CHAOS THEORY – Bio-Death

Dalla provincia di Trento ecco i Chaos Theory che, come già detto per altre band, si inseriscono appieno in quel filone revival thrash esploso da qualche anno, rifacendosi agli storici Testament, Nuclear Assault, Exodus, Sodom, Kreator, Destruction.

I nostri giocano con abilità con le coordinate classiche del genere, proponendosi però in modo molto cupo e roccioso. La graffiante voce di Claudio si intreccia alla perfezione con la proposta musicale della band, fatta ovviamente di riff
taglienti, assoli al fulmicotone e ritmiche quasi sempre votate verso l’up tempo. Infatti l’unico vero rallentamento lo troviamo nell’ultimo brano ‘Spyral’, forse il pezzo meno riuscito del lotto, mentre le altre tracce, come si sarà capito, navigano nel mare del thrash duro e puro. Forse qualche divagazione nel death la possiamo trovare in ‘Chockers’.

‘Bio-Death’ a conti fatti è un buon disco, che ovviamente nel complesso non scopre nulla di nuovo (e probabilmente non era nemmeno nelle intenzioni della band), ma ha buone idee ed è ben suonato. Riesce infatti nell’intento di esaltare la buona tecnica delle chitarre e la robustezza della sezione ritmica, forse peccando sul piano della personalità e dell’originalità (ma sono giovanissimi!), anche se va sottolineato che sono in possesso di una identità molto precisa e che ai thrasher e agli amanti del sound anni ’80 questo album piacerà moltissimo.

I poco più di 30 minuti di mazzate thrash nervose, isteriche e martellanti, con prominenti sfumature hardcore nelle linee vocali dell’album, si aprono con ‘Faith’, fatto di ritmiche assai toste e riff velenosi, mettendo immediatamente in luce le influenze hardcore-thrash nelle parti vocali. 

Si passa a ‘Virus’ che è un’altra scheggia frenetica sulla scia della precedente, dotata di un valido assolo di chitarra e di un azzeccato stop’n’go. Si cambia leggermente con ‘Dawn of Death’, in quanto i nostri propongono una cadenza sinistra nelle atmosfere, prima che l’act nostrano si rituffi nella velocità con ‘Carnage’, pezzo dai continui cambi di tempo. Rallentamenti e ripartenze la rendono un episodio molto piacevole; mentre la seguente titletrack, ‘Bio-Death’, punta tutto sulla mitragliata di riff a rincorsa. 
Nel già citato ‘Chokers’ abbiamo i riff che tendono al death, mentre ‘Domination’ ha delle belle aperture e ritmi molto coinvolgenti, quasi ispirati all’hard and heavy. Assalto terremotante è ciò che mi viene in mente ascoltando ‘Xenotransplant’: una vera mazzata!!! Si prosegue con ‘Final solution’ che alterna momenti cupi a passaggi melodici. 
Chiude la non convincente ‘Spyral’ di cui ho già detto sopra.

Nervosi e duri, i Chaos Theory non inventano nulla, né aggiungono nulla alla scena nostrana, ma sfornano un disco arrabbiato e ruvido, che accenderà i fans più nostalgici e conservatori. Ripeto: sono giovanissimi e sta solo a loro decidere se continuare su questa strada o se cercare un percorso meno intransigente e più vario. Con buona pace di tutti i metalhead, attempati o alternativi che siano.

a cura di Iron Jo
Band: Chaos Theory
Titolo: Bio-Death
Anno: 2012
Etichetta: Massacre Records
Genere: Thrash Metal
Nazione: Italia
Tracklist:

1- Faith
2- Virus
3- Dawn of Death
4- Carnage
5- Bio-Death
6- Chokers
7- Domination
8- Xenotransplant
9- Final Solution
10- Spyral

Lineup:

Claudio Peterlini – voce
Giovanni Spagnolli – chitarra
Davide Benedetti – chitarra
Sascha Bellin – batteria

About Francesco P. Russo 11325 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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