Musica e Paranormale (un “viaggio” tra leggende, esoterismo e musica)!

Musica e Paranormale (un “viaggio” tra leggende, esoterismo e musica)!

L’articolo, che mette per iscritto la mia diretta su Radio Dimensione Web (sito web) di lunedì 9 novembre, nasce dalla lettura di una pagina internet dove si prendevano in considerazione 5 canzoni rock e metal dalle forti tinte oscure. Il sito è Paranormalzone.it, pagina dedicata a tutto quello che gira attorno al mondo delle creepypaste, delle leggende metropolitane e del paranormale. A questa base ho aggiunto altre canzoni che sentivo altrettanto oscure, cercando per ognuna un argomento legato al paranormale in ambito musicale o alle leggende metropolitane. Nello scrivere ho dovuto cercare più fonti sui vari argomenti, in quanto su internet se ne trovano versione differenti. Ho cercato di mediare tra le varie versioni in modo da dare un resoconto il più corretto possibile.

death-pierce-me-silencerSilencer‘Death Pierce Me’

I Silencer, band svedese con all’attivo un paio di album, sono diventati una band di culto in poco tempo, non tanto il livello della loro produzione ma per la figura del loro cantante. Appartenenti al sottogenere del black metal, si allineano alle caratteristiche di massima di questo, senza allontanarsene troppo. Suoni cupi e strazianti, il tutto condito con la voce di Natrramn che dà spessore all’agonia narrata nei testi. Ma è proprio il modo di apparire di Natrramn che lascia un segno sugli ascoltatori. Infatti era normale per lui apparire in pubblico con una maschera da porco, tanto che in pochi ne hanno visto il volto. Si parla di una vera e propria ossessione per questo animale, tanto da far pensare alla zoofilia. Dove una stranezza finisce inizia la leggenda…

Oltre la maschera Natrramn alle mani portava due protesi a forma di zampa di maiale, che voci vollero essere vere zampe chirurgicamente trapiantate. Sarebbe stato questo a portare il cantante in manicomio, dal quale poco dopo sarebbe fuggito. Durante la fuga, in un parco giochi avrebbe ucciso, o almeno tentato, una bambina. Per alcuni sarebbe poi riuscito a scappare senza lasciare traccia, per altri avrebbe rubato la bici della bambina ed una volta incrociato dei poliziotti gli sarebbe andato incontro, venendo arrestato. Nel primo caso, tempo dopo, si sarebbe rifatto vivo uccidendo l’altro membro dei Silencer per poi sparire definitivamente.

Entrambe rendono questo personaggio la materializzazione di tutti i “clichè del black metal”, se non fosse per il fatto che pochi anni fa Natrramn scrisse un autobiografia nella quale accennava ai problemi mentali ad al suo internamento, ma senza mai fare parola di altro.

Stalaggh-Projekt-MisanthropiaStalagh‘Project Misantropia’

Molto spesso si sente parlare degli esperimenti scientifici su cavie animali, e di come queste sono trattate. Molto meno sono conosciuti quelli che vedono usare essere umani. Superati i crimini perpetrati dai “ricercatori” nazisti questo tipo di sperimentazione prevede una volontà di partecipazione da parte delle cavie. Nel caso dell’ “esperimento russo del sonno” furono usati prigionieri che si offrirono in cambio di libertà.

L’esperimento consisteva nel vedere quanto un essere umano poteva durare senza dormire, e quanto questo poteva pesare sul sua integrità fisica e mentale. Tenuti rinchiusi in una cella, le cavie erano monitorate lungo tutta la giornata, mentre erano sottoposte ad irrorazione di un gas che li manteneva svegli. Inizialmente andava tutto normalmente, le cavie si mostravano normali ed interagivano tra loro. In pochi giorni incominciarono le prime stranezze. Le discussioni tra i soggetti si fecero sempre più cupe e depressive fino a quando non parlarono più tra loro.

Gli scienziati non riuscendo a capire se il silenzio era dovuto a problemi nei sensori o alle cavie stesse, decisero di intervenire accompagnati da alcuni soldati. Nella cella trovarono uno scenario da film horror, con la maggior parte delle cavie morte. Il sangue aveva riempito la cella tanto da arrivare alle caviglie e ovunque c’erano parti di corpo. Due cavie erano ancora in vita, anche se avevano le budella sparse tutto attorno. Si erano strappati pezzi di carne, che probabilmente si erano mangiati, e nonostante questo davano ancora segni di vita. Anzi, a causa del fatto che  gli scienziati avevano fermato il gas, erano impazziti assalendoli con le guardie.

Ne uccisero una, ma nella colluttazione una delle due cavie morì. Alla fine anche l’ultima sopravvissuta fu uccisa, ponendo fine all’esperimento.

hqdefaultPentemple‘Pazuzu’

Dall’epoca di Barbablù, i mostri che hanno come vittima preferita i bambini si sono moltiplicati. Alle volte sono “normali” esseri umani, altre volte creature paranormali, che nascondendosi tra le ombre rapiscono i figli del uomo.

L’ultimo esempio di questa specie di creatura è lo slenderman. Nato attorno agli anni 50 in America, in breve tempo le sue apparizioni si sono moltiplicate. Di norma viene descritto come un essere di carnagione pallida e dalle fattezze umane con un’altezza di circa due metri. Con gambe e braccia più lunghe del normale ed ossute, ha mani artigliate e delle specie di tentacoli che gli escono dalla schiena. La caratteristica che maggiormente turba chi lo ha visto è la totale mancanza di lineamenti sul volto. Si dice che abbia anche dei poteri che gli permettano di ammaliare i bambini per poterli portare con se in un luogo sconosciuto.

Da quando ha incominciato a ottenere fama, si sono moltiplicati su internet foto dove questa figura compariva ed in alcuni casi registrazioni audio, tra cui una presunta telefonata alla polizia americana. Il mito di questa figura ha talmente tanto influenzato certe vite da indurre due ragazzine americane ad ammazzare un loro coetaneo, con la scusa che sia stato proprio lo slenderman a chiederlo. Da sempre tutte le tradizioni popolari hanno figure simili, usate come deterrenti nei confronti di bambini troppo agitati, ma data la nascita piuttosto recente del mito è facile che questa creatura sia una semplice creepypasta, andata in alcuni casi troppo oltre.

t64861494_s400Leander Rising‘Gloomy Sunday’

Il metal ed il rock affondano le loro origini nel blues e nelle sue leggende. Robert Johnson, classe 1911 inizia la sua carriera di musicista senza ne arte ne parte, tanto da essere descritto dai contemporanei come un mediocre musicista, bravo solo a strimpellare la chitarra.

Dopo la morte della prima moglie nel’30, abbandona Robinsville iniziando a girovagare senza metà, per poi ritornare in città come un vero genio della chitarra e dell’improvvisazione musicale. Un cambiamento di tale portata è difficile che possa avvenire in cosi poco tempo, e su questa base nasce la leggenda del patto diabolico.

Si dice che Johnson abbia invocato un diavolo a mezzanotte all’incrocio tra due strade, ed in cambio della sua anima abbia chiesto la possibilità di divenire il migliore. Così fu, tanto da essere considerato uno tra i 100 migliori chitarristi al mondo. La credenza è stata, in un certo senso, sostenuta dal musicista mediante i testi delle canzoni, spesso con accenni a crocevia e a strani incontri.

La fama ottenuta però non sarebbe durata i canonici 10 anni, tipici del patto infernale, dato che nell’agosto del 1938 il cantante muore. Dal racconto di alcuni suoi colleghi la morte sarebbe da imputare ad un probabile avvelenamento, dovuto a motivi di gelosia, ma la documentazione ufficiale non menziona nulla di particolare.

Altra leggenda è nata poi sul luogo della sepoltura, in quanto nella zona di Greenwood esistono ben tre diverse tombe a nome di Johnson senza che nessuno sappia quale sia quella vera. Forse si tratta dell’ultimo tentativo del musicista di scappare al Diavolo?

Anche la canzone ‘Gloomy Sunday’ porta con se una sua leggenda. Viene chiamata anche “la canzone dei suicidi” in quanto si dice che molti dopo averla ascoltata si siano suicidati. Oltre a questo molte sono le morti che si vuole legate anche al solo fatto di cantarla. Originariamente composta nel 1933 da due artisti ungheresi, Laslo Javor e Rezso Seress, sarebbe dedicata alla fidanzata del secondo dopo l’ennesimo litigio. Della produzione artistica di questi due musicisti l’unica canzone ad ottenere un buon riscontro fu proprio questa.

I problemi ebbero inizio qualche anno dopo, quando incominciarono a circolare voci sull’effetto deprimente che aveva sulle persone. Il fatto che poi in alcuni casi di suicidio si siano trovati spartiti della canzone o che questa sia stata ascoltata poco prima di alcuni di questi tristi eventi ha finito per dare una base alla nascita della leggenda. Più volte fu rimaneggiata nel tempo ma nessuno fu in grado di cancellarne la sinistra aura.

One_visionQueen‘One Vision’

A prima vista i Queen stonano in una playlist del genere. Ad un orecchio più attento anche la band di Mercury vi rientra invece a pieno diritto.

Tra le varie accuse verso il rock ed i suoi artisti vi è anche quella dei messaggi subliminali. All’interno delle canzoni si potrebbero trovare messaggi più o meno chiari ma nascosti, non solo nel significato delle stesse, ma talvolta con la tecnica del backward.

Proprio ‘One Vision’ ne è un esempio. L’intro della canzone sembra semplicemente un serie di rumore senza un apparente senso. Se questa parte viene ascoltata facendo girare all’incontrario il disco, questa cacofonia acquista un nuovo significato, “Oh my sweet Satan. I have seen sabba”.

Questo non è un unicum nella produzione rock tanto che si contano a decine i casi di messaggi simili, o anche più oscuri, rintracciabili in canzoni più o meno famose. La funzione di questi messaggi è ancora controversa, in quanto per alcuni si tratta di trovate “pubblicitarie” per attirare l’attenzione del pubblico, mentre per altri si tratterebbe di un vero e proprio tentativo di sovvertire la società, in particolare i giovani, con messaggi antisociali.

In quest’ultimo caso bisogna capire quanto sia reale la capacità d’influenzare una mente. Studi di vario tipo hanno evidenziato che il cervello umano inconsciamente è in grado di recepirli, ma che il loro effetto sulle scelte del singolo è quasi nullo. In questo ambito i migliori sono i Pink Floyd che in ‘Empty Spaces’ hanno inserito un doppio messaggio. Il primo quello da scoprire ed il secondo dove si congratulano con chi lo ha scoperto.

beatles-revolution-9Beatles‘Revolution 9’

La leggenda che circola attorno ai Beatles riguardò inizialmente la figura di Paul McCartney, ma finì con il tempo ad assumere un ruolo importante nella storia del quartetto.

Nel 1966 un dj radiofonico inglese annunciava in diretta radio la morte di Paul in un incidente autostradale, cosa che fu fin da subito smentita dal manager del gruppo. Nonostante questo, e le innumerevoli volte che lo stesso Paul e gli altri membri del gruppo additassero la cosa come una dicerìa, il mistero non si è affievolito ma, negli anni, è montato sempre più. Anzi il fatto che inizialmente la cosa fosse stata presa sottopiede dall’interessato a portato alla diffusione della teoria del sosia.

In pratica in molti sostengono che quello in vita non sia il vero Paul ma il sosia entrato in scena dopo la morte, proprio per dare una continuazione al lavoro dei Beatles. Con le nuove tecniche scientifiche si è cercato di dare una risposta alla cosa, confrontando le foto di Paul prima del fatidico incidente e quelle degli anni successivi. Studi recenti dismetterebbero che questa teoria non è poi tanto campata in aria, e che la sostituzione sia avvenuta veramente, in quanto i tratti di Paul sarebbero cambiati in modo eccessivo dal 66 in poi.

Se da un lato la band si dimostrava contraria a questa situazione, da l’altro “riempiva” di strani elementi le copertine dei dischi. Basti pensare alla camminata di ‘Abbey Road’, dove Paul è l’unico vestito di bianco ed è scalzo, quasi a simboleggiare il suo cammino verso l’aldilà.

Anche ‘Revolution 9’ può essere intesa come uno dei vari indizi lasciati in giro dalla band. Inserita nell’album ‘The Beatles’ del 1968 (quindi postumo alla fantomatica morte), è composta usando campioni di vario genere tra cui trasmissioni radiofoniche con in sottofondo una voce che ripete “number 9”. In ambito esoterico il numero 9 è il simbolo della rinascita e della reincarnazione. Che sia un riferimento alla rinascita di Paul nelle fattezze del sosia?

Nostalgia DepressionNostalgia Depression‘Broken Memories of Nostalgia’

Uno dei tanti misteri del xx secolo è la spedizione Djatolv. Alla fine degli anni 50 un gruppo di studenti russi partì per un viaggio di ricerca in una delle terre più selvagge della Russia, gli Urali, con lo scopo di raggiungere il monte Ortoten. Il ritorno del gruppo doveva avvenire attorno il 12 di febbraio del ’59, ma dopo un attesa di circa una settimana si decise di mandare una squadra di soccorso.

Questi, giunti al campo base, trovarono le tende danneggiate con tagli fatti dal interno come se chi stava dentro fosse dovuto scappare da qualcosa che cercava di entrare. I primi due corpi furono trovati a circa 500 metri dal campo, vestiti solo con la biancheria intima, cosa assurda per luoghi cosi freddi. Con l’approfondirsi delle ricerche altri tre corpi furono ritrovati a poca distanza da questi. Gli ultimi appartenenti al gruppo furono ritrovati mesi dopo a circa un paio di km dalle tende in una gola scavata da un torrente.

Il fatto che i cadaveri non indossassero vestiti pesanti fa pensare ad una fuga improvvisa causata da qualcosa più temibile del freddo e della neve. Altra particolarità sta nel fatto che ad alcuni dei cadaveri fu asportata la lingua e che altri presentassero fratture alla cassa toracica come se fossero state causate da una forte pressione, senza però generare ferite esterne. Un ulteriore stranezza sta nel fatto che molti dei corpi mostravano elevati livello di radioattività. Negli anni molti cercarono di dare una spiegazione a quanto avvenuto, ma a parte alieni e yeti, ancor oggi non esiste una soluzione.

Torri-Del-Silenzio-1Movimento d’Avanguardia Ermetico‘Risonanza Originaria del Tremendo’

Dal momento della sua origine il rock ha legato la propria esistenza al mondo della magia, dell’occulto e, in particolare per i detrattori, del satanismo. Quest’ultimo modo d’intendere il rock spesso è dovuto al modo ribelle con cui il genere si propone e per il forte edonismo che ne caratterizza gli esponenti ed i seguaci. Nonostante ciò è indubbio il fatto che l’esoterismo abbia da sempre influenzato artisti, testi ed interi sottogeneri.

L’evidenza di maggior impatto è rintracciabile in alcuni dei gruppi che hanno fatto la storia di questo genere, a partire dai Black Sabbath, Alice Cooper e Led Zeppelin, tanto per citarne alcuni. I Black Sabbath già dal loro nome evidenziano questo tipo di propensione, in quanto se il sabbath sarebbe il giorno del riposo divino, tingerlo di nero lo svuota di questo significato sacrale, trasponendolo nella sua versione negativa, cioè il sabba demoniaco.

Alice Cooper riprende il nome di una strega messa al rogo a Salem nel 17° secolo. I membri dei Led Zeppelin usano simboli esoterici come propri simboli di riconoscimento, e nella famosa ‘Starway to Heaven’ avrebbero inserito una serie di riferimenti alchemico / esoterici tra i più complessi della storia del rock. Infatti e ben risaputo il fatto che Jimmy Page fosse un seguace dell’esoterismo.

Oltre a questi esempi se ne possono citare molti altri, tra cui il 666 che comparirebbe nel serpente della copertina del ‘Black Album’ dei Metallica, tanto che la lista sarebbe probabilmente infinita. In taluni casi l’elemento esoterico è talmente tanto centrale nell’operato di alcuni gruppi, da essere il motivo stesso di nascita, vedi i Coil. Queste caratteristiche sono anche portate spesso all’estremo, entrando nel mondo del vero satanismo.

Le accuse di satanismo sono all’ordine del giorno, spesso più come mero attacco ad un genere di musica “ribelle”, ma in taluni casi le band si dichiarano apertamente seguaci delle forme più moderne di questo culto, tanto che personaggi come Bruce Dickinson si dicono apertamente seguaci di Aleister Crowley, fondatore del movimento Golden Dawn. La diffusione di questo tipo di approccio musicale ha portato alla nascita di veri e propri sottogeneri tra cui il dark e il black metal.

a3315490734_10Gorrch‘Intima Tenebra’

Gli scienziati americani hanno voluto capire come possa succedere che un gruppo umano si trasformi in aguzzino di un altro in quello che viene chiamato esperimento Stanford.

Questo consisteva nel rinchiudere due gruppi di studenti in una prigione, dove uno avrebbe fatto fatto la parte dei carcerati e l’altro delle guardie. Furono selezionati studenti universitari senza nessuna problematica psicologica e senza precedenti che vennero prelevati dalle loro case come veri delinquenti e portati nella prigione dove come tali furono trattati da altri studenti.

Nel giro di pochi giorni chi interpretava la parte delle guardie fine per usare il proprio potere in modo da vessare fisicamente e psicologicamente i prigionieri, a tal punto da rendere loro la vita impossibile. Tale fu l’oppressione che in breve si arrivo ad una vera rivolta in massa. Sedata la rivolta, i prigionieri finirono con l’adattarsi a questo sistema di oppressione a tal punto da considerarlo quasi normale.

Arrivati a questo punto i ricercatori deciso di fermare l’esperimento dopo che era durato solo 5 giorni. Il risultato era abbastanza evidente, il male esiste in tutti gli animi umani, basta solo trovare un debole su cui sfogarlo.

In conclusione ringrazio ancora Paranormalzone.it per avermi concesso di usare come base di partenza il loro articolo e ringrazio anche i miei supporter: Soundtrack for your life e Il Branco che tutti i lunedi sopportano la mia voce! A conclusione vi lascio con l’intervista ai ragazzi di Paranormalzone.it

Come nasce l’idea di Paranormal Zone?

Paranormal Zone nasce su Facebook nel 2013. L’obiettivo era (ed è ancora) quello di raccogliere le esperienze paranormali delle persone che ci scrivono, perché possano ricevere consigli e suggerimenti dagli altri fan oppure perché possano essere ascoltate.

Col tempo, poi, abbiamo creato rubriche collaterali inerenti al paranormale. Il progetto si è via via espanso, e oggi abbiamo una pagina Facebook, un canale YouTube, un profilo Instagram, un sito, un libro pubblicato (“Paranormal Zone – Il libro”) e un EP rilasciato.

Voi credete a quanto postate, cioè credete nel paranormale? Quanto siete critici nei confronti di quanto postate e/o vedete?

Ogni giorno riceviamo decine di storie da persone di ogni età. La gente di solito è spaventata e ha bisogno di consigli o suggerimenti. Noi non giudichiamo mai ciò che riceviamo: lasciamo che siano i lettori ad ascoltare e a decidere la veridicità di una storia. Che ci si creda oppure no, ad ogni modo, pretendiamo sempre il massimo rispetto nei confronti delle opinioni altrui, soprattutto perché il paranormale è un campo che ancora oggi lascia aperti dubbi e scetticismi.

Personalmente nessuno di noi dello staff ha mai vissuto vere e proprie esperienze paranormali. Non siamo nemmeno degli esperti nel settore. Siamo semplicemente un gruppo di ragazzi appassionati che cercano di dare voce ai timori della gente.

Le vostre fonti quali sono?

La stra-maggioranza dei materiali che utilizziamo (siano essi su Facebook, YouTube o sito) sono autoprodotti. Ci documentiamo da diverse fonti online, facciamo confronti e rielaboriamo tutto per esporre gli argomenti nella maniera più chiara e lineare possibile. Le storie di fantasia, invece, sono generalmente inediti pensati e scritti da noi.

Progetti futuri per il sito ed il canale youtube?

Attualmente sul sito pubblichiamo un articolo al giorno: quotidianamente, quindi, è disponibile un nuovo argomento. Cerchiamo di dare spazio agli interessi di tutti, quindi trattiamo temi diversi fra di loro: case infestate, fantasmi, possessioni, alieni, ecc…

Quanto a YouTube, abbiamo parecchi progetti in cantiere. Non vogliamo ancora svelare nulla, però da circa un mese abbiamo avviato la serie “Il diario segreto di Laura Palmer”, tratto dall’omonimo libro di Jennifer Lynch: ogni venerdì leggiamo alcune pagine del diario. Ci sono altre idee in fase di sviluppo, ma bisognerà aspettare ancora un po’.

Se siete curiosi seguiteli su facebook e youtube!

A cura di Luca Truzzo

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