STIGE – Skar(N)ification

 Gli Stige nascono nella città di Mottola nel 2001 ad opera del batterista Peppone. I cambi di line up non impediscono la produzione di una prima demo nel 2002, seguita da una seconda nel 2006 fino al loro primo Ep “Christ Morphosis”. Con formazione stabile che vede Peppone alla batteria, Marcello e Gigi alle chitarre, Anto al basso e Marko alla voce, gli Stige intraprendono la strada del death metal di stampo svedese.

Il risultato? Un primo full lenght dal titolo “Skar(N)ification”. Il contrasto tra i colori rosso e nero è singolare nell’art cover della copertina che illustra la band nell’Inferno dantesco in navigazione lungo il fiume Stige. Opera, insieme all’intero booklet, di Enzo Ricci, creatore della leggendaria ”Heavy Bones”, davvero suggestiva e ci prepara al mood del progetto musicale con alla base un interessante songwriting. Non resta che salire a bordo di questa imbarcazione e iniziare il viaggio.

Prima tappa è “This is War” in cui la prepotenza di basso e chitarre sottolinea il problema della manipolazione degli esseri viventi da parte dei cosiddetti potenti del mondo, dei loro poteri occulti, causa di guerre con lo scopo di ottenere poteri economici o mediatici. La seconda tappa si scorge con una scala iniziale tra voce e chitarra. La batteria aggressiva ci mette al corrente che si tratta di una forte denuncia nei confronti di coloro che commettono atti di pedofilia, e, in questo caso, nel mondo ecclesiastico. Non poteva che trattarsi di “Zumungu The Priest”. In lontananza si ode un arpeggio triste interrotto da chitarre nevrotiche, ”The End of Day” è pura poesia di Baudelaire che trova corpo nella pesantezza del basso interrotto ancora una volta dalle chitarre che sembrano non trovar pace.

Quarta tappa è “Macabre Strenght”, esortazione a trovare una forza macabra per reagire alla negatività della vita accompagnata da un bel groove e cambi di tempo da parte della batteria. Si entra nei meandri della quinta tappa grazie alla chitarra in vibrato creando un bel riff quasi da assolo. Il sound segue la netta linea retta marcata in quarti anche dalla voce per poi sorprenderci con una batteria distruttiva sul finale. Tematica è il racconto di una bambina sopravvissuta allo sterminio degli abitanti di un paesino in provincia di Lucca, forse Sant’Anna, in epoca nazista e non si poteva scegliere titolo migliore quale “The Naive Eyes of Death”.
Per la tappa successiva, ”Infamous Beast”, ci si affida alla batteria che si fa spazio nel corridoio di riff molto simili a quelli già ascoltati. Ma, anche qui, si dà importanza alla tematica cioè la violenza non solo sessuale di cui sono vittime le donne, compiuta da menti scellerate e diaboliche. Si procede sulla rotta di “72 Hours”. Prende ispirazione da un’altra storia vera e racconta la terribile esperienza di un sopravvissuto all’alluvione di Sarno del 1999 ritrovato sepolto dal fango dopo 72 ore. Il concetto è ben espresso dall’arpeggio iniziale, dal lamento vocale che pian piano prende coscienza dei fatti trasformandosi in grido, prende fiato per poi esplodere in growl e impazzire a suon di blastate.
Il viaggio si conclude con “Skar(N)ification” che dà il monicker a tutto l’album, racchiudendo la storia degli Stige dal 2001 ad oggi con tutti i pro e i contro. Il tutto riprendendo il mood della tappa precedente, doppia cassa e ancora numerosi blast e chitarre in accompagnamento. Un full lenght che non presenta grandi sperimentazioni o innovazioni musicali, ma che è di grande impatto a livello comunicativo nell’affrontare il lato spaventoso e crudele della pesantezza di cui la realtà che ci circonda è provvista.
Colmo di violenza ha sicuramente le basi per aver un futuro seguito.
A cura di Benedetta K. Delli Quadri
  • Band: Stige
  • Titolo: Skar(N)ification
  • Anno: 2012
  • Etichetta: Nessuna
  • Genere: Death Metal
  • Nazione: Italia
Tracklist:
  1. This is The War
  2. Zumungu The Priest
  3. The End of the Day
  4. Macabre Strenght
  5. The Naive Eyes od Death
  6. Inflamous Beast
  7. 72 Hours
  8. SkarNification
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Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"