NORDJEVEL: con il video di ‘Unbound in Death’ scatenano l’inferno

NORDJEVEL: con il video di ‘Unbound in Death’ scatenano l’inferno

I Nordjevel non mostrano alcuna clemenza. La furiosa formazione black metal norvegese ha annunciato la pubblicazione del quarto album in studio, intitolato Damnous, in uscita il prossimo 11 dicembre 2026 tramite Underground Activists, sub-label di Season of Mist con cui la band firma il suo debutto discografico.

A fare da apripista a questa nuova crociata sonora arriva il singolo Unbound in Death, accompagnato da un cupo videoclip ufficiale diretto da Claudio Marino e prodotto da Artax Film.

Furia demoniaca e produzione d’impatto

Inserita come uno dei capitoli più veloci ed estremi dell’intera tracklist, Unbound in Death rispetta appieno il proprio titolo, sorretta dall’interpretazione vocale spietata e demoniaca del frontman Doedsadmiral.

L’album, composto da nove tracce cantate sia in norvegese che in inglese, torna a esplorare i temi cari alla band: guerra, morte, anti-cristianesimo e mitologia norrena. Per la realizzazione del disco, le sessioni di chitarra, basso e le voci ospiti sono state registrate presso lo Studio Nyhagen con l’ingegnere del suono Kjartan Hesthagen. Le fasi di mix e mastering sono state invece affidate alle mani esperte di Fredrik Nordström negli storici Studio Fredman (Gothlenburg), confermando il sodalizio già collaudato per il precedente e acclamato Gnavhòl.

A completare il pacchetto visivo di Damnous ci sono lo spettrale artwork curato da Khaos Diktator Design e gli scatti fotografici firmati Necrolust Productions.

Tracklist e copertina:

  1. O’Silent Hell
  2. Funeral Prayer
  3. Unbound in Death
  4. Gospel of Wounds
  5. Damnous
  6. Violence Is Wisdom
  7. Avgrunnsnatt
  8. Starving Worms
  9. Final Flesh
  10. Pits of the Cold Beyond
Nordjevel – ‘Damnous’ (2026)

Dalla fondazione all’evoluzione sonora

Nati ad Askim nel 2015 per iniziativa di Doedsadmiral, i Nordjevel hanno progressivamente affinato e brutalizzato la propria proposta sonora. Se l’esordio omonimo del 2016 mostrava ancora venature folk e melodiche, l’ingresso in pianta stabile del chitarrista Destructhor (ex Morbid Angel, Myrkskog, Zyklon) ha impresso una sterzata decisiva verso un black/death metal più denso, serrato e privo di compromessi.

Forte di un’attività live incessante che li ha visti calcare i palchi di festival fondamentali come Inferno, Wacken Open Air, Hellfest, Bloodstock, Maryland Deathfest e Brutal Assault, la band si appresta ora a firmare uno dei capitoli più violenti della propria discografia.