MAD PAINTER tornano con ‘Island Poetry’ e devozione ai 70s
Prendete l’organo Hammond dei Deep Purple, la teatralità spinta dei Queen e le cavalcate viscerali dei Wishbone Ash, quindi shakerateli con un pizzico di misticismo da spiaggia tropicale. Nasce da questa alchimia retro-rock Island Poetry, il terzo e attesissimo album in studio della band bostoniana Mad Painter, in uscita il prossimo 9 ottobre 2026 sotto l’egida di Epictronic.
A tre anni di distanza da Splashed, il quintetto del Massachusetts firma quello che si preannuncia come il lavoro più monolitico, pesante e coeso della propria carriera. Se il disco precedente raccoglieva idee nate in tempi diversi, Island Poetry è il frutto viscerale e collettivo dell’attuale formazione: dodici tracce scritte spalla a spalla che ruotano attorno a un concept suggestivo e romantico. L’immagine guida è quella di una comunità radunata attorno a un falò sotto la luna piena, mossa da un rituale spirituale condiviso per sfuggire alla frenesia moderna e creare musica in totale libertà (sulle orme del celebre ritiro insulare di Kevin Ayers).
Dal punto di vista sonoro, la band mette in piedi una vera e propria lezione di storia del rock britannico anni ’70. Tra le solchi del disco si passa dalle sferzate boogie in stile Status Quo al dramma solenne dei Rainbow, passando per le venature spaziali di “Nektarized”, le atmosfere prog alla Moody Blues e un’incursione quasi Motörhead per impatto e pesantezza.
Il viaggio verso l’isola dei Mad Painter è iniziato: il singolo e il relativo video di Spin Your Ventilator sono già disponibili, mentre per l’esperienza completa non resta che attendere il 9 ottobre.
Il cuore pulsante del disco è il singolo Spin Your Ventilator, un assalto hard rock sfrontato ed energico che strizza l’occhio agli AC/DC più viscerali dell’era Brian Johnson. A coronare la tracklist, la collaborazione ai testi di sei brani con il noto giornalista musicale Dmitry M. Epstein e una devota cover di Circle of Hands degli Uriah Heep.
Catturato traccia per traccia da Tom Hamilton ai Lowell Street Sound di Peabody, l’album rifiuta la sterile freddezza digitale moderna per abbracciare un suono caldo, organico e marcatamente analogico.
Track-list e copertina:
1. Debt Collector
2. Empty Bottles
3. Spin Your Ventilator
4. Suit Of Worries
5. You Dreamed I Was In Love
6. Nektarized
7. Shadow of the Words
8. Two Horsemen
9. Tommy Lost It All
10. I Am The King
11. Stand Your Ground
12. Circle Of Hands

Photo by Epictronic

Suoni Distorti Magazine