Polvere, asfalto e chitarre: i DIRTY HEAVENS presentano ‘Rhoads’

Polvere, asfalto e chitarre: i DIRTY HEAVENS presentano ‘Rhoads’

I Dirty Heavens tornano a far sentire la propria voce con Rhoads, il nuovo singolo estratto dal loro album d’esordio Drive (2026). Un pezzo che si muove lungo la tradizione dell’hard rock con un’impronta distintiva, fatto di chitarre serrate, polvere e un’attitudine sfacciatamente “da strada”.

Formatisi a Bari nel 2023, i Dirty Heavens sono guidati da Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia (voce e chitarra ritmica) e Chris Salerno (chitarra solista), supportati dalla solida sezione ritmica di Alessio Virno al basso e Angelo Porcelli alla batteria. Il loro è un sound ruvido e viscerale, sapientemente costruito sulle ceneri del grunge e dell’hard rock ottantiano, senza disdegnare l’impatto melodico del pop-rock dei primi anni Duemila.

Un inno alla strada e all’istinto

Liricamente, Rhoads evoca la sensazione del viaggio in fittizia solitudine, con il sole che scalda l’asfalto e gli alberi che sfrecciano ai lati della carreggiata. Il brano mette a fuoco quel preciso istante in cui ci si interroga sulle occasioni perdute: “I’m not waiting for the last train to come, I should’ve known that life goes by fast”. È un invito a recuperare l’entusiasmo istintivo dell’infanzia prima che le sovrastrutture prendano il sopravvento, accettando che anche le deviazioni involontarie facciano parte della nostra destinazione finale.

Come sintetizza il verso “This hymn is yours, I ran out of ink, so let it work deep inside your guts”, quando la mappa stilata non serve più, non resta che affidarsi alla pancia e godersi la corsa. Inserendosi nel concept dell’album Drive — un manifesto sull’autodeterminazione dove ogni traccia rappresenta un frammento di vetro indispensabile per ricomporre il quadro generale —, Rhoads si conferma uno dei tasselli più riusciti dell’opera prima del quartetto pugliese.