WOLFCHANT – Embraced By Fire

21393_10151230297207378_1064293906_nQuinta prova per i tedeschi Wolfchant, band che con precisione tipicamente teutonica ci regala ogni due anni un nuovo album dal 2005, anche nel mezzo di vari cambi di line-up che l’hanno interessata intorno  al 2009/2010. Dopo questi rimescolamenti la band ha pubblicato l’ottimo (a mio parere) ‘Call Of  The Black Winds’, lavoro che ha contribuito a rendere definitivamente originale il sound proposto e al cui seguito è chiamato l’odierno ‘Embraced By Fire’.

Uno dei punti più forti della proposta di questi e l’originalità rispetto al pagan/folk metal più classico e gli  aspetti che maggiormente caratterizzano il sound proposto sono fondamentalmente tre: i soli, a volte molto ‘powereggianti’, le tastiere, molto più utilizzate come inserto sinfonico che solista, e sopratutto una doppia linea vocale (parte pulita affidata a Nortwin, parte invece ‘sporca’ lasciata allo storico singer Lokhi) davvero ben utilizzata e sfruttata in tutte le sue potenzialità.

E’ stata proprio l’introduzione di questa doppia linea vocale che ha fatto fare al gruppo il vero grande salto di qualità e che ha portato alla pubblicazione del già citato ‘Call Of The Black Winds’.  Se a ciò aggiungiamo delle atmosfere che passano con gran facilità da quelle più seriose, care a numerosi gruppi tedeschi, a quelle festaiole, tipiche invece della scena che potremmo impropriamente definire ‘finlandese’, capiamo come il gruppo non si inserisca pienamente in alcun genere, punto indubbiamente a favore in un’epoca in cui è molto difficile evitare la catalogazione e soprattutto l’omologazione.

Naturalmente non basta essere originali per avere un buon risultato ma i sette musicisti riescono ad amalgamare bene tutti gli ingredienti con un’ottima resa che aveva reso il precedente ‘Call Of The Black Winds’ un capolavoro e che rende questa nuova fatica un ottimo album. In realtà il nuovo lavoro rappresenta un passo ancora in avanti verso l’uso massiccio di tastiere, soli e di atmosfere sinfoniche, cose che rendono questo lavoro ancora più lontano dalla prima metà della discografia del gruppo. Talvolta infatti l’album porta a pensare al superamento di un ‘confine’ immaginario fra pagan e epic, fra I Varg e i nostrani Rhapsody, passando per analogie con moltissimi gruppi come, tanto per citarne uno, i danesi Vanir (o tanto per restare sempre in Italia, i Draugr).

Il risultato è assolutamente innovativo e l’album in estrema sintesi risulta molto valido, come il precedente che però raggiungeva, a mio parere, picchi più alti. Aprendo una piccola parentesi polemica, a mio parere i Wolfchant fanno parte di un insieme di validissimi gruppi relegati, nonostante decennale esperienza, un po’ ai margini della scena, come Metsatoll, Skyforger, Svartsot (ma la lista potrebbe essere molto più lunga) e che invece meriterebbero ben altri riconoscimenti.

Tornando al disco volendo fare una track by track emerge uno dei difetti che si potrebbe attribuire all’album, quello di non avere particolari apici compositivi e pertanto di non far emergere alcun ‘singolo’, intendendo un pezzo che possa trascinare l’intero lavoro. Unici pezzi che forse emergono sono la titletrack, in cui possiamo ritrovare un ‘manifesto’ della proposta del gruppo, ‘Element’, ottimo pezzo anche questo, e una nota va dedicata anche a ‘Freier Geist’ in cui vediamo la collaborazione del gruppo con Freki, singer dei Varg.

Concludendo, I Wolfchant si confermano un’ottima band, molto originale, il cui ascolto è sempre piacevole e mai noioso. Si confermano ancora una volta con questo ‘Embraced by Fire’, che non mancherà di soddisfare i palati pagan/folk metal e che aumenta il disappunto per una visibilità internazionale che meriterebbero a pieno.

a cura di Federico ‘Jezolk’ Lemma

  • Band: Wolfchant
  • Titolo: Embraced By Fire
  • Anno: 2013
  • Etichetta: Noise Art Records
  • Genere: Pagan/Folk Metal
  • Nazione: Germania

Tracklist:

  1. Devouring Flames
  2. Embraced By Fire
  3. Element
  4. Turning Into Red
  5. Einsame Wacht
  6. Autumns Breath
  7. Freier Geist
  8. Winter’s Triumph

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