SADIST – Hyaena

SADIST – Hyaena

Sadist Hyena cover art

“Hyaena”, settimo album dei Sadist, si presenta da sé. L’art cover idealizza il concept su uno dei carnivori più temuti delle pianure africane: la Iena. L’intero songwriting è, dunque, dedicato alla vita, al comportamento e alle leggende che ruotano intorno al predatore.

Sin dalla prima traccia “The Lonely Montain” si viene catapultati nel mood tipico africano. I riffs tecnici creano la giusta suspance che accompagna il passo felpato del branco verso il ventre materno di uno gnù; si inferociscono per poi compiere l’atroce sbranamento del cucciolo e della madre. Il Thrash veloce dai forti echi death, un assolo pulito e ben eseguito presentano “Pachycrocuta”: nome attribuito alla hyaena bellax, genere preistorico, grande e robusto adito alla caccia di animali molto grandi. Tappeti di synth, sui quali cavalca la batteria, accompagnano un mood calibrato e tecnico così come è il racconto delle determinate tecniche di caccia di “Bouki”.

La cura nella riproduzione di elementi ambientali e il sound bruscamente interrotto dalle crudeli linee vocali, danno vita a “The Devil Riding The Evil Steed”, traccia portante del concept, in quanto dedicata alla leggenda locale secondo la quale la tribù vide la iena cavalcata dal Diavolo (stilizzata nell’art cover). ”Scavenger And Thief” è caratterizzata da cambi di tempo infernali e la voce doppiata si ben destreggia tra Scream e Growl mentre sfata il mito dell’animale spazzino e ladro, in quanto, spesso, sono le belve più grandi a rubare il suo bottino. ”Gadawan Kura” costituisce il break strumentale dalle sonorità classiche, avvolto da atmosfere africane delle tipiche percussioni di Jean N’Diaye. Protagoniste anche della successiva “Eternal Enemies”, riprendendo la composizione spietata e descrivendo, così, l’eterna lotta con lo storico nemico, il leone, il cui esito non è mai certo.

In “African Devourers”, corde e tastiere collaborano nell’assemblare un gioco di suspance, come il rapporto esistente tra iene e avvoltoi, mentre la sezione ritmica esplode progressivamente. Composizioni crude e accattivanti sempre molto regolate, ma allo stesso tempo complesse e articolate, descrivono la vita e le abitudini del clan dominante di “Scratching Rocks”. La struttura di “Genital Mask” poggia sull’alternanza tra Death melodico e assoli di tastiere chiudendo l’album.

Il risultato è un ottimo album personale e maturo, diverso, dalle sfumature jazz, melodico, dai suoni tribali, sicchè da renderlo sperimentale, fondendo concept, art cover e musica in un unico prodotto che potrebbe quasi essere lo specchio una società attuale.

A cura di Benedetta Kakko Delli Quadri

  • Band: Sadist
  • Titolo: Hyaena
  • Anno: 2015
  • Genere: Progressive Thrash / Death Metal
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Nazione: Italia

TrackList:

  1. The Lonely Montain
  2. Pachycrocuta
  3. Bouki
  4. The Devil Riding The Evil Steed
  5. Scanger And Thief
  6. Gadawan Kura
  7. Eternal Enemies
  8. African Devourers
  9. Scratching Rocks
  10. Genital Mask

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: