NHORIZON – Nightstalkers

I Nhorizon, sono una band toscana (senese, per la precisione), in piedi dal 2004. Dopo un demo di debutto ben accolto (‘Oneiric Tales’, 2007), la partecipazione a due importanti compilation ed una serie interessante di esibizioni live, i nostri giungono alla tappa del primo album lo scorso 2009 con ‘Skydancers’.
Da allora iniziano vari problemi di lineup e svariati avvicendamenti che tengono ferma la band fino a quest’anno. Di fatto, dopo due anni di assenza dalla scena, i Nhorizon si ripropongono con un mini cd autoprodotto intitolato ‘Nightstalkers’, uscito i primi giorni di questo Novembre.

Il cd è composto da soli tre pezzi che, seppur siano pochi, riescono ottimamente a rendere l’idea di cosa siano i Nhorizon, nel caso non li conosciate. Una miscela vincente di varie sfaccettature sonore che spaziano dal progressive metal, all’heavy, al gothic e con qualche inflessione power, alternative ed alcuni spunti pop. Su tutto un’occhio di riguardo per la melodia, indispensabile nell’economia dei nostri.

La prima song è la title track,‘Nightstalkers’, singolo rilasciato come anticipazione dalla band, che riesce efficacemente nell’intento di attrarre l’ascoltatore.
Attacco con articolati passaggi di batteria ed atmosfere goticheggianti con un retrogusto oscuro. Durante il cantato fanno la loro bella figura giri di chitarra molto massicci e vorticosi, mentre la tastiera puntella il momento, donando una convincente melodia di base. I cambi di tempo rendono articolato tutto il pezzo, che non sta mai fermo a lungo sugli stessi passi, ma ripete una serie di parti in maniera da rendere areosa la fruizione.
Tutta la song si muove su territori fondamentalmente gotici, ma con un cantato lungi dal fossilizzarsi in aspettati clichè del caso, infatti lo stesso ha una certa verve alternative, che rende il tutto personale. Ottimo l’assolo di chitarra che viene continuato fluidamente dalla tastiera.
Uno dei punti di forza del pezzo è, appunto, la fluidità nei passaggi che vanno da cadenzamenti incattiviti nel ritornello ad aperture melodiche avvincenti e da un certo retrogusto epicheggiante e inflessioni progressive.


Il secondo brano, ‘Sequel‘, ha un pianoforte che mi ha fatto venire in mente, per alcuni aspetti, ‘All That I Bleed’ dei Savatage.
La song è una semi-ballad dal fortissimo sapore AOR, con melodie radiofoniche e dal facile approccio. Ottima la performance del vocalist anche in questo caso, che si adatta sia ai fraseggi spensierati ma romantici, sia nelle punte dove occorre quel filo di grinta che serve a donare energia al pezzo.
Una canzone molto dolce e nello stesso tempo energica, che non disdegna momenti sognanti. Un pezzo che messo in auto potrebbe accompagnare durante un viaggio in maniera lieta e piacevolissima. A condire il tutto un’ottimo assolo di chitarra che precede una “ripresa di marcia” con tempistiche che si smuovono dal semplice accompagnamento soft a lievi accelerate che portano alla chiusura con il pianoforte che, in tutto il pezzo, la fa da padrone in maniera ottimale.

Siamo al cospetto di musicisti che sanno il fatto loro, hanno una certa esperienza ed un buon gusto per la musica, ed è palese, basta ascoltare questo mini cd per rendersene conto. La capacità di unire varie influenze senza far intravedere spunti già sentiti e risentiti, mostra la qualità di tutti i componenti.

Chiusura affidata ‘Restless’, dove la band riprende le soluzioni gotiche in maniera più marcata ed una verve progressive notevole. Ritmiche potenti e riff avvolgenti, con una strizzatina d’occhio all’heavy. Ma il pezzo si ferma quasi subito a soluzioni a metà tra gothic ed alternative, che lasciano successivamente spazio a cavalcate antemiche, tra le quali il ritornello sembra disegnato apposta per essere cantato dal pubblico in sede live.
Durante uno spazio lasciato in mano alla sola base ritmica, si stagliano assoli, tra chitarra e tastiera, che riescono ad avvolgere l’ascoltatore con una certa magia dal sapore power.
Pausa soft dove il cantante riesce a regalare anche estenzioni ottimamente sorrette, e dove si riparte con maestose aperture accattivanti, come le precedenti. La cavalcante base ritmica viene accostata ad una trama ben intrecciata di chitarra e tastiera che creano un muro sonoro potente.
Si sfuma in finale per lasciare l’ascoltatore felice dell’ascolto..

Ci tengo a precisare, per rendere l’idea, che il sottoscritto non è molto incline al progressive ed al power, ma vi assicuro che questo mini cd merita tantissimo.
Averlo ascoltato più e più volte di fila mi ha deliziato ogni volta, senza mai provare noia o senso di ripetitività.

Per chi ama il metal melodico, questo ‘Nightstalkers’ è un dischetto da procurarsi all’istante. Ma suggerirei l’ascolto a tutti, vista la dose di sfaccettature stilistiche presenti. Un lavoro che non è solo progressive, ma, come detto prima, ha anche una forte vena gothic, influssi alternative ed una fruibilità davvero alla portata di tutti.
Un plauso alla band che dopo due anni di assenza è riuscita a far un valido ritorno sulle scene.

a cura di Francesco Chiodometallico
Band: Nhorizon
Titolo: Nightstalkers
Anno: 2012
Etichetta: Nessuna
Genere: Gothic/Progressive Metal
Nazione: Italia
Tracklist:
1- Nightstalkers
2- Sequel
3- Restless
Lineup:
Alessandro Buzzo – voce
Giacomo Paradiso – chitarra
Fabrizio Muratori – tastiere
Simone Cantini – basso
Alessandro Brandi – batteria
About Francesco Chiodometallico 10559 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*