ARTIFICIAL BRAIN: il nuovo singolo ‘Planet: Carrion’ è un incubo cosmico

ARTIFICIAL BRAIN: il nuovo singolo ‘Planet: Carrion’ è un incubo cosmico

Continuano le tappe di avvicinamento verso Antillia, il quarto full-length degli Artificial Brain in arrivo il 13 novembre 2026 via Profound Lore Records. Dopo aver già rivelato i dettagli del disco e il primo estratto Quantum Malignancies, la formazione tech-death metal americana alza nuovamente il sipario sul nuovo materiale pubblicando il videoclip di Planet: Carrion, secondo singolo ufficiale.

Se il capitolo precedente puntava tutto sulla velocità e sulla densità sonora, Planet: Carrion si rivela un’anomalia tattica all’interno del percorso della band: un pezzo rallentato, oscuro e atipico che rompe la tradizione della loro proposta solita per esplorare territori armonici del tutto inediti.

Riff rallentati e dissonanze: la svolta di Planet: Carrion

A raccontare come è nata questa parentesi sperimentale è il chitarrista Dan Gargiulo:

«Il processo di scrittura per ‘Planet: Carrion’ è stato piuttosto diverso dal solito. I riff sono stati scritti a quattro mani da me e Sam: durante le sessioni ci siamo scambiati idee continuamente, arrivando a un pezzo che si stacca dal tipico stile Artificial Brain. Già a livello armonico è molto più sperimentale del solito. Ci sono note che vanno a “corrompere” la consonanza dei riff più melodici e abbiamo usato cambi di accordi mai esplorati prima. È anche il nostro pezzo più lento, almeno fino al finale dove esplode letteralmente. Credo sia un’ottima scelta, perché sorprenderà i fan di vecchia data rompiendo con la tradizione».

L’impatto sonoro trova una sua precisa traduzione visiva nel videoclip firmato da Alex Moreán, incentrato sulle conseguenze dell’impatto umano e cosmico e su una terra ridotta al collasso:

«Esplorare l’idea di un pianeta che muore è qualcosa di tristemente attuale per la nostra generazione. Ho voluto guardare la cosa attraverso gli occhi del pianeta stesso, andando oltre la consueta prospettiva. Ciò che ci lasciamo alle spalle è una landa desolata, ma cosa c’è dopo? In questo caso, ‘Planet Carrion’ rappresenta l’impatto immediato di quel “dopo”».

L’uscita di Antillia segna una fase di riassestamento organico per il gruppo, che ha stabilito la propria base a Richmond, Virginia, accogliendo in pianta stabile il cantante Mike Paparo (Inter Arma) e il batterista Alex Tomlin (Battlemaster) accanto al nucleo storico formato da Dan Gargiulo (chitarra), Samuel Smith (basso) e Oleg Zalman (chitarra).

Liricamente e musicalmente, le nove tracce di Antillia dipingono una spietata odissea sci-fi fatta di piaghe nanotecnologiche, contaminazioni e disperazione cosmica. Si preannuncia come il disco più breve, aggressivo e diretto della loro discografia, capace però di mantenere quell’inconfondibile velo di malinconia e alienazione che da sempre contraddistingue il marchio Artificial Brain.

Track-list e copertina del disco:

1. The Wandering Star Prion
2. Quantum Malignancies
3. Obsidian Agents
4. Deciphering the Anachronistic Tongues of the Relic Satellites
5. Planet Carrion
6. Against the Furthest Reaches of the Light
7. Cosmic Death Church
8. Solar Ark
9. Antillia (in Chromatic Aberration)

Artificial Brain – ‘Antillia’ (2026)

Photocredit: Dan Wagner