RICCARDO GIOGGI – A Theory Of Dynamics

Bentrovati! Questa volta parliamo di ‘A Theory of Dynamics’, primo album del chitarrista Riccardo Gioggi rilasciato sotto il marchio della Digital Nations. Andiamo per ordine.
Mi siedo, accendo il computer, accendo l’impianto, stappo una bottiglia di birra, mi ritrovo il mio archivino sul desktop, lo scompatto, tralascio le miriadi di pdf, curriculum infiorettati che non finiscono più e senz’altro non mi rimangono molto simpatici (ah, se a qualcuno può interessare, l’etichetta che pubblica l’album è di Steve Vai eh…), giungo alla cartella audio e premo “esegui tutti”.
Ok, premetto, che è un rituale che ovviamente ripeto (sennò non era un rituale lol) tutte le volte che mi appresto ad ascoltare qualcosa che andrò a recensire, e la maggior parte delle volte, ad un certo punto interrompo l’ascolto, perchè magari vengo distolto da qualcosa o per un normale calo dell’attenzione.
Beh signori e signori, questo è uno di quei rari casi in cui non è successo.
Siamo di fronte ad un bellissimo album di musica strumentale come piacciono a me, ricco di promesse, quasi sempre mantenute, di contenuti e generi vari che si intrecciano, e si dissolvono nella maniera più naturale possibile. Un fiumiciattolo limpido che gorgoglia e disegna giochi di luce.

La musica di Riccardo Gioggi, è fluida, cristallina, intelligibile, abbastanza originale (e penso che sia un notevole traguardo al giorno d’oggi), gli arrangiamenti sono curati e la produzione è eccellente. Se proprio devo citare qualche big per un accostamento direi che quest’album mi ha riportato in mente qualcosa di vagamente riconducibile a ‘No Gravity’ di Kiko Loureiro, sia nelle digressioni solistiche che nell’alternanza tra pezzi più soft e heavy, ma condito con quel che di funky che non guasta e qualche momento più duro alla LTE.

Ottime le prove di basso e batteria, che sono funzionali e precise e creano una base salda per le melodie ed i fraseggi della chitarra. Gli high lights del disco, per quanto mi riguarda, sono l’opener ‘Time Rush’, ‘Even Tide’, la dolce ‘Air’, e la title track a conclusione del disco.
Non mi sento di aggiungere, altro, cercatelo, ascoltatelo, acquistatelo. Non ve ne pentirete.
I miei più sentiti complimenti a Riccardo, questo è un ottimo debut album, consigliato a tutti gli amanti della musica strumentale.

a cura di Fabrizio Muratori
  • Artista: Riccardo Gioggi
  • Titolo: A Theory Of Dynamics
  • Anno: 2012
  • Etichetta: Digital Nations Entertainment
  • Genere: Instrumental Rock/Alternative Rock
  • Nazione: Italia
Tracklist:
  • 1. Time Rush
  • 2. Dreamt 11
  • 3. Designs
  • 4. The Spy Song
  • 5. Every Single Step
  • 6. Meridians
  • 7. Even Tide
  • 8. Air (feat. Michael Manring)
  • 9. A Theory Of Dynamics

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