NECRODEATH – Idiosyncracy

Beh non credo i Necrodeath abbiano bisogno di presentazioni essendo un pezzo di storia del metal italiano! Dopo aver fatto storcere un pò il naso a molti metalheads con i loro due precedenti album ‘Draculea’ e ‘Phylogenesis’ ed aver pubblicato un cover album ‘Old Skull’ ed una inutile compilation come ‘The Age Of Fear’ negli ultimi anni, i genovesi si ripropongono oggi al pubblico con questo ‘Idiosyncracy’. Partendo dalla copertina si nota un cambiamento di art work a favore di influenze tratte da Quentin Tarantino, a mio avviso una simpatica trovata. L’album in questione è molto atteso dai fans
della band che si aspettano di ascoltare l’evoluzione sonora dei nostri, forti anche della nuova presenza in formazione di Pier Gonnella (ex Labyrynth) dietro la sei corde. Certo è che nonostante tutto la mancanza dell’ex axeman Claudio si sente sin dal giorno della sua uscita dalla formazione. Dal punto di vista del songwriting ci troviamo al cospetto di tematiche classiche e, non me ne vogliano ne la band ne i fans più agguerriti, un pò sputtanatamente  ripetitive, cioè basate sull’eterna lotta tra il bene ed il male e sulla lotta per il raggiungimento della pace interiore.
Musicalmente parlando l’album ha il suo inconfondibile marchio di fabbrica dovuto al personale drumming del grande Peso e l’inconfondibile voce di Flegias; massiccio, violento e tecnico il primo; graffiante, ispirato e nello stesso tempo evocativo il secondo. L’album contiene una sola traccia di circa quaranta minuti suddivisa in sette capitoli, dove ci si ritrova fondamentalmente ad ascoltare un massiccio thrash metal tecnico e suonato in maniera a dir poco perfetta, con velature di matrice black metal (minori rispetto al passato) e riff chitarristici davvero ben concepiti e ben suonati e fin qui va bene.
Cosa manca al tutto? Manca quell’immediatezza e quella violenza a cui la band ci ha sempre (o quasi) abituati, mancano i momenti dove si arrivava al limite dell'”isteria” sonora, ma non per questo mi viene da dire che si tratta di un pessimo album. Personalmente mi sarei aspettato qualcosa di più, ma credo questo lavoro sia un evoluzione sonora dove la band cerca di cambiare forse un pò d’aria, come molte hanno fatto e stanno facendo ad oggi. Io credo che i fans della vecchia guardia saranno un pò spiazzati ritrovandosi davanti un lavoro senza quell’attitudine violenta e quell’aggressività che da sempre ha contraddistinto il combo ligure. Fatto sta che è innegabile la validità del lavoro. Un lavoro che mette in mostra la parte a volte più “riflessiva” della band, seppur in alcuni momenti non manchino le loro classiche accelerate trita tutto, seppur in sporadici momenti, ma fondamentalmente  sono i ritmi in mid tempos a fare da padroni. La produzione è sempre la solita ben riuscita da parte degli Outer Sound Studios di Peppe Orlando dei Novembre. Dunque, se siete fans della band è inutile che ve lo dica io che fareste bene a procurarvi il lavoro, seppur in alcune parti si nota una certa prolissità che rischierebbe di sfociare in momenti noiosi. Se non conoscete la band perchè negli ultimi decenni siete stati sulla luna o vi hanno ibernato, procuratevi i loro lavori precedenti fino a ‘Ton(e)s of Hate’ (2003) ascoltateli per bene e poi proseguite seguendo l’evoluzione della band. Poi che possa piacere o meno il lavoro in questione è indubbiamente un gusto personale!

a cura di Francesco ChiodoMetallico

Band: Necrodeath
Titolo: Idiosyncracy
Anno: 2011
Etichetta: Scarlet Records
Genere: Thrash Metal
Nazione: Italia

Tracklist:
1- Idiosyncracy part I
2- Idiosyncracy part II
3- Idiosyncracy part III
4- Idiosyncracy part IV
5- Idiosyncracy part V
6- Idiosyncracy part VI
7- Idiosyncracy part VII

Lineup:
Flegias – voce
Pier Gonella – chitarra

GL – basso
Peso – batteria
About Francesco Chiodometallico 10594 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà underground in ambito Metal / Rock e nell'organizzazione di eventi. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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