ALL SHALL PERISH: il ritorno dopo 15 anni, ascolta ‘Be As Kings, Be As Gods’

ALL SHALL PERISH: il ritorno dopo 15 anni, ascolta ‘Be As Kings, Be As Gods’

Quindici anni di silenzio, battaglie legali e speculazioni non sono bastati a spegnere l’impatto degli All Shall Perish. La storica formazione deathcore della Northern California è ufficialmente tornata con Be As Kings, Be As Gods, il primo inedito da un decennio e mezzo a questa parte. Prodotto da Zack Ohren (già al lavoro con Machine Head e Fallujah), il brano esce per la neonata etichetta Arson Theory, co-fondata dal frontman Hernan “Eddie” Hermida.

La release del singolo serve da apripista per una scommessa ancora più grande: la produzione del nuovo full-length, che la band ha scelto di gestire in totale indipendenza senza label né management.

La campagna Kickstarter e il breakdown del budget

Per finanziare le registrazioni, gli All Shall Perish hanno aperto una campagna di crowdfunding su Kickstarter con un obiettivo fissato a 75.000 dollari, promettendo la pubblicazione di un secondo brano al raggiungimento del goal.

Sulla pagina della racconta fondi la band scrive:

<<Quindici anni, QUINDICI ANNI avete aspettato nuova musica. Ogni singolo giorno su internet, ci avete fatto sapere che sparire era inaccettabile, non ci avete mai fatto dimenticare che eravate lì, in attesa… grazie per questo tra l’altro… ci ha permesso di andare avanti attraverso questi anni apparentemente infiniti di cause legali, litigi e battute d’arresto.

Siamo finalmente onorati di essere qui, SENZA etichetta discografica, SENZA contratti, SENZA manager, SENZA NIENTE se non VOI, la fantastica fanbase che ha aspettato troppo a lungo e non ha fatto altro che supportarci mentre finalmente trovavamo un modo per tornare! E abbiamo una storia incredibile da raccontarvi sugli ultimi 15 anni, sugli anni precedenti e, soprattutto, sul futuro.

Non vogliamo ripetere lo stesso schema del 2002/2005, 2006, 2008 e 2011.

Firmare un contratto a lungo termine con un’etichetta discografica è un patto faustiano. L’industria musicale è spesso una padrona crudele, può masticare le persone, sputarle fuori, imporre la sovrasaturazione, costringerti a tour estenuanti e in generale abusare di ciò che dovrebbe essere sacro: la cultura che tutti noi creiamo per amore ogni giorno. DIVENTARE INDIPENDENTI SIGNIFICA CHE POSSIAMO FARE TUTTO QUESTO COME VOGLIAMO INSIEME A VOI!!!>>

Il ritorno discografico coincide con l’avvio del tour celebrativo per il ventennale di The Price Of Existence, caposaldo del genere uscito nel 2006 per Nuclear Blast e disco d’esordio in formazione per Hermida e per il chitarrista solista Chris Storey. La tournée, partita il 4 settembre da Fresno, si chiuderà il 3 ottobre a San Jose.

Il rientro di Hermida segna la chiusura di un cerchio iniziato nel 2013 con la sua separazione dal gruppo per entrare nei Suicide Silence, fattore che causò forti attriti interni con l’allora bassista Mike Tiner. Nel 2015, il riavvicinamento tra Hermida, Storey e i membri fondatori Matthew Kuykendall, Caysen Russo e Ben Orum ha gettato le basi per la reunion odierna, che vede anche il coinvolgimento del cantante originale Craig Betit in veste di ospite.

 

Photocredit: Bray Almini