THE DIABOLIC OBSESSION sviscera l’orrore con l’EP ‘Tier Drama’

THE DIABOLIC OBSESSION sviscera l’orrore con l’EP ‘Tier Drama’

Ci sono storie che non chiedono di essere edulcorate, ma solo di essere urlate nel buio. È esattamente questo il caso di The Diabolic Obsession, progetto one-man occult horror metal italiano che segna il ritorno sulla scena di una mente già attiva nell’underground estremo degli anni Novanta — con trascorsi tra le file dei leggendari Mortuary Drape e all’origine di The Magik Way accanto a Nequam. Dopo quasi trent’anni di silenzio discografico, il progetto torna senza ammiccamenti nostalgici o facili operazioni revival, concretizzandosi nell’EP Tier Drama (inizialmente uscito in digitale e ora disponibile in una prima edizione fisica limitata a sole 100 copie in formato Digipak a 4 pannelli con booklet).

La regressione e il dogma: un concept Ep spietato

Strutturato in quattro tracce per poco meno di venti minuti di musica, Tier Drama ruota attorno al concetto cardine della regressione: quel preciso istante in cui il controllo cede il passo all’impulso, alla dipendenza, al rituale corrotto e al fanatismo. Ogni brano si configura come una narrazione completa, un cortometraggio sonoro che prende spunto da eventi reali, figure storiche o leggende per distorcerli attraverso un’implacabile lente horror ed esoterica.

  • The Red House (anticipato con un videoclip girato in una chiesa sconsacrata, che trovate sotto) affonda le radici nelle sinistre leggende di Villa De Vecchi a Bindo, narrando la discesa di una donna smarrita all’interno di una messa gnostica. Un’escalation in cui il rituale non redime, ma contamina.
  • Adeline esplora la manipolazione psicologica e l’annichilimento attraverso un rituale voodoo praticato da un bokor su una donna fragile, unendo dipendenza e sottomissione in una condizione irreversibile anche dopo la morte del carnefice.
  • Mother Rasputin punta il dito contro l’abuso spirituale e la perversa costruzione di un culto personale da parte di una carismatica badessa ortodossa, trasformando la fede in un dispositivo di dominio.
  • Testament in Decay, a cui è affidata la chiusura, è un testamento morale e spirituale ispirato a un racconto di Aleister Crowley ma rovesciato nella prospettiva narrativa, dove il collasso dei dogmi lascia spazio unicamente a un vuoto disorientante.

Guarda il video di The Red House:

Musicalmente, The Diabolic Obsession rifiuta il ritual ambient per abbracciare un Occult Horror Metal diretto e orientato alla forma canzone. Le chitarre aggressive e il basso spinto sui medi si accompagnano a frequenti rintocchi di doppia cassa e strutture ritmiche programmate. Le voci, aspre e maligne, oscillano tra scream e growl, mentre i sintetizzatori fungono unicamente da supporto atmosferico e fattore di contaminazione artificiale, rifuggendo ogni estetismo barocco o blast beat costante.

Dal punto di vista della fruizione, il progetto mantiene una rigorosa linea di condotta: l’artista opera pubblicamente sotto lo pseudonimo di Diabolic Obsession mantenendo riservata la propria identità civile (pur rivendicando apertamente il proprio glorioso background underground) e gestendo esclusivamente interviste scritte. Per la realizzazione del debutto, l’autore ha curato interamente scrittura, esecuzione, programmazione e produzione, impreziosendo oltretutto The Red House con un prestigioso assolo di chitarra solista ospite firmato da Andy LaRocque.

Un’opera intransigente e viscerale, pensata per fan e addetti ai lavori che cercano nel metal estremo contemporaneo una spietata analisi delle zone d’ombra dell’essere umano.

Trovate l’intero EP Tier Drama sulla pagina Bandcamp ufficiale.

The Diabolic Obsession – ‘Tier Drama’ (2026)

Photocredit: Massimo Pozza