CHEMICIDE pronti all’assalto, annunciano l’album ‘Self Devour’
Chi l’ha detto che nel metal moderno ci sia ancora bisogno di produzioni immacolate, trigger sparati a mille e trenta livelli di compressione digitale? Dal Costa Rica tornano i Chemicide, una delle realtà thrash underground più feroci, costanti e rispettate dell’America Latina, pronti a dare una lezione di attitudine do-it-yourself e violenza sonora con il loro nuovo lavoro in studio: Self Devour. L’uscita è prevista per il 2027 tramite Listenable Records.
Con cinque full-length e un EP già messi a ferro e fuoco nella loro discografia, la band festeggia il ritorno in pista alzando la barra dell’impatto e abbassando quella dei compromessi da studio. Self Devour si preannuncia come il loro disco più rozzo, punitivo e viscerale di sempre.
Un ritorno al feeling analogico: la lezione dei classici
Niente editing maniacale, niente perfezionismo di plastica. La volontà del gruppo è stata quella di riprodurre la sensazione fisica di stare nella stessa stanza in cui la band prova ed esplode.
A raccontare la filosofia dietro questa scelta è il leader della band, Frankie:
«Abbiamo iniziato a lavorare al concept dell’album l’anno scorso, subito dopo il tour europeo. Volevamo qualcosa di totalmente grezzo. Abbiamo fatto diversi dischi prima e suonano benissimo, ma stavolta cercavamo un feeling diverso, simile a quello degli album con cui siamo cresciuti: dischi che avevano spazio per respirare, che non erano ultra-compressi o “perfetti” in senso digitale.»
Un’attitudine che attinge a piene mani dalle radici del genere, citando mostri sacri ma mantenendo un’identità ben definita:
«Le influenze non mancano: Kreator, Demolition Hammer, Hypnosia, Vio-Lence… Ma non volevamo scimmiottarli. Il punto era fare come loro: trovare un nostro stile sonoro per tracciare una strada personale. E se l’industria oggi chiede dischi perfetti e levigati, noi abbiamo lasciato dentro perfino gli errori. È un album che va controcorrente. Se alla gente non piacerà, pazienza: noi lo adoriamo.»
Nichilismo sociale e radici Hardcore
Dal punto di vista lirico, Self Devour affronta la sensazione di essere stritolati da una società cannibale: una macchina difettosa che consuma sé stessa e che usa la vita delle persone semplicemente come carburante.
Non manca la consueta sorpresa nella tracklist. Da sempre attenti alle contaminazioni con la scena hardcore/punk, i Chemicide hanno inserito nell’album una cover di Redemption degli storici Inside Out (la band pre-Rage Against The Machine di Zack de la Rocha):
«Sono cresciuto con il punk e l’hardcore. Ho proposto ‘Redemption’ perché il suo testo è terribilmente attuale ancora oggi. L’abbiamo riarrangiata a modo nostro, stampandoci sopra il nostro marchio di fabbrica.»
Tracklist e copertina del disco realizzata da Dusty Peterson:
- World Of Enemies
- Masterplan Of Malevolence
- Self Devour
- Colosseum
- Forensic Aesthetics
- Sulá Kaska
- Fake Apostles Of Mercy
- Second Hand Americans
- Performative Persona
- Redemption (Inside Out Cover)

Photocredit: Roberto Ramírez

Suoni Distorti Magazine