Cala il sipario sui SEPULTURA: guarda il video dell’ultimo concerto
Quarant’anni esatti di furia cieca, sudore, thrash metal viscerale e orgoglio sudamericano. Ieri – sabato 7 novembre 2026 – la storia dei Sepultura si è compiuta sul palco del Suhai Music Hall di San Paolo, in Brasile. Quello che avrebbe dovuto essere un trionfo oceanico allo stadio Pacaembu — ridimensionato per ragioni logistiche ma non per questo meno infuocato — si è trasformato nell’abbraccio definitivo tra la band di Belo Horizonte e il suo pubblico. Un rito collettivo che ha chiuso un cerchio iniziato nel lontano 1984.
Per i fan e gli addetti ai lavori presenti, non è stata una semplice data d’addio, ma una celebrazione transgenerazionale. Sul palco, la memoria storica del gruppo ha preso vita grazie alle apparizioni di Jairo Guedz (chitarrista dei primissimi EP e di Morbid Visions) e di icone locali come João Gordo dei Ratos De Porão, mentre a scaldare l’atmosfera ci hanno pensato alleati di ferro del calibro di Krisiun, Sacred Reich e Metal Allegiance.
Guarda l’intera ultima performance dei Sepultura di seguito:
Il futuro secondo il chitarrista Andreas Kisser: la fine non è una morte
Nonostante lo stop definitivo all’attività live, la band ha lasciato intendere che la leggenda non svanirà nel nulla. In una recente intervista, Andreas Kisser ha smorzato i toni funerei, rifiutandosi di etichettare lo stop come una fine assoluta: <<I Sepultura non moriranno>>, ha dichiarato il chitarrista, evocando il fantasma immortale dei Motörhead. Le porte per il futuro restano socchiuse, sulla falsariga di quanto fatto da mostri sacri come Scorpions o Slayer, anche se ora la priorità è fermarsi, respirare e guardare altrove dopo un tour d’addio estenuante iniziato nel marzo del 2024 (segnato dall’addio a sorpresa di Eloy Casagrande e dall’ingresso di Greyson Nekrutman alla batteria).
Nel frattempo, i puristi del vinile possono tirare un sospiro di sollievo: Kisser ha confermato che la band sta lavorando a un monumentale album dal vivo celebrativo. Quaranta brani registrati in quaranta città diverse durante questi ultimi anni di tour, pensati rigorosamente in stile old-school — sulla scia di capolavori come Alive II dei Kiss — in netto contrasto con l’era della fruizione digitale usa-e-getta.
Chiude i battenti la band che ha messo il Sudamerica sulla mappa mondiale del metal estremo, ridefinendo i confini del genere con capolavori inossidabili come Beneath The Remains, Arise, Chaos A.D. e Roots. I Sepultura lasciano il loro eco che continuerà a tuonare a lungo.
Photocredit: Fabry C.

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