DISMEMBER – Like an Everflowing Stream

Era da molto tempo che non ascoltavo i Dismember e questo pazzesco (e coraggioso) debut album.


Uno dei dischi seminali più letteralmente spaccaossa della storia del death europeo: il debutto gli svedesi Dismember. I pareri in merito sono discordanti. Un disco che (tanto per cambiare) si porta dietro una storia di polemiche pretestuose e addirittura di un processo per istigazione alla violenza (conclùsosi con l’assoluzione del gruppo).
Assoluzione che venne celebrata intitolando sarcasticamente il successivo CD “Indecent & Obscene”, senza contare che come ammesso di seguito “Like an ever flowing stream” è un bel titolo poetico che non vuol dire assolutamente un cazzo (!).

Le critiche, dal punto di vista musicale e lirico, non sono poi così infondate: la registrazione è semplicemente penosa, le parti musicali sono incalzanti e grezzissime (soprattutto per l’epoca, a quanto dicono), il growling è più simile ad un urlato che ad altro.

Siamo lontani dalla creatività morbosa e maniacale citata in altra sede per altre band, e siamo anche lontani dai tempi dispari che ci vengono propinati di recente. “Pure & Raw”, verrebbe da dire. In particolare, la batteria è molto poco esaltante in quanto un po’ troppo essenziale.
L’effetto chitarra cosiddetta “a zanzarina” è veramente irritante, a detta di molti (non certo di tutti).

I testi sono il più delle volte bollati di facilonerìa splatter, eppure ci sono estratti che conosco a memoria come quello di “So Is Life” che sono degni di nota:

Even the dead can die
Marching on and on
Experience the dismal fate
Through the hellish scorn
Gather beyond the gates

Una citazione la meritano l’atmosfera sinistra creata da “In death’s sleep” (nonostante l’inglese un po’… carente!), “Deathevocation”, “Soon to be dead” e la degenerazione generale di ogni pezzo in ritmiche veloci, violente, grezze e senza frònzoli. Bisogna poi riconoscere che questo sound, più simile probabilmente ai primi Mayhem che ai Suffocation, è apprezzabile perchè riesce a sventrare i canoni intoccabili del genere, e permettetemi di pensare che l’originalità di una band si veda anche da questo. Uno dei pochi dischi che continua a farmi saltare sulla sedia ogni volta che lo (ri)ascolto.

Un’ultima citazione al fatto che vederli dal vivo è un’esperienza decisamente esaltante.

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In foto, la scaletta degli svedesi all’Agglutination 2008.

Valutazione:

/ 5

Sito web: Dismember

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