THE OCEAN: in arrivo l’album ‘Solaris’, fuori il primo singolo
Molte band non si sarebbero riprese. Dal 2022 al 2025, i visionari del post-metal The Ocean hanno perso due terzi dei loro membri, con la formazione che ha realizzato gli album amatissimi dai fan Phanerozoic I (2018), Phanerozoic II (2020) e Holocene (2023) che si è smantellata. Dopo un trionfale addio all’Hellfest dello scorso anno, in cui hanno celebrato questa formazione che durava da oltre un decennio, sono rimasti solo il chitarrista, compositore e fondatore Robin Staps, lo storico bassista Mattias Hägerstrand ed il nuovo batterista Jordi Farré (Crippled Black Phoenix).
Chi è rimasto avrebbe potuto facilmente arrendersi, ma invece si è ricostruito e ha fatto ritorno con Solaris: l’album più ambizioso dei 25 anni di carriera dei The Ocean. Un viaggio di quasi 70 minuti tra le stelle e ritorno, basato sul capolavoro omonimo del defunto regista sovietico Andrei Tarkovsky, la cui uscita è schedulata per il 25 Settembre 2026 tramite Pelagic Records.
Il primo singolo tratto dal disco, Light Pollution, inizia con familiari sonorità synth che si collegano senza soluzione di continuità al suo predecessore, Holocene, prima di acquisire gradualmente slancio e muoversi in una direzione diversa. Il brano culmina in un finale imponente e lento, caratterizzato da grandiosità orchestrale, pesantezza soffocante e una sobria complessità ritmica.
Light Pollution esplora le insidie della tecnologia del XXI secolo e la crescente ossessione dell’umanità per la realtà simulata. Ma i numerosi progressi tecnologici e sociali degli ultimi decenni rappresentano davvero un progresso?
<<Abbiamo assistito a diverse rivoluzioni della comunicazione nel corso del XX e XXI secolo, ma siamo davvero migliorati nella comunicazione?>>, commenta Robin Staps. <<C’è stato davvero un progresso, o il movimento è stato orbitale? Ci siamo limitati a galleggiare? L’inquinamento luminoso simboleggia la trasparenza dell’era postmoderna, che permea ogni cosa e ogni persona. Tutto è costantemente visibile; abbiamo perso l’oscurità in cui nasconderci e, con l’implacabile bagliore della comunicazione, abbiamo perso anche la nostra privacy.>>
Per il videoclip di Light Pollution, i The Ocean si sono avvalsi del talento del regista Craig Murray (Mogwai, Converge), per creare un arco narrativo che unisca l’arrivo dei nuovi vocalist Lane Shi ed Enrico Tiberi al testo della canzone. L’attenzione ai dettagli di Murray si sposa perfettamente con lo stile della band; la sua precisione in fatto di costumi, design e oggetti di scena eleva l’accompagnamento visivo di Light Pollution a un livello cinematografico.
Per la registrazione di Solaris, la band ha ulteriormente ampliato la sua cerchia creativa con il contributo di Thorsten Quaeschning dei Tangerine Dream ai sintetizzatori modulari. Jens Bogren, che in precedenza aveva mixato gli album fondamentali della band Pelagial e Phanerozoic I e II, si è occupato ancora una volta del mixaggio e del mastering.
Solaris è probabilmente l’album più audace dei The Ocean fino ad ora. È musicalmente intrepido, concettualmente affascinante e ha molte cose importanti da dire sul mondo che ci circonda. La band è tornata alla ribalta in grande stile, e lo ha fatto in una forma smagliante.
Track-list e copertina:
1. 52°30’11” N, 13°26’12“ E
2. Departure Song
3. Light Pollution
4. Simulacra
5. Belligerence
6. Ultima Esperanza
7. Milk Of My Dreams
8. 51°28’30” S, 73°6’11” W

Formazione:
Robin Staps – chitarra, voce
Mattias Hägerstrand – basso
Jordi Farré – batteria, percussioni
Enrico Tiberi – voce, tastiere
Lane Shi – voce
Emmanuel Jessua – chitarra
Marco Gennaro – chitarra
Inoltre, in questo disco si sono esibiti:
Thorsten Quaeschning – tastiere
Orestis Zafiriou – tastiere
Simen Eifring – trombone
Jiawei Zhang – vibrafono
Photo by Pelagic Records

Suoni Distorti Magazine