PAUL GILBERT: il video di ‘Keep Your Feet Firm And Even’
Il virtuoso Paul Gilbert ha pubblicato il suo nuovo album, WROC, lo scorso 27 febbraio per Music Theories Recordings. Dal disco è tratto il singolo Keep Your Feet Firm And Even, del quale potete gustarvi il video qui sotto.
WROC, acronimo di “Washington’s Rules of Civility”, potrebbe benissimo essere l’opera più stravagante della superstar della chitarra fino ad oggi. Utilizzando le Rules of Civility di George Washington come faro concettuale di riferimento, Paul Gilbert ha osato pensare fuori dagli schemi e utilizzare un manuale di galateo risalente alla fine del XVI secolo come principale fonte di ispirazione.
In passato potrebbe aver usato un trapano elettrico a batteria per un tremolo picking supersonico ed uno slide per evocare la voce di Ronnie James Dio. Eppure, quest’ultima registrazione è il suono di un musicista che si apre coraggiosamente a nuovi orizzonti inesplorati per il suo primo album cantato da I Can Destroy del 2016.
L’idea per l’album gli è venuta sul volo di ritorno dall’ultimo concerto dell’ultimo tour dei Mr. Big, dove il gruppo ha salutato il pubblico gremito alla Budokan Arena di Tokyo.
<<Non so perché mi sia venuta in mente>>, dice Gilbert scrollando le spalle. <<Ma adoro usare i testi per costruire melodie. Credo di aver cercato il mio Bernie Taupin, che scrive tutti i testi di Elton John. Neil Peart è un altro esempio, poiché ha scritto i testi di Rush, mentre Alex Lifeson e Geddy Lee hanno composto la musica. Volevo trovare il mio Bernie o Neil, perché anche se scrivere testi è un’attività che ho sicuramente svolto, non è la mia parte preferita del processo. Quindi, ho chiesto a George Washington di essere il mio Bernie Taupin!>>
Dopo ulteriori indagini, è emerso che il primo presidente degli Stati Uniti d’America aveva semplicemente copiato una traduzione inglese delle “Regole di civiltà e comportamento decoroso in compagnia e nella conversazione” come esercizio di scrittura scolastica, diventandone inavvertitamente l’autore più accreditato. La sua discendenza, tuttavia, può essere fatta risalire ancora più indietro, a un manuale di galateo francese del 1595 scritto dai gesuiti.
L’album è stato anticipato dai singoli che riportiamo nuovamente di seguito:
Paul Gilbert, che ha plasmato in modo vivido il ruolo della chitarra elettrica nella musica rock, sa bene quali regole seguire e quando infrangerle. Con i Mr. Big, è stato responsabile di inni pop rock pionieristici che hanno visto il gruppo raggiungere le vette delle classifiche e primeggiare nelle arene di tutto il mondo. Con i Racer X, ha spinto la chitarra elettrica ai suoi limiti estremi, in una direzione più metallica, lasciando ascoltatori e pubblico incantati da come le sue composizioni potessero essere così tecnicamente entusiasmanti e musicalmente raffinate allo stesso tempo. Come solista, ha attraversato paesaggi sonori sia strumentali che vocali, spaziando dal blues, alla musica classica e al jazz, fino al rock più puro.
Quindi, per Gilbert, c’era un palpabile entusiasmo nel resuscitare queste linee guida del XVI secolo per l’ordine sociale iper-avanzato del mondo odierno. <<Non mi sono mai divertito così tanto a scrivere canzoni in vita mia!>> ammette.
L’album WROC è stato registrato dal vivo in quattro giorni al The Hallowed Halls di Portland, Oregon, con Nick D’Virgilio alla batteria, Doug Rappoport alla chitarra e Timmer Blakely al basso. Paul ha registrato parti vocali aggiuntive a casa per addolcire i brani, ma l’energia principale proviene dalle jam live della band.
<<Sono davvero emozionato di suonare questa musica dal vivo e vedere come la gente la apprezza>>, aggiunge Gilbert. <<Direi che WROC è uno degli album più musicali e piacevoli che abbia mai realizzato. È molto più di semplici riff di chitarra che nascono dalle mie dita. La musica nasce dal mio senso della melodia. Ho apprezzato sempre di più questa connessione pura. Sento che questo è il viaggio più riuscito che abbia mai fatto verso il mio Generatore Melodico Interiore… grazie all’ispirazione di George Washington e di coloro che lo hanno preceduto. Erano i miei Bernie Taupin. Nel complesso, il processo è stato così piacevole, e si può percepire quella gioia nei brani.>>
Photocredit: Sam Gehrke

Suoni Distorti Magazine