenticabile che ha lasciato agli studenti dell’MMI e ai guitar hero locali un bagaglio immenso di ispirazione su cui studiare per i mesi a venire.
Il nostro sentito ringraziamento, come redazione di Suoni Distorti Magazine, va a Tony Scantamburlo de Il Peocio e a Simone Caputo Atzori della MMI Piemonte per averci offerto questa importante e imperdibile opportunità.
A cura di Pino Panetta
