MACHINE HEAD: così, dal nulla, il nuovo singolo ‘Sutures’

MACHINE HEAD: così, dal nulla, il nuovo singolo ‘Sutures’

A sorpresa così, dal nulla, i groove-thrashers Machine Head hanno rilasciato oggi il loro primissimo inedito dai tempi di UNATØNED del 2025: si intitola Suture e potete ascoltarlo qui sotto.

Un brano che mescola aperture più melodiche a quelle inconfondibili accelerazioni thrash, doppie casse serrate e riff squadrati che da sempre rappresentano il marchio di fabbrica della band di Robb Flynn. Se la dinamica del pezzo si mantiene tesa e velata di malinconia attraverso trame di chitarra cangianti, a rimescolare le carte ci pensa un breakdown finale che vi lasceremo scoprire direttamente all’ascolto.

La fine di un’era caotica: il bilancio di Robb Flynn

Il rilascio di Suture non è casuale, ma arriva a stretto giro da un comunicato pubblicato sul sito ufficiale il 10 ottobre, con cui Robb Flynn ha ufficialmente dichiarato chiuso il logorante e folle capitolo legato all’album UNATØNED.

Un ciclo di circa un anno e mezzo definito dallo stesso frontman “fottutamente ridicolo”, segnato da un carosello di cambi di line-up e crew che ha messo a dura prova la tenuta della band…

Ben sette chitarristi passati in formazione (di cui tre usciti di scena prima ancora di salire su un palco), quattro diversi tecnici del suono e della batteria (oltre a tre tecnici luci/video e tre booking agent), per finire con la storica prima volta dei Machine Head costretti a suonare in sette show come power trio, privi di un chitarrista.

«Ci sono stati alti incredibili e momenti incredibilmente difficili» – ha raccontato Flynn, riassumendo un anno e mezzo fatto di caos, attacchi bot social, voli cancellati, lutti, esaurimenti nervosi e concerti memorabili in giro per il globo.

Il tributo agli “Head Cases”

Nonostante le turbolenze, il vero asse portante del ciclo discografico è rimasto l’infaticabile pubblico dei fan. Nel salutare la fine di questa corsa, Flynn ha voluto ringraziare profondamente i Head Cases di tutto il mondo: a chi ha acquistato dischi, streaming e merchandising; a chi ha sfidato intemperie, pioggia e freddo in club soffocanti o enormi festival ed a chi ha scatenato circle pit e walls of death urlando ogni singola parola.

Chiuso il sipario su un’era turbolenta e irripetibile, il futuro dei Machine Head resta ora tutto da scrivere. Ma intanto, come recita il brindisi di fine lettera di Robb Flynn: «To Unatøned. To this fucking badass crew. To this fucking badass band. To you badass Head Cases. And to one hell of a fucking ride. Cheers, motherfuckers».

Photocredit: Mariano Regidor (Redferns / Getty Images)