LORD AGHEROS – Demiurgo

Quarto step del progetto oneman band Lord Agheros, fondato dal catanese Gerassimos Evangelou nel 1999, è l’album ‘Demiurgo’.

Ispirato alla figura filosofica e mitologica di quest’ultimo, ci conduce in un viaggio delirante attraverso scenari oscuri e sofisticati.

E’ suddiviso in due capitoli: il primo,che va dal Prologo alla traccia n. 09 si sviluppa con un mood più vicino al genere Black, mentre il secondo, che va dalla traccia n.10 alla n.17 segue una linea decisamente diversa appartenente al genere Dark Ambient, intenzione presente già nell’Art Cover, raffigurante il Tetraktis di Pitagora. Il concept dell’album è basato, dunque, sulle azioni del Demiurgo, il quale, secondo la descrizione che Platone dà nel “Timeo”, è una figura di rilievo nella concezione della creazione del mondo. E’ una forza plasmatrice e ordinatrice che ha il potere di conferire ordine e forma a una materia già esistente, dunque non crea.

Mediatore del dualismo tra idee e materia, prende le idee a modello e la materia come strumento e Lord Argheros invita a riflettere sul rapporto tra le due anime invisibili del Demiurgo che rappresentano anche l’antitesi tra Bene e Male dei nostri tempi. Il Prologo è affidato a una voce femminile che recita alcuni versi per introdurre il personaggio su una base da synth. La presentazione della gerarchia mitologica inizia con la seconda traccia ‘Eris’ : un intro delicato viene sovraffatto dalla chitarra e dallo scream e descrive la dea della discordia e del Chaos . Una pausa centrale di chitarra classica dall’accento moderno, cori gotici e tappeto di piano ne costituiscono il corpo.

L’atmosfera gotica accompagnata dal piano si ripresenta,irrompono blastate e voce scream a presentare ‘Styx’, personificazione dell’Odio. Il duetto tra chitarre e tastiera è trasportante, ma una batteria impetuosa fa da muro invalicabile a scream sussurrati ed effetti che sfiorano i punti alti di questa terza traccia. Segue ‘Thanatos’, la Morte, il cui brivido è dato dagli effetti disturbati del synth, da una pausa di piano e da un cantato angosciato. E’ la volta di ‘Moros’ la cui dimensione in stile gregoriano evoca il passato arricchita dall’alternanza tra cori e voce-eco richiamando la drammaticità del Destino avverso, onnipotente, onniscente e onnipresente seppur mantenendo una graduale delicatezza nello stile.

Sesta traccia è ‘Nemesi’, la Vendetta e viene introdotta da un bella chitarra classica,interrotta dalla prepotente batteria coadiuvata dallo scream sussurrato. Il tocco degli archi precede un riff classico e iberico. Rientrano gli archi in onore di ‘Lyssa’, in sottofondo si ode un temporale, la pioggia che cade e un tappeto orchestrale è messo a servizio della presentazione della dea della Rabbia e del Furor cieco. Il sound è molto espressivo anche grazie al piano che chiude triste e malinconico. L’ottava traccia ‘Letum’ è più sinistra e spettrale, ha un’atmosfera gotica e sospensiva, davvero notevole e adatta per l’incarnazione della Dissoluzione. Con ‘Erebo’ si toccano i profondi abissi, echi e sospiri della voce danno un senso di sperdutezza: in effetti si stanno analizzando L’Oscurità e gli Inferi.

Da questo momento fino alla fine, il mood cambia e la componente dark ambient si impadronisce del resto dell’album. Viene presentata ‘Nyx’, la Notte e madre di tutti; il rumore della pioggia è delicatissimo e grazie agli effetti che trasmettono tranquillità, relax e serenità, sembra di poter sentire e toccare il buio attraverso i pochi,ma giusti accordi di piano. Piano che torna ancora con i suoi tratti commoventi e tristi nell’undicesima traccia ‘Oizys’ perfettamente ideata per disegnare la dea della Sventura e della Miseria.

Molto particolare è la traccia successiva, ‘Emera’, rappresenta il Giorno e si sviluppa su un duetto tra chitarra classica e tastiera che dà vita al momento dell’alba e quindi al sorgere di una nuova giornata. Stessa tranquillità, ma con un velo di malinconia genera l’approccio alla tredicesima traccia, ‘Geras’ incarnazione della Vecchiaia. Ancora una volta, un meraviglioso tappeto di piano che matura in crescendo presenta ‘Lysimele’, personificazione dell’Amore. Le fragili pareti di questo sogno vengono, però, frammentate dall’introduzione della traccia successiva, ‘Ker’, la Morte violenta che si avventa su una rincorsa di piano e chitarra classica. Il gioco di riff tra questi ultimi sono punto di riflessione sul quanto la morte possa essere inaspettata e possa sopraggiungere con la stessa velocità. Si lascia spazio per ‘Apate’, l’Inganno. Uno degli spiriti presenti anche nel vaso di Pandora viene musicalmente descritto con toni grigi che intensificano la tetraggine dell’ottimo lavoro di tastiera come ad illustrare il percorso dalla trama dell’inganno, al suo sviluppo e conseguente scoperta. Chiudono note altisonanti di un flauto che inneggia l’importanza di ‘Etere’, la figura personificazione del Cielo più alto nel quale regna la luce pura.

Quello di Lord Argheros è un lavoro da prendere in considerazione sopratutto per la ricercatezza di stile e componenti quali effetti quanto più realistici capaci di far provare determinate sensazioni. E’ un lavoro curato nei minimi dettagli, frutto di tanta ispirazione e della giusta miscela tra vari generi, dalla musica classica, moderna, lirica alle sfaccettature nordiche, ambient, gotiche, death e black del metal. A questo proposito è facile intuire come lo scream con i suoi artifici, abbia l’arduo compito di essere il portavoce delle due anime di questo moderno “Demiurgo” costretto a vivere in un’era decadente, ma dal quale ci si deve aspettare l’inaspettabile.

a cura di Benedetta Kakko Delli Quadri

  • Band: Lord Agheros
  • Titolo: Demiurgo
  • Anno: 2012
  • Etichetta: My Kingdom Production
  • Genere: Black Metal/Gothic Metal/Ambient
  • Nazione: Italia

Tracklist:

  1. Prologue
  2. Eris
  3. Styx
  4. Thanatos
  5. Moros
  6. Nemesi
  7. Lyssa
  8. Letum
  9. Erebo
  10. Nyx
  11. Oizys
  12. Emera
  13. Geras
  14. Lysimele
  15. Ker
  16. Apate
  17. Etere

Lineup:

Gerassimos Evangelou – tutti gli strumenti

Website

 

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