CANCER BATS: l’album ‘Give Me Dirt’ e il video della title-track

CANCER BATS: l’album ‘Give Me Dirt’ e il video della title-track

 

Quando i Cancer Bats decidono di rifarsi vivi, non aspettatevi mai mezze misure: i pesi massimi dell’hardcore punk canadese sganciano sul mercato il loro ottavo lavoro sulla lunga distanza, intitolato Give Me Dirt, accompagnandolo dal videoclip ufficiale della title-track.

A quattro anni di distanza dalle lodi tessute per Psychic Jailbreak (nominato ai JUNO Awards nel 2022), il quartetto di Toronto alza ulteriormente l’asticella del proprio sound, consegnando un disco viscerale, granitico e tremendamente visivo. Per affilare al massimo le lame, la band si è affidata alla cabina di regia dei God City Studios di Salem (Massachusetts), mettendo la produzione nelle mani del guru Kurt Ballou (Converge, Kvelertak, High On Fire) e di Zach Weeks, con le sessioni vocali curate da Ian Romano ai Camera Varda Studios in Ontario.

L’ossatura dell’album è nata nel modo più viscerale possibile: quattro musicisti chiusi in una stanza a sudare e improvvisare, incastrando riff devastanti, groove granitici e breakdown senza freni. Una volta gettate le basi soniche, il frontman Liam Cormier si è isolato nella natura selvaggia della Nuova Scozia rurale, plasmando testi e metriche tra sentieri sterrati, percorsi forestali e falò al buio sulle spiagge della North Shore.

Dopo aver scaldato i motori con i precedenti singoli Long Tooth e Stay Stuck, i Cancer Bats dimostrano con Give Me Dirt di essere al punto più alto della propria maturità espressiva.

E se ti sei perso le prime due mazzate estratte dal disco, recuperale subito qui:

Se la componente sonora di Give Me Dirt pesta sull’acceleratore senza guardarsi indietro, l’ossatura lirica ed concettuale dell’ottavo album dei Cancer Bats affonda le radici in un viaggio ben più intimo, ruvido e contemplativo. Il disco è il frutto diretto di un anno di nomadismo, un percorso sia geografico che spirituale radicato nella necessità viscerale di riconnettersi con la natura ed esorcizzare i propri demoni.

Nei testi affiorano senza filtri il rifiuto della frenesia urbana, l’elaborazione del lutto personale e l’impatto doloroso con la devastazione ambientale, bilanciati dalla ricerca di un equilibrio che solo la forza del mondo naturale sa insegnare.

A spingere la scrittura verso territori così sfacciatamente aperti sono stati soprattutto i lunghi viaggi in motocicletta intrapresi dalla band. Dalle insidie meteorologiche e dalle vette impervie delle Montagne Rocciose canadesi fino all’esperienza catartica vissuta tra i passi montani del Nepal poco prima di entrare in studio, la polvere della strada e il rombo dei motori hanno plasmato in modo indelebile la prospettiva, l’attitudine e la poetica dell’intero lavoro.

Track-list e copertina del disco:

  1. World Wild Fire Death Race (feat. Nate Newton)
  2. Stay Stuck
  3. Don’t Trip
  4. Bright Eyes Of Gold (feat. Chris Creswell)
  5. Give Me Dirt
  6. Long Tooth (feat. Brooklyn Doran)
  7. Speed Wizard
  8. Ocean Crash
  9. Positive Grid
  10. Prognosis
  11. Fools Like You (feat. Efrem Schulz)
Cancer Bats – ‘Give Me Dirt’ (2026)

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