CLUTCH: annunciano l’abum ‘Wasted Lands’; il video della title-track

CLUTCH: annunciano l’abum ‘Wasted Lands’; il video della title-track

Quando si parla di groove monolitico, storytelling surreale e riff pesanti come macigni, pochi nomi al mondo vantano la credibilità e la costanza dei Clutch. La formazione del Maryland ha ufficialmente annunciato l’arrivo del quattordicesimo album in studio, intitolato Wasted Lands, in uscita il prossimo 22 gennaio 2027 per la propria etichetta Weathermaker Music.

Ad accompagnare l’annuncio c’è il primo assaggio del disco: la title track Wasted Lands, un brano viscerale, ruvido e sfacciatamente groovy, lanciato insieme al videoclip ufficiale.

Scritto e registrato nel loro storico quartiere generale a Frederick, il Doom Saloon, l’album segna il ritorno in regia di Gene “Machine” Freeman (già al lavoro con Lamb Of God e Kyng), che ritrova i Clutch in console per la prima volta da Psychic Warfare del 2015.

A livello lirico, Neil Fallon si conferma un maestro assoluto nel dipingere microcosmi bizzarri. In Wasted Lands, il frontman dà vita a una creatura talmente abominevole che nemmeno H.P. Lovecraft o Stephen King avrebbero potuto concepirla: per la gente del posto si tratta di un esperimento governativo o di un presagio dell’apocalisse, e tutti lo chiamano “Neil Patrick Fallon”.

Dietro la genesi di questa figura da incubo si nasconde un aneddoto quasi comico raccontato dallo stesso Fallon:

“L’ispirazione per il testo è arrivata quando mi hanno fatto notare che qualcuno stava spalandomi fango addosso su Facebook. A quanto pare, mi si accusava di non aver consegnato una maglietta gratis e una cena vinta in un contest. Era una sciocchezza colossale, ma la gente non voleva sentire ragioni. Così ho pensato: ‘Fanculo, niente mezze misure. Volete un mostro? Ve ne do uno io’.”

Sotto i deliranti intrecci narrativi di Fallon, la sezione ritmica composta da Jean-Paul Gaster, Dan Maines e Tim Sult erige il solito muro sonoro impenetrabile.

Gaster ha persino imposto una scelta d’arrangiamento ben precisa durante le registrazioni, pensata appositamente per le future esecuzioni dal vivo:

“C’è un punto in cui Neil canta ‘Vegetable, mineral, man, or beast’. Ho piazzato un colpo deciso di grancassa proprio su ‘man or beast’. Machine pensava fosse strano e che coprisse la voce, ma gli ho garantito: ‘Quel colpo di cassa farà impazzire il pubblico dal vivo’. Ed è così. Non c’è niente di più elettrizzante di una grancassa gigantesca che spinge sull’impianto insieme alla voce di Neil.”

Se le fondamenta di Wasted Lands restano saldamente ancorate al classico stoner/hard rock della band, la scaletta di nove tracce evidenzia un’apertura melodica più marcata. Brani come Colorado Fuel And Iron, Stage Fright e Loaf And Jug poggiano su progressioni d’accordi strutturate, mentre la traccia Beware The Fever sdogana per la prima volta nella storia dei Clutch l’uso del banjo, recuperando la traccia grezza di un provino casalingo inciso durante le sessioni di scrittura.

I testi spaziano tra scenari post-apocalittici e fantascienza lisergica: dalle macerie delle Georgia Guidestones nel brano The Drifter Returns fino all’esplosione di una stella che chiude il disco in The Message Is Clear, passando per la Highway 50 del Colorado, città minerarie fantasma e poliziotti temporali.

Di seguito il lyric video del precedente singolo rilasciato, The Drifter Returns:

Tracklist e copertina dell’album:

01. The Drifter Returns
02. Stage Fright
03. Loaf ‘N Jug
04. High Class Action Lawsuit
05. Chestburster
06. Beware The Fever
07. Wound Collector
08. Colorado Fuel And Iron
09. Streets Are His
10. The Green Skull
11. Wasted Lands
12. The Message Is Clear

Clutch – ‘Wasted Lands’ (2027)

Photocredit: Dan Winters