SIGH: fuori l’album ‘Goh-Ka’ e il singolo ‘Kuso-shi 1, 2 & 3’
I pionieri del metal estremo nipponico tagliano il traguardo del quindicesimo album in studio. Disponibile via Peaceville Records, Goh-Ka porta i Sigh all’interno di un nuovo regno di trascendenza sonora. L’opera si prefigura già come uno dei vertici assoluti della loro discografia, espandendo la lezione del precedente Shiki (2022) e confermando il ruolo primario della band nell’orizzonte avant-garde mondiale.
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Contestualmente alla release del disco, la band ha lanciato il visualizer ufficiale del trittico Kuso-shi 1, 2 & 3, estratto che spinge visivamente e musicalmente l’ascoltatore nel cuore concettuale dell’opera.
Frequenze infernali e karma: il triplo significato di Goh-Ka
I quasi sessanta minuti di Goh-Ka sintetizzano oltre trentacinque anni di carriera, fondendo la matrice old school di Celtic Frost, Voivod e Black Sabbath con colonne sonore horror, rock psichedelico, prog e musica classica, il tutto imbevuto nell’estetica e nella tradizione giapponese.
Il concept lirico e visivo coordinato dal mastermind Mirai Kawashima ruota attorno al concetto di Kuso-zu, la tradizione pittorica buddhista che illustra le nove fasi di decomposizione del cadavere per stimolare la meditazione sull’impermanenza e la caducità della bellezza estetica. Un tema riflesso chiaramente nei visual, nell’artwork del booklet e nel titolo stesso dell’opera, dal triplo significato semantico:
- 業火: il fuoco infernale che punisce i peccatori.
- 劫火: l’incendio apocalittico di fine mondo.
- 業果: la resa dei conti del karma.
Accanto al nucleo storico composto da Mirai Kawashima e Dr Mikannibal, affiancati dal chitarrista Nozomu Wakai, la lineup vede l’innesto di una sezione ritmica di prim’ordine: Frédéric Leclercq (Kreator) al basso e Mike Heller alla batteria. Le sessioni di registrazione si sono svolte in diversi studi internazionali, mentre la fase di mix e mastering è stata affidata ancora una volta a Lasse Lammert presso gli LSD Studios in Germania.
Dagli esordi legati al cult Scorn Defeat (1993) fino alla recente rilettura celebrativa I Saw the World’s End: Hangman’s Hymn MMXXV, i Sigh si confermano maestri incontestati nel plasmare il metallo estremo.
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Il disco è stato anticipato dal video di Unputenpu, che riportiamo nuovamente di seguito:
Track-list e copertina del disco:
- Kuso-shi 1, 2, and 3 – 09:11
- Jigoku-Zoshi 1: Unkamusho – 03:55
- Anzenshokon – 06:24
- Kuso-shi 4, 5, and 6 – 07:21
- Shoso – 00:56
- Unputenpu – 05:41
- Jinmenjushin – 06:14
- Jigoku-Zoshi 2: Tokatsujigoku – 03:06
- Kushukankyo – 01:47
- Kuso-shi 7 – 01:56
- Kuso-shi 8 and 9 / Mettaijakujo – 11:23

Photocredit: Poka

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