THY CATAFALQUE: con ‘Búcsú a piros madártól’ annunciano nuovo disco

THY CATAFALQUE: con ‘Búcsú a piros madártól’ annunciano nuovo disco

Il viaggio nella “Foresta Gialla” dei Thy Catafalque parte con il singolo Búcsú a piros madártól.

La creatura avant-garde metal ungherese di Tamás Kátai torna a far sentire la propria voce e lo fa ponendo una pietra miliare nell’evoluzione del proprio percorso artistico. I Thy Catafalque hanno pubblicato il video ufficiale di Búcsú a piros madártól (“Addio all’uccello rosso”), primo estratto che anticipa il nuovo e tredicesimo full-length in studio, XIII: Sárga erdő, la cui uscita è fissata per il 20 novembre 2026 tramite Season Of Mist.

Traccia d’apertura dell’opera, il brano mette subito in chiaro il tono dell’album, muovendosi tra atmosfere di malinconica rassegnazione e nostalgici richiami inghiottiti dalla nebbia. Scritto e prodotto dallo stesso Kátai, il pezzo intreccia stratificazioni vocali, chitarra solista e le affascinanti sonorità del kamancheh (lo strumento ad arco della tradizione persiana e caucasica), sorretti da una svolta sonora fondamentale.

Un video tra radici e dimensione live

Curato e girato personalmente da Tamás Kátai, il videoclip di Búcsú a piros madártól fonde l’elemento intimo con quello performativo. Le riprese estetiche sono state effettuate nei boschi lungo il fiume Maros, a pochi passi dalla casa di famiglia del mastermind a Makó — lo stesso identico luogo che venticinque anni fa fece da scenografia al primo storico clip della band.

Queste immagini naturalistiche si alternano a sequenze dal vivo tratte dai tour in Brasile, Francia e Ungheria, incorniciate da animazioni artigianali lasciate volutamente grezze per preservare un’impronta umana, imperfetta ed espressiva.

Batteria dal vivo e 34 ospiti: la rivoluzione di XIII: Sárga erdő

Per gli addetti ai lavori e per i seguaci della discografia del progetto, XIII: Sárga erdő (“Foresta Gialla”) segna una svolta strutturale storica: per la primissima volta nella carriera dei Thy Catafalque, le basi ritmiche programmate lasciano il posto a una batteria suonata interamente dal vivo, conferendo al suono una dinamica e una pesantezza fisica del tutto inedite.

L’album, composto da dodici tracce che esplorano sensazioni di memoria antica e vagabondaggio temporale, vanta una produzione imponente ma calibrata. 34 i musicisti coinvolti ed un coro di voci maschili da 20 elementi, strumentazione acustica e “folk” come pianoforte, archi, ottoni, sitar, kamancheh e cetra. Il tutto per un approccio più essenziale e dunque orientato alla moderazione rispetto al massimalismo sonoro del precedente XII: A gyönyörű álmok ezután jönnek del 2024.

Di seguito la track-list e la copertina del disco:

1. Búcsú a piros madártól
2. Ég-anyám, föld-apám
3. Dunnák alatt kék mező
4. Szitakötő
5. Suhamló éji fák
6. Puszta
7. Sirató
8. Cseremisz
9. Sárga erdő
10. Tömbök
11. Kút vizén nap forog
12. 87 tavasz, 87 ősz

Thy Catafalque – ‘XIII: Sárga erdő’ (2026)

Photocredit: Orsolya Karancz