I DOOM SCROLL annunciano ‘Exhausted Dialogue’, fuori un video
A cinque anni dal successo di Immoral Compass, la band folk-punk del Colorado Doom Scroll torna a far sentire la propria voce. Il nuovo album, intitolato Exhausted Dialogue, uscirà il prossimo 6 ottobre 2026: un lavoro di 11 tracce che espande la propria matrice punk, pop e folk verso sonorità decisamente più cinematografiche e d’impatto.
Ad anticipare il disco c’è il singolo The Ravine, accompagnato dal video ufficiale. Un brano nato letteralmente tra le macerie di una serie disarmante di sventure che ha colpito la band durante la lavorazione, al punto da far credere ai membri di essere finiti sotto una vera e propria maledizione.
«Il furgone del tour ci ha abbandonati in montagna, abbiamo visto un cadavere, un amico è caduto in un burrone e un familiare è stato colpito da un aneurisma cerebrale mentre badava ai nostri cani, costringendoci ad annullare un tour», racconta l’autore Elliot Lozier. «Tutta la nostra strumentazione è finita sott’acqua durante un live all’aperto e, da quel momento, ogni volta che suonavamo all’aperto pioveva. Ci hanno persino rotto un finestrino del nuovo furgone il giorno stesso in cui l’avevamo preso. Vorrei poter dire che sto esagerando».
Nati nel 2020 come vero e proprio supergruppo/collettivo della scena DIY americana, i Doom Scroll vedono in formazione nomi ben noti del circuito underground: oltre ai fondatori Elliot Lozier (We the Heathens, Pesky Self, Atrocity Solution, Escape From The ZOO) e Taylor Dittman (Broken Bow, Hermit Stew), figurano il bassista Micah Butler (Chatterbox and the Latter Day Satanists), il chitarrista e produttore Jon Pizarro (Dead Work) e la batterista Marissa Sendejas (Chad Hates George, ex Days N Daze). Per le imminenti date del tour statunitense si aggiungerà alla batteria Richard Thomas.
Fedeli allo spirito indipendente, le sessioni di Exhausted Dialogue (titolo che riprende una nota citazione dal linguaggio dei videogiochi) si sono svolte direttamente nelle camere da letto di Lozier e Pizarro. Nonostante l’impronta casalinga, la produzione si preannuncia di altissimo livello grazie al lavoro di Jason Livermore (Grammy Award-winning audio engineer già al lavoro con Propagandhi, NOFX, Anti-Flag e The Suicide Machines), che ha curato missaggio e mastering. Tra gli ospiti spicca inoltre Ian Cook (Larry and His Flask) nel brano Horsemen.
Tra conflitti personali e battaglie sociali, i Doom Scroll sono riusciti a incanalare l’ennesimo periodo no in un disco viscerale e compatto. Invece di cedere alla sfortuna, ne sono usciti più uniti, più forti e — come ammettono loro stessi — probabilmente un po’ più superstiziosi.
Di seguito la copertina del disco:

Photocredit: Alex Binder

Suoni Distorti Magazine