AFFLUENTE – Logica Dominante

Rivoluzione – Conservatrice! Logica dominante
Emancipazione – Stop! Necrofilia!
Freddo meccanico morbo dell’ipocrisia
Donna gendarme…

Ecco a voi il 7″ dei grandissimi Affluente: aperto sulle parole di una poesia di Rimbaud (“Democrazia“), perfetto compromesso tra un malessere politico ed esistenziale. Lontani mille miglia, quindi, dai gruppi che fanno di un’identità politica – spesso solo ostentata – l’unica vera bandiera, relengando l’aspetto espressivo ed artistico ad un piano addirittura secondario. Così come nel successivo “Moltitudine suina“, le tematiche del disco sono legate a doppio filo a politica ed aspetto sociale (rapporti umani), esprimendo uno dei concetti cardine degli Affluente, ovvero l’insoddisfazione e la frustrazione che la società moderna instilla, spesso in modo del tutto arbitrario, negli uomini e nelle donne.

Carlo Cannella non ha finito di recitare i versi iniziali “La bandiera va al paesaggio immondo, e il nostro gergo soffoca il tamburo” che subito si comincia con “Società affluente”: hardcore diretto e senza fronzoli, che descrive un mondo in cui “siamo condannati al desiderio, a soddisfare l’impulso borghese, schiavi dell’ansia, assillo costante, insoddisfazione, delirio“. Questo aspetto descrittivo è talmente marcato nella band da far pensare quasi ad uno studio d’atmosfera di derivazione letteraria: tant’è che la bellezza del loro approccio, a mio avviso, è ravvisabile nella congiunzione tra testi così profondi e brutalità improvvisa, ravvisabile già nella successiva “Donna, para il culo“. Per evitare fraintendimenti grossolani, nel booklet del CD è riportata la spiegazione del resto, che se la prende con la presa di potere femminile, semplice paravento al servizio di nuove ingiustizie e sfruttamenti: un modello di donna “militarizzata” che arriva a snaturare la sua stessa essenza. Musicalmente il brano è un “inno al pogo” bello e buono, che richiama esplicitamente i fasti del passato – poi citati apertamente nel successivo TSOL.

I due brani successivi parlano di due distinte accezioni di “odio”: “L’odio è la legge dei ricchi per preservare i loro privilegi“, recita la prima “faccia della medaglia”: qui ci si riferisce a quello che “finanzia il capitalismo”, e in definitiva “è la droga dei pazzi” dell’era moderna. Moneta che si ribalta in una nuova variante in “Con dio dalla tua parte“, dove questo termine assume una valenza decisamente più spontanea. Due pezzi che corrono veloci ed intensi dall’inizio alla fine, per un disco hardcore straordinario anche perchè parzialmente “teatrale” – vedi il “pezzo di merda” parlato a fine del terz’ultimo pezzo. “Muori nel dolore“, con il suo approccio così poco easy listening (senza che questo, ovviamente, possa considerarsi un difetto), dedicato nuovamente a chi subisce prepotenze annegando nell’alcool il dispiacere, conclude Logica dominante: siamo nel 1993, e per quanto riguarda gli Affluente lo spettacolo è appena cominciato.

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