AMTHRYA: il nuovo album ‘Onnen’ con la nuova line-up
Il black metal dalle tinte folcloristiche si tinge nuovamente di nero e oscurità profonda: gli Amthrya, la creatura guidata dalla frontwoman Kasumi Onryō, hanno ufficializzato il loro ritorno sulle scene con il nuovo album intitolato Onnen. Il disco vedrà la luce il prossimo 11 ottobre 2026 nei formati Digipack CD e su tutte le principali piattaforme digitali tramite Ad Noctem Records.
Da sempre riconosciuta per le sue atmosfere dissonanti e per un immaginario visivo e concettuale fortemente radicato nel folklore e nella mitologia giapponese, la band segna l’inizio di una nuova era. Questo capitolo coincide infatti con la presentazione ufficiale della nuova line-up:
- Kasumi Onryō: Voce
- Barry Yukimura: Chitarre, cori, arrangiamenti orchestrali
- Nik Shinigami: Basso
- Norman Arashi: Batteria
Onnen (怨念): una sinfonia di odio primordiale
Il concept dell’opera prende le mosse dal concetto filosofico e spirituale giapponese di Onnen (怨念), inteso come un rancore profondo, una rabbia viscerale e una devozione all’odio che trascende il tempo. L’album tratta questa forza come un elemento fisico e metafisico al contempo, capace di infettare la realtà stessa. Strutturato come una vera e propria opera in cinque atti, l’album racconta il modo in cui questo veleno incontrollabile contamina lo spazio e il tempo, alimentando guerre e guidando l’umanità e il mondo verso una rovina inevitabile.
Track-list e copertina:
- Chinmoku no Jinja
- Jusō
- Shudan Bōrei
- Crawling Grudge
- Shin’en
- Void’s Undertow
- Lay of Ruin
- Onnen
- Onnen no Ōkotoba

La struttura concettuale di Onnen (怨念)
- Act I: Genesis of the Curse
Intro – Chinmoku no Jinja (沈黙の寺): L’apertura si svolge in un santuario Scintoista, dove la profanazione di un albero sacro da parte di una donna in lutto evoca entità oscure, Kami dimenticati e demoni.
Jūsō – The Curse (呪詛): Il rito dell’Ushi no Toki Mairi prende forma. Un’effigie di paglia che rappresenta il traditore viene inchiodata all’albero, scatenando una maledizione spietata che si rivelerà un’arma a doppio taglio per chi l’ha evocata.
- Act II: The Memory of Pain
Crawling Grudge – 恨みの根 (Urami no Ne): Il corpo della donna si trasforma nel guscio di un’entità malevola, sprofondando nel terreno e diffondendo il rancore come un contagio.
Shūdan Bōrei – 集団亡霊: La narrazione si sposta sulle coste di Izu, dove le vittime di un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale si trasformano in carnefici spettrali intrappolati in un ciclo infinito di morte.
- Act III: The Feeding Darkness
Shin’en – 深淵: L’oceano concepisce un’entità di pura oscurità che si nutre delle grida e della sofferenza dei vivi.
Void’s Undertow – Kokū no Teiryū (虚空の底流): Le forze oceaniche attraggono i mortali a dissolversi in esse, affermandosi come una divinità oscura legata al vuoto eterno.
- Act IV: Inevitable Ruin
Lay of Ruin – 滅びの詩 (Horobi no Shi): Il veleno della maledizione si diffonde a livello globale, riducendo in cenere le speranze del mondo.
Onnen – 怨念: La rivelazione dell’Onnen stesso: la linfa vitale ed eterna dell’esistenza, nonché il catalizzatore invisibile dietro ogni conflitto.
- Act V: The Incantation of Eternal Rancour
Onnen no Ōkotoba – 怨念大詞: Il finale prende la forma di un rito di consacrazione che squarcia il velo tra i mondi, stabilendo l’odio come legge cosmica e architettura fondamentale della realtà.
Photo by Amthrya

Suoni Distorti Magazine