SICK OF IT ALL – Just Look Around

Non è semplicissimo recensire un classico dell’hardcore americano come “Just look around“: sarebbe infatti piuttosto semplice sconfinare in paragoni improponibili, descrivere le cose per quelle che non sono e così via. Ormai è un dato di fatto, e non credo di scrivere un’eresia, se penso che questo CD del 1992 sia una delle pietre miliari dell’hardcore made in USA, quello sporco, violento e con una sana attitudine a picchiare duro. Resta il fatto che la band dei fratelli Koller (voce e chitarra), Majidi (batteria) e Cipriano (basso) ha inciso questo secondo album, l’ultimo per la Relativity Records, basandosi principalmente su un sound di impatto, diretto come solo certo hardcore sa fare. “We want the truth“, “Locomotive” e “We stand alone” – dei veri e propri classici anthem di questo genere o “inni al pogo” – possono essere considerati i migliori pezzi del disco solo per comodità: alla fine il riff ossessivo di “What’s going on”, per fare un altro esempio, fa capire che i nostri sanno anche variare la “salsa” del loro hardcore punk. La chitarra di Pete Koller macina una ritmica dietro l’altra, creando un vero e proprio muro sonoro – alternato a certi cori che ben conosciamo – capace di far scatenare l’ascoltatore: non mancano, nella velocità thrash metal del tutto, momenti più ragionati e rallentati (“rappati”, per usare un termine piuttosto orrendo) simile parzialmente ai Suicidal Tendencies del secondo album. La grandezza di “Just look around” esce fuori probabilmente giusto dal suo essere una produzione completa, compatta e decisa nella sua attitudine senza compromessi; il tutto compresso in circa 30 minuti di musica, il che farebbe pensare ad una versione hardcore di Reign in blood degli Slayer. E forse il paragone non è neanche troppo azzardato… un disco da avere.