RAIDEN – Raiden

Tutti pronti all’arrembaggio, è appena attraccata la nave pirata dei Raiden! Ecco una frase adatta per iniziare la recensione che quest’oggi prende in esame il primo album dei rockers abruzzesi Raiden. Dopo il demo ‘Mayday’ del 2007 e l’ep ‘Alive’ del 2009 i nostri adrenalici pirati del rock si ripresentano in ottima forma e forti di un attitudine che più rockeggiante non si può con l’omonimo album ‘Raiden’. Raiden, concepito come un vascello pirata, è l’approdo di chi nel mondo moderno si sente fuori dal tempo, dalle mode, dagli stili forzati dai media. Non è assolutamente un progetto politico, il Raiden non ha
colori politici e l’unica sua bandiera è quella nera con il teschio bianco e le sciabole.   Una cosa che mi ha colpito sin dalla prima traccia ‘In The Eye Of Raiden’ è il contagio sonoro dei Motorhead nei confronti dei musicisti, ed in particolar modo nei confronti del vocalist, tanto è la somiglianza, ma ovviamente i nostri riescono a mantenere una loro distanza da ogni forma di plagio. La song d’apertura parte in quarta, con una rullata iniziale che in un crescendo energico lascia spazio ad una sparata a razzo pronta a travolgere l’ascoltatore. A seguire ‘Motoramones’, si esatto, l’unione dei Motorhead con i Ramones, ma non solo nel titolo, anche a livello musicale. Un mix di energia, attitudine e sfrontatezza Rock’n’Roll con l’approccio grezzo e stradaiolo del Punk. Il guitar work è magnificamente costruito, accompagnato da una base ritmica che non cede per tutta la durata del lavoro. A ruota libera continuano questo ottimo lavoro ‘MayDay’ dove si risente molto l’attitudine “motorhead-iana” dei nostri. ‘Justerini & Brooks’ segue lo stesso stile, praticamente una situazione degna dei migliori momenti festaioli, con una certa influenza californiana e tanta, ma proprio tanta, energia ed attitudine. Una cosa che oggi giorno vado cercando è proprio questa! Passi per l’originalità a tutti i costi che è difficile da proporre in modo interessante, ma l’attitudine è qualcosa che o si ha o manca, ed ai nostri pirati del Rock’n’Roll non manca di certo, anzi tutto il loro cd trasuda di attitudine pura e genuina. Si arriva a circa metà disco con ‘Waiting For Death’, un pezzo dove la band si sposta a strade più ricercate, dove tempi più morbidi e situazioni più riflessive ci mostrano che i Raiden sanno bene il fatto loro, forti di una certa poliedricità. Non solo rock sparato a mille dunque, ma qualcosa di realmente ricercato e sentito, una variazione della proposta senza però snaturare la propria attitudine. In alcuni piccoli momenti del pezzo si trovano anche piccoli aloni rimembranti i System Of Down (ma non eccessivamente). A riprendere ritmi più movimentati è la successiva ‘Big Sow’, con una certa aria arrogante e menefreghista in stile con il Rock’n’Roll losangelino degli eighties. Partenza punkkeggiante in ‘True Love’ dove si lascia più spazio alle influenze californiane dei fratelli Ramone, con inserite alcune trovate chitarristiche in stile prettamente thrashy. Un’altro assalto diretto lo si ritrova in ‘The Jackal’, dove il chitarrista si presenta con ottimi assoli (ma non solo qui) ed i musicisti tutti giocano con la musica inserendo stacchi e cambi di tempo, oltre a mettere insieme varie situazioni, dalle più stradaiole ed adrenaliniche alle più ragionate e “cupe”. ‘Another Day In The Jail’ riesce ad avvolgere con melodie ruffiane, come un pò tutto l’album del resto, e proponendo anche in questo caso cori trascinanti e gli immancabili momenti chitarristici. Praticamente i nostri hanno messo insieme tutte le influenze dovute al proprio background musicale creando qualcosa di veramente accattivante ed attraente. La produzione è adatta al contesto, con suoni ben amalgamati, ma senza impastare gli strumenti tra loro, anzi, direi che ogni musicista ha il suo spazio, regolato alla perfezione. Ed ecco un altro gioco di parole con ‘Jolly Rocker’, dove un impressione di Hanoi Rocks mi è stata in testa durante tutto l’ascolto. ‘Dirty Old Town’ è la penultima canzone del lotto, dove la band si risposta in situazioni molto motorheadiane (come se l’avesse mai lasciate del tutto), per poi arrivare ad un inaspettato finale con ‘Heartquake’. Un finale morbido, emozionante e davvero intenso. Una ballad acustica davvero ben fatta ed avvolgente, con una vena malinconica di fondo. In mente mi sono venuti i Crash Test Dummies, sia per l’impostazione vocale che il fraseggio. Dunque, arrivando al conto, un album sicuramente non originalissimo, ma davvero attraente, adrenalinico e ruffiano. Un consigliatissimo acquisto a chiunque adora il Rock’n’Roll, il Punke le situaioni allegre e spensierate! Promossi in pieno!

A cura di Francesco ChiodoMetallico
Band: Raiden
Titolo: Raiden
Anno: 2011
Etichetta: Nessuna
Genere: Rock’n’Roll/Punk’n’Roll
Nazione: Italia
Tracklist:

1- In The Eye of the Raiden
2- Motoramones
3- Mayday
4- Justerini & Brooks
5- Waiting for Death
6- Big Sow
7- True Love
8- The Jackal
9- Another Day in the jail
10- Jolly Rocker
11- Dirty Old Town
12- Heartquake

Lineup:
Francesco Acerbo – voce e chitarra
Mauro Colarossi – voce e basso
Cristian Falone – batteria
About Francesco Chiodometallico 11003 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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