Tra dolore e gratitudine: le L7 pubblicano ‘Loma Linda’
Tra dolore e gratitudine: le L7 pubblicano Loma Linda e iniziano il tour d’addio nel nome di Jennifer Finch
Quattro decenni a fare tremare i palchi, a trascinare le folle sotto la transenna e a spingere il pubblico verso le urne con quella miscela inconfondibile di attitudine punk, grunge dirompente, melodie abrasive e impegno socio-politico impregnato di ironia. Le leggendarie L7 hanno inaugurato ieri da San Diego la prima leg del loro tour di addio, emblemagicamente intitolato The Last Hurrah. Un’ultima corsa attorno al mondo pensata per riabbracciare una fanbase storica, che si trasforma anche nell’omaggio più accorato a Jennifer Finch, scomparsa tragicamente pochi mesi fa a soli 59 anni a causa di una forma aggressiva di tumore al cervello.
Prima di lasciarci, era stata la stessa Jennifer a dare la sua benedizione alla band affinché il tour andasse avanti, accogliendo il ritorno di Janis Tanaka — già bassista delle L7 tra il 1999 e il 2001 — al suo posto. Per celebrare questo momento e ringraziare la propria comunità, la band ha reso disponibile da oggi il nuovo singolo Loma Linda. Scovato negli archivi del gruppo, il brano era una demo strumentale incisa nel 2003 proprio con la Tanaka al basso: la band ha completato le registrazioni di recente con nuove parti vocali e testi freschi di scrittura. Il singolo è scaricabile gratuitamente sul sito ufficiale per la prima settimana, prima di approdare su tutte le piattaforme streaming, e potete ascoltarlo di seguito:
Il ritrovamento negli archivi: la voce di Donita Sparks
A raccontare la genesi improvvisa ma viscerale di Loma Linda è la frontwoman Donita Sparks:
<<Questo nuovo singolo segna il ritorno di Janis Tanaka al basso nelle L7, dopo il dolore per la perdita di Jennifer Finch un paio di mesi fa.
Stavo spulciando tra gli archivi della band quando mi sono imbattuta in questo pezzo incompiuto risalente all’epoca in cui Janis suonava con noi. Suonava ancora incredibilmente fresco e molto L7, così abbiamo inciso nuove voci, scritto i testi e aggiunto qualche altra traccia, completando tutto in un paio di giorni proprio a ridosso dell’inizio del tour.
Vi devo avvertire: a noi piace da matti e speriamo faccia lo stesso effetto anche a voi.>>
L’eredità di Jennifer Finch e i dettagli dell’ultimo tour
La scomparsa di Jennifer Finch ha lasciato un vuoto incolmabile nella storia del rock alternativo e del movimento riot grrrl. Dopo l’annuncio della diagnosi che l’aveva costretta a rinunciare alla tournée, una campagna di GoFundMe aveva raccolto oltre 375.000 dollari per garantirle le cure necessarie e permetterle di ultimare i suoi progetti. Tra questi, le sue memorie ufficiali intitolate Shooting Up And Making Out: A Memoir Of My Life In LA And L7 (scritte a quattro mani con Jeff Alulis), la cui uscita è programmata per il 19 gennaio 2027 tramite Da Capo / Hachette Book Group.
Il The Last Hurrah tour attraversa gli Stati Uniti partendo ieri sera da San Diego per concludersi il 14 novembre a Los Angeles, prima di spostarsi sulle successive tappe internazionali. Un’ultima occasione per celebrare una discografia iconica: dal debutto omonimo del 1988 alla consacrazione con Bricks Are Heavy (1992, contenente la gemma Pretend We’re Dead), fino a Hungry For Stink (1994), The Beauty Process: Triple Platinum (1997) e il recente ritorno discografico Scatter The Rats nel 2019 via Blackheart Records di Joan Jett. Senza dimenticare l’impatto di inni come Shitlist e Shove, resi immortali da colonne sonore cult come Assassini Nati – Natural Born Killers, Pet Sematary II e Tank Girl.
Le L7 salutano le scene alle loro condizioni: senza filtri, con il volume al massimo e con la rabbia di sempre.
Photocredit: William Howard

Suoni Distorti Magazine