SUBLIMINAL FEAR – One More Breath

SUBLIMINAL FEAR – One More Breath

A distanza di 5 anni, i barlettani Subliminal Fear (con una formazione in parte aggiornata), ci propongono il nuovo album ‘One More Breath’, una botta di death metal melodico molto moderno nei suoni e fresco nelle composizioni. 

E lo si capisce subito già dalla prima traccia ‘Prayers of The Innocent’ che, senza intro o preavviso, parte subito con un riff assassino e una voce tra il growl e lo scream. Oltre la sensazione di ‘moderno’ che pervade il brano, fa specie sentire le parti cantate con le clean vocals, molto melodiche, che devo ammettere mi hanno lasciato perplesso all’inizio, ma che a furia di ascoltare possiamo dire tranquillamente che alla fine il risultato risulta omogeneo e godibile. 
Forse per rimarcare il loro volersi staccare dai soliti clichè death metal, troviamo nei brani un tappeto di effetti e tastiere sempre discreto e mai invadente, che potrebbe farci tornare in mente gli In Flames del nuovo corso. 
Il secondo brano, ‘Ready to Fight’, parte ancora (se non più di prima) con il coltello tra i denti all’assalto dell’ascoltatore, con riff aggressivo, voce caustica, ma anche qui abbiamo la voce ‘pulita’ seppur effettata nel ritornello. Bello il fatto che comunque riescano a “giocare” con i riff e passare da quelli tritaossa a quelli melodici con assoli che non sfigurerebbero in pezzi thrash o power. 
La traccia numero tre è quella che dà il titolo all’album, ‘One More Breath’, dove spicca il ritornello melodico sulla cassa di batteria triggherata quasi fosse una raffica di mitra. Anche qui abbiamo un alternarsi di potenza e melodia, con assolo che riesce a destreggiarsi tra i due mondi. La quarta traccia ‘Not in Your Hands’ si apre con una tastiera che potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma la potenza devastante che ne scaturisce subito dopo, zittirà i critici! 
Bel pezzo, con la tastiera che spunterà qua e là con la sua melodia iniziale. 
Si passa a ‘Waters of Solitude’, un pezzo non dico “nu”, ma che, per come inizia, a me ha fatto venire in mente ‘almeno’ i Pantera. Sul brano ‘Raving of The Moment’, possiamo ascoltare un brano un pò più ragionato, con un ritornello molto melodico e molto orecchiabile, mentre per ‘From Joy to Agony’ tocchiamo lidi di death metal melodico più classico. 
‘Become Victim’ ci porta nel trittico finale iniziando quasi con un riff power, per poi tramutarsi in un pezzo death cadenzato e piacevole, ‘Run Away (From This Hate)’ è un bel pezzo molto dinamico e ‘Immutable Event’, brano che chiude l’album, è molto diretto ed orecchiabile con un ritornello ‘pulito’ melodico e cantabile che confermano quanto di buono già detto finora.

Un album prodotto che ottimamente nulla ha da invidiare ai più blasonati stranieri, con suoni puliti e melodie curate, ma con chitarre ruvide e cattive che creano un sound piuttosto originale e personale e di questo bisogna dar loro atto, anche se come al solito i più nostalgici e intransigenti potrebbero non apprezzare i pattern di tastiere, la voce melodica, la batteria triggherata, ecc. 

Ma di questi tempi, l’originalità è cosa rara e preziosa, quindi va benissimo così!

Se proprio devo trovare un difetto, direi che i brani, seppur vari e validi, sono tutti più o meno ‘costruiti’ con lo stesso schema che sfocia nei ritornelli melodici. Forse è un bene che l’album, secondo il mio modesto parere, non sia perfetto: vorrà dire che il prossimo sarà ancora migliore!!!

a cura di Iron Jo
Band: Subliminal Fear
Titolo: One More Breath
Anno: 2012
Etichetta: SG Records
Genere: Melodic Death Metal
Nazione: Italia
Tracklist:

1- Prayers Of The Innocent
2- Ready To Fight
3- One More Breath
4- Not In Your Hands
5- Waters Of Solitude
6- Raving Of The Moment
7- From Joy To Agony
8- Becoming Victim

9- Run Away (From This Hate)
10- Immutable Event
Lineup:

Savino Fiorella – voce
Alfredo Mameli – chitarra e tastiere
Armando Casolino – chitarra
Alessio Morella – basso e voce
Marco Albanese – batteria

guest:
Marco Mameli – tastiere