THY GATE BEYOND – Enemy At The Gates

Questo ‘Enemy At The Gates’ dei pescaresi Thy Gate Beyond trasuda thrash metal anni ottanta da tutti i pori, a partire dal logo, passando dalla copertina e, naturalmente, emergendo dalla musica. I riferimenti sono ovviamente i classici nomi dell’era d’oro del thrash e speed, tipo Exodus, Destruction, Kreator, Slayer…

Le tematiche trattate, come ci suggeriscono titolo e il carro armato sulla cover, sono sul guerrafondaio andante: non è un caso che come intro, intitolata ‘1942’, abbiamo i tipici suoni di un aereo all’attacco. Da qui parte la grezza title track, molto thrash/speed con veloci e violenti assoli, con Flammini alla voce molto a suo agio su questa musica ruvida e aspra.

Come si può immaginare, le coordinate stilistiche di tutto l’album non si discostano da questa descrizione, prodotto che risulta non originale ma ancorato fortemente alla tradizione del genere. Non che sia una nota di demerito: se oggi si fa un disco thrash, che non conceda nulla a tutto ciò che non viene dagli anni ’80, quel disco deve suonare come questo ‘Enemy At The Gates’. In questo nuovo lavoro degli abruzzesi (il terzo per la cronaca) sembra realmente di ascoltare una delle band citate prima, con una dedizione verso il genere, nella sua purezza più assoluta, che non può che fare onore alla band. Brani come ‘Under Iron Skies’ fanno immaginare l’headbanging più sfrenato e i moshpit dei Kreator; in ‘The Culprit Chaos’ possiamo rintracciare gli Overkill, mentre qua è là, oltre ai nomi già citati, fanno capolino i Megadeth, (primi) Metallica e gli Anthrax per via dei cori.

Otteniamo così un album di thrash potentissimo, molto ben suonato e registrato con una produzione pulita e professionale, forse l’unico elemento che ci potrebbe far datare correttamente questo prodotto. I riferimenti ai grossi nomi della storia del thrash metal, potrebbero sembrare roboanti, ma semplicemente sono un dato di fatto. Certo, questo è anche il grosso limite e rischio della band. ‘Enemy At The Gates’ risulta fin troppo classico, nel senso che è sì perfetto, ma non aggiunge nulla; ha uno stile impeccabile, eppure tutto sembra già sentito. Talmente già sentito che si potrebbe giocare a una sorta di ‘sarabanda del metal’ e indovinare su quale album c’è quel riff o quel break.

Allora, un prodotto indirizzato ai thrasher più reazionari e conservatori (e, credetemi, ne conosco tanti), prodotto da una band che sicuramente dal vivo creerà tumultuosi vortici di pogo, divertendo gli amanti di queste sonorità. Viste le capacità e le doti tecniche, auspico ai nostrani Thy Gate Beyond tanta fortuna e mi auguro in futuro un pizzico di personalità in più, ammesso che a loro interessi cambiare minimamente la rotta, perché altrimenti emergere sarà durissima e il tutto rischia di diventare un esercizio di maniera.

a cura di Iron Jo

  • Band: Thy Gate Beyond
  • Titolo: Enemy At The Gates
  • Anno: 2013
  • Etichetta: SG Records
  • Genere: Thrash Metal
  • Nazione: Italia

Tracklist:

  1. 1942
  2. Enemy At The Gates
  3. The Blade In My Flesh
  4. Back From Thy Gate Beyond
  5. For Whom The Storms Evoke
  6. My Brain Is Dead… Reactivate It’s Too Late
  7. Under Iron Skies
  8. The Culprit Chaos
  9. Horror Paradise
  10. Parabellum (bonus track)

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