RELIGIO MORTIS – La Caduta di Baal Hammon

Buone notizie: grindcore italiano non significa esclusivamente Cripple Bastards, ma anche – per non dire soprattutto – altre realtà solidissime e, per il momento, poco note al grande pubblico.
È davvero un piacere per me proporvi la recensione di questo CD davvero unico, e questo per almeno due motivi: il primo è che il disco va dritto al dunque, e si articola con grande decisione e la giusta attitudine, il secondo è che l’album è disponibile gratuitamente su Jamendo.
Un’accoppiata davvero micidiale e neanche troppo
comune, vista la qualità media, con le dovute eccezioni, del materiale presente nel celebre sito per artisti indipendenti.
I Religio Mortis sono una band al terzo lavoro, attivi a livello di demo dal 2008 ed originari di Porto Empedocle (Agrigento): siciliani, dunque. Questo dovrebbe farci sussultare già di suo, perchè sappiamo tutti a che livelli sia riuscito, con pazienza e caparbietà, a spingersi l’underground del posto: con gli Schizo, gli Inchiuvatu o i Guru of Darkness, giusto per fare tre nomi. La band, composta da soli due elementi – Othoth (basso e batteria elettronica) e Wehr (voce e chitarre) – propone un grindcore di forte matrice black old-school, influenzatissimo dai capisaldi del genere (succitati Cripple Bastards su tutti, con cui condividono l’ idea di cantare quasi sempre in italiano), slegato da qualsiasi compromesso falsamente innovativo.
Sì, perchè i Religio Mortis riescono ad azzeccare praticamente ogni singolo pezzo, senza cedere a sperimentazioni vane o fini a sè stesse, e senza scadere mai nella vuota monotonìa che spesso affligge anche i migliori dischi di questo tipo: lo fanno facendo tuonare i propri strumenti in ritmiche malate, ossessive e velenose, degne delle band di culto che amiamo. I nostri riescono a fare questo nonostante abbiano sfruttato appieno le ultime tecnologie, su tutte la batteria elettronica, nonostante sia essa solitamente malvista dalla “vecchia guardia”: ed è questa la cosa che mi ha davvero entusiasmato, come ho osservato giorni addietro assieme a Francesco (ChiodoMetallico).
Chi volesse avere un’idea del sound può pensare – oltre ai succitati italiani – agli album venati di hardcore, ad esempio, degli Impaled Nazarene, rivisitati in chiave direi “moderna al punto giusto”.
La Caduta di Baal Hammon“: significa innovare senza rinnegare le origini, avvalendosi di una produzione molto professionale che non scade mai nel già sentito, e che riesce a trovare spazio per azzeccatissime aperture melodiche, quando serve.
Otto brani (esclusa l’inquietante intro) che ci portano nel mondo di Baal Hammon – il “Saturno Africano” di origine cartaginese – trascinando l’ascoltatore in un vortice di odio e violenza sonora che raramente mi è capitato di ascoltare in forma così matura. Ancora meno spesso, a pensarci bene, mi è capitato di ascoltare per due volte di fila un intero nuovo CD, senza una sosta, tanto da far trascorrere la terza scrivendo di getto la recensione che avete sotto gli occhi. Non so se questo mio elogio dipenda esclusivamente dai miei gusti personali, ma sono abbastanza certo che se amate le sonorità grind-hardcore non potrete davvero fare a meno di apprezzare questo lavoro.
Se la scena riesce ad aprirsi un po’, a mio avviso, i ragazzi credo potranno fare strada: lo scrivo perchè, nonostante le splendide aperture in ambito estremo viste e sentite ad esempio in Puglia, trovo il panorama del sud particolarmente angusto per il metal estremo, da un po’ di tempo a questa parte. In caso ci sarà da sbattersi parecchio, visto che i “Religio mortis” non sono esattamente una band “da pub” (e meno male!): rifiutano qualsiasi compromesso, suonano veloce e cattivo, e brani come “Dead shall rise” o “Onora il Grande Padre” valgono, da soli, il prezzo dell’acquisto del supporto ottico.

a cura di Salvatore Headwolf

Band: Religio Mortis
Titolo: La Caduta di Baal Hammon
Anno: 2011
Etichetta: Nessuna
Genere: Grindcore
Nazione: Italia

Tracklist:
1- Intro

2- Mantica di Morte
3- Ego Sum Qui Intus Habitat
4- Religio Mortis et Horatione
5- Onora il Grande Padre
6- Dead Shall Rise
7- Malo Mori Quam Foedari
8- La Caduta di Baal Hammon
9- Outro
Lineup:
A. Wehrmacht – voce e chitarra
Necrosplatter – chitarra
Othoth – basso
Oulotep – batteria

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