TESTAMENT – Dark Roots Of Earth

TESTAMENT! TESTAMENT! TESTAMENT! Questo è stato il primo grido di battaglia quando ascoltai il loro debut ben 26 anni fa, questa è stata la parola scandita con forza e fierezza da un pubblico entusiasta dopo un arroventato ‘Clash of Tytans’ di qualche anno dopo.

Questa è la parola che unisce (a discapito del meaning n.d.a.) e ci regala sempre una carica da urlo; si ragazzi i Testament son tornati per ribadire, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Metal è una filosofia, una religione e che non possiamo tirarci indietro al suo cospetto. Nonostante le disavventure di Chuck Billy (ora più in forma che mai!!!) Eric Peterson, Alex Skolnick (che coppia di asce ragazzi!!!) Greg Christian e Gene Hoglan partoriscono 9 canzoni (più Bonus) con il fido produttore Andy Sneap, di un intensità sublime.

Già la band aveva messo le cose in chiaro e tranquillizato i fans dopo 8 anni di silenzio con il precedente platter (‘The Formation of Damnation’ -2009- n.d.a.) ma rimebrandoci si va oltre; il ritorno del prestigioso Skolnick sembra aver rinvigorito anche Peterson e per capirlo basta ascoltare l’open track, (‘Rise Up’) con un riff trita tutto ma mai scontato, con gusto e personalità. La seguente ‘Native Blood’, inno ai pellerossa del buon Chuck è un concentrato di stop and go, dove la linea vocale è rabbiosa ma possiede quella grazia e quella magia da fartela cantare fin da subito; pregevolissimi sono i break centrali prima dell assolo di Skolnick.

La canzone che da il titolo all’album gioca con i chiaroscuri di tutta la loro genialità: infatti essa si apre con l’arpeggio sorretto sempre da batteria e basso, rimembrandoci sonorità di ‘Souls of Black’, per poi crescere nella parte centrale ed esplodere letteralmente nel ritornello mentre la seguente ‘True American Hate’ per chi scrive è la CANZONE DELL ALBUM. Un treno in corsa che t’investe dalla prima all’ultima nota, una canzone Thrash che più Thrash non si può con la sua melodia aggressiva, le sue palpitazioni elettroniche, la sua dinamica che resterà sempreverde.
Siamo alla quarta canzone ma col track by track mi fermo qui, perchè se ancora non avete capito che questo disco è quantomeno da ascoltare e comprare a scatola chiusa, beh allora non ci siamo……..i kids di San Francisco sono tutti sugli scudi, qui non ci son cali di tensione ragazzi, con rimandi ai primi lavori della band pur guardando ai giorni nostri… Poi se comprate la versione con Bonus, vi potrete godere le cover di ‘Dragon Attack’ (Queen), ‘Animal Magnetism’ (Scorpions) e ‘Powerslave’ (Iron Maiden).
Ragazzi non vi è possibilità alcuna……i Testament non fanno prigionieri ed al loro cospetto, qualche grossa e grassa band di nome, potrebbe benissimo andare in pensione perchè difficile sarà far bella figura davanti al cospetto dei 5 di San Francisco… “TESTAMENT! TESTAMENT! TESTAMENT!”
a cura di Francesco Noli
  • Band: Testament
  • Titolo: Dark Roots Of Earth
  • Anno: 2012
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Genere: Thrash Metal
  • Nazione: U.S.A.
Tracklist:
  • 1- Rise Up
  • 2- Native Blood
  • 3- Dark Roots of Earth
  • 4- True American Hate
  • 5- A Day in the Death
  • 6- Cold Embrace
  • 7- Man Kills Mankind
  • 8- Throne of Thorns
  • 9- Last Stand for Independence

Bonus tracks – Deluxe edition:

  • 10- Dragon Attack (Queen cover)
  • 11- Animal Magnetism (Scorpions cover)
  • 12- Powerslave (Iron Maiden cover)
  • 13- Throne of Thornes (extended version)
Lineup:
  • Chuck Billy – voce
  • Eric Peterson – chitarra
  • Alex Skolnick – chitarra
  • Greg Christian – basso
  • Gene Hoglan – batteria

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