MALNÀTT – Principia Discordia

Com’è possibile che una band geniale come i Malnàtt mi sia sfuggita in passato? Com’è possibile che io abbia sempre e solo letto distrattamente il loro nome su qualche pubblicità sulle riviste metal? Come amante dell’heavy metal duro, dell’heavy metal italiano e dell’underground, chiedo venia a tutti.

I Malnàtt (quelli di Bologna, da non confondere con gli omonimi di Milano), sfornano per me il più bel lavoro del 2012, un album, ‘Principia Discordia’, che è riduttivo definire black metal.

Tutto cantato in italiano, si apre con il ferocissimo ‘Manifesto Nichilista’, vera e propria dichiarazione di intenti, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista lirico. ‘L’amor Sen Va’, ispirata al poemetto di Iginio Ugo Tarchetti, presenta un convincente organo hammond per un brano molto carico di groove. Se un brano è intitolato ‘Il Canto dell’Odio’, sappiamo cosa aspettarci, mentre in ‘Iper Pagano’ tocchiamo picchi di black metal duro e puro, con un testo molto critico verso la società consumistica odierna, dove nonostante la voce gutturale e un uso potente delle percussioni, vi è una sorta di piacevole linea melodica che guida il tutto: una sorta di diabolica armonia.

Un intermezzo bizzarro di due minuti, ‘Intermezzo Erisiano’, con un insieme di suoni di un bambino piagnucolante con una serie inquietante di suoni e rumori, infine consolato da un carillon sinistro, da brividi! Le voci che portano la traccia alla fine sono incredibili, se non del tutto terrificanti.

Le chitarre tipicamente black metal di ‘Nel Di Dei Morti’ sono assolutamente la chiave per rendere questo brano un successo. Evitando strutture stereotipate, c’è spazio per belle melodie. Grazie a una grande linea di basso, le chitarre osano fino a scatenare una sezione vocale che mette in mostra una sensibilità melodica a dir poco audace. Con un bell’ingresso di batteria e dolci campane (non casuali visto il tema) annesse, arriviamo a ‘Don Matteo’, da molti definito sarcastico o ironico.

Personalmente lo trovo invece crudo e duro, dove è forte la presa di posizione sull’argomento dei preti pedofili. Il testo mi ha ricordato ‘In the name of God’ degli Unleashed, poiché di questo mondo sommerso si parla in prima persona e nemmeno in modo tanto velato. Per me la migliore traccia dell’album, una sorta di una vetrina dove viene messo in evidenza ogni grammo di talento in possesso dai quattro membri della band. Si tratta di un evoluto black metal, con una sana dose di melodia di un brano beatamente pesante.

Tutto ciò che si può desiderare dalla musica pe(n)sante è contenuta qui: voce growl/pulita, fino allo screaming, percussioni terremotanti, chitarre distorte e un grande lavoro di basso. Il brano termina con chitarre acustiche e coro di voci bianche, quasi a creare una situazione angelica, dove la band sembra voglia non tanto addolcire un brano con un testo scabroso, ma piuttosto farci riflettere su chi siano le vittime, ovvero i bambini, e quindi da questo contrasto far nascere nell’ascoltatore un ulteriore ribrezzo e odio negli autori di questi gesti.

Come se un riff di chitarra accattivante non era sufficiente, la linea di basso che apre ‘Ave Discordia’ rimarrà in testa per giorni. Con un sound che ricordano gli Enslaved moderni, necessita di vari ascolti per essere apprezzato in pieno, per via dei suoi chiaro/scuro affascinanti. Il cantato è un tocco di classe, soprattutto nei contrasti tra growl e impostazione quasi operistica.
‘Ho Sceso Dandoti Il Braccio’ è il brano più in-your-face dell’album, abbattendoci con una marea di distorsione e di rabbia. Attenzione a non confondere l’aggressività per banalità, poiché il pezzo rimane egregiamente ben strutturato.

Proprio quando pensi che i riff di apertura di ‘Nostalgia Ulver’ siano l’inizio di un semplice brano black metal, una voce incredibile e pulita invade le mie orecchie. La combinazione è mozzafiato, una vera e propria unione di bellezza e ferocia. Come se non bastasse, lo strumentale di tre minuti e oltre (questo brano dura quasi 9 minuti) è spettacolare. Un breve passaggio acustico prende la maggior parte del bridge, creando quasi una ninna nanna inquietante prima dell’esplosione di energia. Senza esitazione, arriviamo direttamente nella traccia finale, ‘Il Sentiero Dei Nidi Di Ragnarok’, che è la chiusura strumentale perfetta dell’album.

La musica è stata reinventata molte volte. Ci sono band che semplicemente mi stupiscono, con il loro modo di ‘stravolgere’ le mie certezze. I Malnatt sono uno di loro. Melodia e horror, umorismo e dramma, leggerezza e durezza, qui convivono armonicamente tutti insieme. Non ci sono trucchi, non è un fuoco di paglia o semplice voglia di esperimenti. Le canzoni di ‘Principia Discordia’ sono buone e forti per cambiare il nostro modo di vedere il black metal per i tempi a venire. Buy or die!

a cura di Iron Jo

  • Band: Malnàtt
  • Titolo: Principia Discordia
  • Anno: 2012
  • Etichetta: Bakerteam records
  • Genere: Black Metal
  • Nazione: Italia

Tracklist:

  1. Manifesto Nichilista
  2. L’Amor Sen Va
  3. Il Canto dell’Odio
  4. Iper Pagano
  5. Intramezzo Merisiano
  6. Nel Di Dei Morti
  7. Don Matteo
  8. Ave Discordia
  9. Ho Sceso Dandoti Il Braccio
  10. Ulver Nostalgia
  11. Il Sentiero Dei Nidi Di Ragnarok

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