LAST FRONTIER – Apocalypse Machine

I Last Frontier, band atmospheric heavy metal proveniente da Napoli, nascono nel 2005 col nome di Trascendence, dopo 3 promo cd ecco il loro album di esordio che rappresenta la summa delle loro esperienze musicali, col tempo hanno acquisito un sound più aggressivo ma che rappresenta comunque una degna via di mezzo tra melodia e potenza. Nel 2010, arriva appunto il loro primo full lenght, ‘Apocalypse Machine’, che è la summa della loro essenza musicale conseguita negli anni. Difficile rendere nero su bianco il concetto di musica dei Last Frontier.

Dopo aver ascoltato questo loro primo album, posso forse ben dire che rappresentano musicalmente il giusto compromesso tra prog, neoclassic metal e symphonic heavy metal e che potrebbero benissimo fare da sottofondo ad un romanzo fantasy anche se presentano un groove parecchio metal tra l’heavy ed il power. I loro brani sembrano più appropriati per un opera di teatro musicalmente rivisitata in stile rock che per un concerto.

Ma veniamo subito al dunque, il primo pezzo di questo album si chiama ‘Waiting for the eclipse’, base heavy metal con notevoli risvolti prog (combo che rappresenta il leif motiv del loro concetto di musica) grazie agli effetti del sintetizzatore si prosegue verso un cambio di passo che introduce una cavalcata che fa da grimaldello (come tutti i loro pezzi) ad un mondo (sonoricamente) fantastico “agghinderlato” da effetti molto Morbid Angel e da una voce imponente (che ricorda in questo frangente quella di Chuck Billy) accompagnata da una seconda voce in falsetto che fa da corollario ad una trama quasi da novella fantastica molto alla Tolkien , finale puramente trash che ha un non so che dei Sodom.

Nel secondo pezzo, ‘Metmorphosys’, l’intro composto dall’effetto dei violini alle tastiere, accompagna una marcia solenne che confluisce verso un classico andamento metal che sfocia a sua volta in un ritmato lento quasi da colonna sonora di un episodio di Ken il guerriero prima di affrontare un boss. Il suddetto brano prosegue con il consueto mix di effetti synth ed una base che sa parecchio dei Judas Priest in ‘Hell bent for leather’. La seconda voce, in falsetto, si concretizza in maniera alternata con la voce del lead singer. Le percussioni della batteria con l’aggiunta dei consueti effetti d’atmosfera, danno il là ad un cadenzato da marcia militare con frequenti cambi di passo che prosegue con un suono di campane ed uno spezzone heavy metal classico parecchio duro, scandito dai riff della chitarra solista.

Un ennesimo cambio di passo fa da intro alla ripresa della voce solista in questo frangente parecchio maideniana (vagamente ‘Aces High’) con percussioni che fanno da sfondo al groove tetro della campana di cui sopra, un acuto finale mette il punto esclamativo sul secondo pezzo. Veniamo ora a ‘Darklight’ base moto albori hard ‘n’ heavy fine anni ’70 (giri armonici che sanno di Rainbow) accompagnano tratto del brano parecchio frenetico, che ricorda molto vagamente dopo numerosi ascolti il pezzo ‘Barracuda’ delle Hearth. Il brano corre in maniera concitata su di una classica cavalcata NWOBHM e prosegue verso lidi più power (che hanno un non so che dei Gamma ray) il sintetizzatore violinizza il tutto con un andamento ritmato come al solito parecchio possente. Si va avanti con un proseguo molto maideniano accompagnato dalla seconda voce che va in falsetto e da una susseguente andatura lenta condita da effetti che danno molto dello struggente quasi da scenario post-bellico. Conclusione, accompagnamento batteria chitarra ritmica molto Deep Purple (periodo ‘Burn’) poi riprende corpo con un acuto del singer ed un cadenzato che a sua volta presenta un incedere sempre più aggressivo che fa da sfondo alla consueta voce in falsetto molto Angra, in questo caso. il proseguo di questo terzo brano, confluisce in una vera e propria colonna sonora da scontro epico, un colpo di voce alla Celtic Frost fa da intro alla combo chitarra ritmica più percussioni che conducono il pezzo verso la fine ed a un arpeggio conclusivo molto Death di ‘Scream Bloody Gore’.

Summong Armageddon’ rappresenta il quarto pezzo di questo album, quello che più mi ha colpito per i numerosi cambi di passo ritmati e per gli effeti che si amalgamano ad un sound ancor più sferragliante rispetto alle altre tracce dell’album. Il percuotere della batteria accompagnata dai consueti effetti alle tastiere, fanno da sottofondo ad un giro armonico della chitarra solista parecchio dolce e curato, susseguente ad uno spezzone chitarra ritmica più batteria molto thrash che riprende il classico incipit heavy synth dei Last Frontier con numerosi capovolgimenti di passo. Voce pulita sempre in acuto accompagnata da un backing vocal fatto col sintetizzatore, voce molto Angra (simile alla cover di questi ultimi di ‘Wuthering Heitghs’ per intenderci) verso la fine spezzone parecchio concitato a metà tra Maiden e Blind Guardian. Nella parte finale del brano la fa da padrone un assolo di chitarra che sa parecchio di ‘In the future to come’ degli Europe.

Veniamo ora a ‘Black horizon’, quinto brano. Il seguente pezzo viene introdotto dagli effetti di una stazione ferroviaria che sfociano in una parte parecchio psichedelica, riff di chitarra e solito accompagnamento che confluisce in un ritmato molto heavy che raggiunge il suo picco a livello di crudezza del groove musicale verso i 3 minuti allorchè mi da un non so che di ‘Under the blade’ dei Twisted Sister, sempre ambientazioni molto epiche e gotiche per carità, ma che strizzano l’occhio all’heavy ed anche al power. ‘Nephilim’s ride’ pezzo strumentale, l’accompagnamento della chitarra sintetizzata ci proietta nel bel mezzo dell’antico egitto, e in una combo, chitarra piatti, ad un andamento parecchio medievaleggiante. Uno squillo di trombe accompagnato da un classico ritmato power/epic che si attesta a metà tra i Blind Giardian ed i Nightwish ci immerge in un giro armonico chitarra ritmica/batteria, accompagnato dalle tastiere, dove l’effetto piano prende sempre più corpo. Numerosi cambi di tempo convergono verso un ritmato sostenuto, introdotto dalla melodia di un flauto.

E veniamo all’ultimo pezzo The time of the ancients’ il brano più lungo dell’album (dura più di 11 minuti!) nell’intro di questo brano si può udire il suono di un respiro calmo,rilassato, successivamente ci troviamo dinanzi al consueto riff della chitarra ritmica molto epic/power tra Blind Guardian e Nightwish. Una Base metal molto rude sfocia in un falsetto della seconda voce che ci conduce, musicalmente parlando, verso una cavalcata che va dritto verso il thrash per poi confluire in uno spezzone ragionato con numerosi effetti d’atmosfera. Il tutto prosegue con i soliti cambiamenti di fronte molto prog. Il pezzo che più mi ha colpito è che rappresenta il loro modus operandi è sicuramente ‘Summng Armageddon’ perfetto equilibrio tra melodia e possenza metallica con quest’ultima che mi ha convinto parecchio in numerosi frangenti del pezzo stesso.

I Last Frontier significano sperimentazione e pezzi che fanno da passpartout verso un mondo immaginario (leggi pezzi parecchio lunghi e ricchi di effetti elettronici molto progressive). Nelle loro tracce dovrebbero discostarsi dai soliti giri armonici che sono consueti utilizzare nell’intero album sin qui descritto (molto Maiden di ‘Seventh son of a seventh son’ e Angra) questa caratteristica dell’album di sicuro non volge a loro favore. Dovrebbero variare a livello di composizione vera e propria da un pezzo all’altro, parecchi riff vengono difatti ripetuti spesso e volentieri da brano a brano . Gli effetti sono davvero apprezzabili, se si viaggia con la mente con in cuffia la loro musica ci si immerge in un mondo immaginario con notevoli risvolti prog, si fluttua molto facilmente con la fantasia.

Certo è che al pubblico, lo dico a malincuore, la sperimentazione (anche non troppo ricercata) ed i pezzi parecchio lunghi non piaciono, anche se c’è da dire che il loro incipit metal diretto, vigoroso e a volte parecchio orecchiabile ha l’intento di non scontentare coloro i quali magari non sono dei cauti ascoltatori. I brani sono parecchio lunghi poco incisivi, le tastiere sono davvero parecchio coinvolgenti le parti in falsetto talvolta sembrano troppo forzate e costrette, ottimi gli arrangiamenti, qualità tecniche degne di nota anche se le sbavature comunque non mancano. In ultima analisi posso dire che questa prima fatica dei Last Frontier piacerà (anche se solo in parte) a tutti coloro i quali sono cresciuti a pane e Rhapsody of Fire, Angra, Gamma ray e Within Temptation il loro genere abbraccia idealmente tutti quei gruppi che vanno dal power al synphonyc metal.

a cura di Andrea ‘Il Grezzo’

  • Band: Last Frontier
  • Titolo: Apocalypse Machine
  • Anno: 2010
  • Etichetta: Nessuna
  • Genere: Atmospheric/Heavy Metal
  • Nazione: Italia

Tracklist:

  1. Waiting for the eclipse
  2. Metamorphosys
  3. Darklight
  4. Summong Armageddon
  5. Black horizon
  6. Nephilim’s ride
  7. The time of the Ancients

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About Francesco P. Russo 11307 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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