10 cose che non sai sul Black Album dei Metallica

I Metallica sono una delle band più famose del metal, e sicuramente devono al Black Album (il primo disco a segnare una svolta nel loro sound thrash metal) molta della propria fama. All’epoca il successo commerciale fu considerevole, e finì per portare la band alla ribalta e farla conoscere al pubblico del rock più in generale.

Esistono molti aneddoti curiosi legati all’uscita dell’album, accolto in modo controverso dai fan della prima ora – eppure amato alla follia da tanti altri; frutto del lavoro di Bob Rock in veste di produttore, e di una band che avrebbe voluto rinnovarsi e suonare qualcosa di diverso, eccovi i 10 punti che forse non sapevate sul Black Album.

Il black album voleva essere un album “diretto”

Per quanto possa sembrare incredibile, l’approccio compositivo al black album dei Metallica è nato come una sorta di reazione al precedente …And justice for all, considerato troppo elaborato o quasi progressive dalla band; l’idea è stata, quindi, quella di proporre nuovi brani che fossero più immediati. Cosa che si può notare solo in parte – o quasi per nulla (sarebbe un discorso lungo e, secondo me, troppo relativo: del resto chi si lamentava del black album all’epoca potrebbe addirittura ricredersi oggi, a confronto di Load e Reload).

Il testo di Enter Sandman è stato cambiato

Enter Sandman parlava di una malattia, la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o morte in culla): nelle intenzioni iniziali di Hetfield il brano di apertura del disco avrebbe dovuto essere incentrato su di questo. Non sappiamo se i nostri aspirassero a diventare dei novelli Carcass (che inseriscono da sempre resoconti di medicina e chirurgia nei loro testi), ma è sicuro che un pezzo di testo della canzone venne cambiato su richiesta di Bob Rock e Lars Urlich: Disrupt the perfect family diventò infatti il notissimo Off to never never land. Povero James!

L’assolo di Enter Sandman è stato ispirato da un pezzo degli Heart

Kirk Hammett si sarebbe ispirato al brano Magic man degli Heart, anche se in realtà pare che l’abbia sentito all’interno di un brano campionato del rapper Ice-T. L’album in questione dovrebbe essere Power, mentre il brano originale è questo – e qualcosa del feeling dell’assolo, all’inizio, si sente pure.

Sad but true è stata abbassata di tonalità

Suonata originariamente in Mi, è stata poi suonata nuovamente in Re in fase di produzione; la band si era infatti posta il problema della tonalità del resto dell’album, e – per adeguarla al feeling generale degli altri brani – si prese questa decisione in extremis. Uno dei brani preferiti dai Metallica in quel periodo è Dr. Feelgood dei Motley Crue, per inciso.

Nothing else matters non sarebbe dovuta finire nel black album

Secondo la storia raccontata in un’intervista del 2016 la canzone più famosa del disco non fu concepita per essere inclusa nel disco: venne scritta in una stanza d’hotel durante il tour del precedente album, ed era considerata poco più che una ballad melensa (sappy ballady thing).

Hetfield decise, dopo molti dubbi in merito (e probabilmente a ragione), di includerla nel nuovo disco: il brano fece il suo debutto durante un listening party gratuito al Madison Square Garden, giorno 3 agosto 1991, e nonostante i dubbi e le paure della band fu molto gradito dai presenti.

The unforgiven e Nothing else matters si ispirano a Chris Isaak

Per chi non avesse presente, Chris Isaak è un cantautore e musicista di genere rockabilly classe 1956, noto per la voce calda e coinvolgente; Hetfield si ispirò allo stile di Wicked Game, una delle hit anni 80 dell’artista, per trovare un nuovo modo di cantare che si distanziasse dal cantato ruvido del thrash metal.

Lo so, volevate riascoltare Wicked game: bevete un altro cicchetto ed invitatela a ballare, teneroni dei miei metallari.

Bob Rock era convinto che il testo di Of Wolf and Man” fosse “stupido”

Sarò onesto” – ha detto Bob Rock a Guitar World – “sulle prime mi sembrava sciocco scrivere un testo su un lupo” (meglio scriverne uno su un Capolupo, ndr); il buon canadese prosegue poi, impietosamente “Era un po’ come dire: wow, fico, una canzone su un lupo. Dove cazzo vuoi andare a parare?! Potevi scriverne qualcosa, ad esempio, sulle piramidi” (forse il buon Bob pensava al video di Season in the abyss oppure a Powerslave degli Iron Maiden, ndr)

Quando nel metal si fanno cose del genere, perdo il filo“: in efftti. Solo in seguito, dopo qualche aggiustamento al testo, Rock si convinse che il brano fosse valido, ed avesse una sorta di concretezza innata – per quanto rimanga forse uno dei pezzi più deboli dell’album.

Ulrich, Hammett e Newsted stavano divorziando durante la registrazione del disco

Quando si dice il culo: ben tre musicisti dei Metallica di allora erano travolti da problemi personali, visto che avevano tre divorzi in corso, che si sono certamente riflessi nel feeling generale dell’album: un mix di rabbia, senso di fallimento ed una cupezza di fondo.

Strano, perchè per alcuni è proprio il matrimonio a causarli.

La copertina essenziale fu un’idea di Ulrich per distinguersi dalle copertine patinate

Stando al libro Enter Night: A Biography of Metallica, Ulrich sfogliava in continuazione riviste metal alla ricerca dell’ispirazione per la copertina, decidendo che la band avrebbe dovuto distaccarsi da qualsiasi modello precedente (disegni, colori, acciaio, sangue). La celebre copertina che valse il nome “Black Album” nacque, a quanto pare, da questa semplice idea.

La collaborazione tra Bob Rock e i Metallica non avrebbe dovuto più ripetersi

Stando al documentario A Year and a Half in the Life of Metallica, la collaborazione tra Bob Rock ed i Metallica fu sempre difficoltosa: Hetfield aveva un modo di vedere le cose molto particolare, e questo provocò vari dissapori ed incomprensioni con Rock. L’esasperazione fu tale da promettersi vicendevolmente che non avrebbero più lavorato assieme. Del resto è noto che dopo il successo del Black Album il sodalizio Metallica / Bob Rock sarebbe durato altri tre album: Load, Reload e St. Anger.

Ah, L’ Amour!

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