SONATA ARCTICA – The Ninth Hour

Studio album numero Nove per i Sonata Arctica, la cui chiave di lettura è nascosta nell’emotivo songwriting e nella bellissima Art Cover. Una clessidra posizionata orizzontalmente, dalla struttura ad albero sulla cui base è predisposta una manopola azionata da un ingranaggio. Nella coppa sinistra viene rappresentata la Tecnologia attraverso l’immagine di un uomo, di spalle, sotto l’ombrello in una giornata urbana piovosa,mentre in quella destra viene rappresentata la Natura attraverso l’animale simbolo per eccellenza della band, il Lupo. Le due ampolle, così come il resto dell’Art Cover, sono in perfetto equilibrio sulla Terra, ma l’Essere Umano ha il potere di ruotare la manopola inclinando la clessidra in un senso o nell’altro, rischiando di svuotarne una e definendo le sorti non solo del futuro dell’Umanità, ma anche quello del Pianeta stesso.

Per quanto riguarda il titolo, l’ora Nona, commemora, biblicamente, il momento in cui Cristo spirò sulla croce e, di conseguenza, la liberazione dell’Umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. E la commemorazione porta a una vera e propria riflessione sulla realtà mondana, in quanto appartenente a un tempo storico critico.

L’apertura dell’album viene affidata a ‘Closer To An Animal’ con entusiasmanti tappeti di tastiere raggiunti, progressivamente, dalla voce, dalle chitarre e dalla doppia cassa. La ritmica è più evidente nella parte centrale e un break riflessivo precede l’esplosiva parte finale. Riffs di chitarra coinvolgenti danno vita a ‘Life’, un vero e proprio Inno alla Vita che conduce, tenendolo per mano, ogni Uomo sul proprio cammino. La velocità del comparto ritmico segue il testo fino a lasciare spazio agli assoli incrociati della keytar e delle chitarre. Un intro magico presenta ‘Fairytale’ dal lyric songwriting dedicato all’assalto mediatico politico in cerca di vittorie in cambio della salvaguardia contro il surriscaldamento globale e realmente ispirata dalle recenti vicende politiche relative alle elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Procede su un mood metallico, cadenzato, veloce e molto orecchiabile. Con l’entrata della batteria, la voce si concede alla teatralità nella parte finale accompagnata dai tipici clavicembali.

Segue la splendida ‘We Are What We Are’. I fiati, in particolare il wistle suonato dalla guest Troy Donockley, pervadono la traccia con la loro magica  melodia; una ballad senza pari  dagli accenti vocali in crescendo che interpretano un testo che riflette su quanto, effettivamente,possa fare l’Umanità per salvare il proprio Pianeta, ma l’intenso chorus ripete l’evidente titolo, toccando profondamente l’animo soprattutto con l’ultima frase del testo. ‘‘Till Death’s Done Us Apart’ è un racconto particolare in cui Tony Kakko dimostra, ancora una volta, di saper giocare con la sua voce, regalando teatralità, interpretazione, colore, calore e versatilità nei diversi toni concedendo al brano un’ottima dose di carattere e quell’atmosfera  che avvolgerebbe un film di Tim Burton, grazie alla melodicità del piano e alla drammaticità delle chitarre. Le sonorità e la particolare storia d’amore di ‘Among The Shooting Stars’ riportano a ‘Fullmoon’, ma in questo caso, il mood è più tormentato soprattutto nei momenti  romantici richiesti dal testo e sottolineati dal piano (basti pensare che è stata scritta ai tempi di ‘Stones Grow Her Name’). ‘Rise A Night’ si avvicina allo stile Power che ha caratterizzato i Sonata Arctica nei primi anni e gli assoli sono sempre, impeccabilmente, puliti e veloci.

Essendo, questo, un album concepito in minor tempo rispetto ai precedenti, contiene una traccia scritta per un eventuale progetto solista di Tony Kakko ed è stata ri-arrangiata modernamente e in stile Power. E’ il caso della seguente ‘Fly, Navigate, Communicate’. Le corde circondano  di forte personalità la ballad ‘Candle Lawns’ rispettando l’importanza del songwriting, mentre ‘White Pearl, Black Oceans Pt II, By The Grace Of The Ocean’ è saldamente ancorata alla sua semi-omonima contenuta nell’album ‘Reckoning Night’ del 2004.  Le onde del mare e l’apertura sinfonico-orchestrale solare, a cura della guest Mikko P.Mustonen, fanno da Intro alla dolcezza e alla delicatezza delle linee vocali . Il comparto ritmico si inserisce progressivamente e, con esso, la voce sale di tonalità fino a toccare quelle che sono le abilità canore di Kakko Tenore. Un carillon regala un break che riprende il mood della prima ‘White Pearl, Black Oceans’ e gli assoli di chitarra precedono il ritorno al sinfonico che compone la prima parte. Lenti accordi di piano fanno da tappeto alla calda, dolce e introspettiva voce, sospirata nei momenti  dedicati alla riflessione sul concetto di ‘On The Faultline (Closure To An Animal)’, dall’atmosfera intensificata dalla delicata entrata delle chitarre.

L’undicesima traccia è una degna cover di ‘Run To You’ di Bryan Adams. Lo stile interpretativo fa pensare a quello dei ‘Northern Kings’, secondo e storico progetto, dedicato al riadattamento di brani storici, che vede fondatore, nonché protagonista, proprio Tony Kakko. Uno stile, dunque, aperto, ricco e teatrale che rispetta l’anima del brano originale senza modificarlo. Bonus track dell’edizione giapponese è ‘The Elephant’, un’esplosione di Power dagli accattivanti riffs di basso e da strepitosi assoli nella quale la voce narrante è quella della guest Aaron Newport (già in ‘Closer To An Animal’).

‘The Ninth Hour’ è un album composto da undici riflessioni sui sacrifici che difficilmente si è disposti a fare e sugli sbagli di cui si rifiuta l’ammissione e il pentimento, da undici pezzi di vita appartenenti all’una o all’altra coppa della clessidra. Che si concentrano su temi quali Amore (per il prossimo, per il Pianeta, per il partner, per la Vita), Amicizia, Folklore, leggende topiche, uso della Tecnologia, problematiche legate all’Umanità, ai quali i Sonata Arctica dedicano particolare attenzione da sempre, ma che con questo album, vogliono accentuare e sui quali vogliono spostare l’attenzione più esplicitamente, sicchè da presentare un songwriting più maturo e diretto che sottolinei la scelta precisa e delicata del lyrics songwriting.

Il che spiega  l’assenza di quelle Power sonorità che hanno caratterizzato altri album. Del resto, ogni lavoro della band è affascinante dal punto di vista stilistico profondamente connesso a ciò che è il messaggio dei testi stessi.

A cura di Benedetta Kakko Delli Quadri

  • Band: Sonata Arctica
  • Titolo: The Ninth Hour
  • Anno: 2016
  • Genere: Power Metal
  • Etichetta: Nuclear Blast Records
  • Nazione: Finlandia

TrackList:

  1. Closer To An Animal
  2. Life
  3. Fairytale
  4. We Are What We Are
  5. Till Death’s Done Us Apart
  6. Among The Shooting Stars
  7. Rise A Night
  8. Fly, Navigate, Communicate
  9. Candle Lawns
  10. White Pearl, Black Oceans Part II  -By the Grace of the Ocean
  11. On the Faultline (Closure to an Animal)
  12. Run To You (Bryan Adams Cover)
  13. The Elephant (Japanase Edition Bonus Track)
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