LAHMIA – Into The Abyss

I Lahmia sono una formazione romana che, dopo un demo, un’Ep ed alcuni live a fianco di band come Dark Lunacy, Disaster, Arch Enemy ed altri nomi importanti del panorama mondiale, si ripopongono con questo loro debut album, ‘Into The Abyss’, disponibile sugli scaffali dal prossimo 14 Maggio per Bakerteam records.
Dall’opener ‘Drag Me To Hell’, la band propone un’impatto molto ragionato e preciso. Riff avvincenti ed aggressivi accompagnati da una base ritmica di tutto rispetto. Una violenza coadiuvata da un certo gusto per
la melodia; questa dai risvolti malinconici e disperati.
La stessa disperazione si ritrova nelle linee vocali rabbiose, ben impostate ed ispirate, mostrando un vocalist ben preparato.
Death metal melodico con fortissime radici da ritrovare nella scena svedese come ad esempio in Dark Tranquillity, per alcune scelte compositive e molti forti influssi degli In Flames. Seppur per alcune trovate vengono in mente gli Arch Enemy.
Conclusione improvvisa con un lamento di piacere femminile, del tutto inaspettato come finale!

Più trattenuta come tempi ‘Nightfall’, dove, anche quà, la chitarra sfodera riff su riff davvero violenti ed avvolgenti, mentre basso e batteria fanno degnamente il loro lavoro. Ottime anche le aperture acustiche, che fungono da prese d’aria tra una tempesta e l’altra.
Presenti dei momenti oscuramente maestosi, con voce pulita ed assoli davvero ben impostati.
Si conclude con un ritorno della tempesta per passare a ‘Silent Through The Screaming Crowd’, contenente tempi più riflessivi ed una vena fortemente pacata e melanconica. Dove si riscontrano momenti di “Sentenced-iana” memoria, seppur la band, ed è da sottolineare, non risulti stantìa, anzi, un sound ben prodotto e composizione dal piacevolissimo ascolto.

Certo, in un genere come il melodic death metal ormai è difficile innovare qualcosa, ma la band comunque non ha bisogno di scopiazzare, risultando molto ispirata ed attitudinale da far paura, con una sua eleganza compositiva.
Si continua con la potente e melodica ‘The Tunnel’ e la title track; quest’ultima molto aggressiva e diretta, con alcuni riff che mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Un pezzo molto ben concepito, dove la performance vocale esalta la verve malinconica, con sporchi scream graffianti e disperati, accostati a qualche growl potente e profondo.

Intro molto soft e grigio su ‘Glass Eyed Child’, dove aperture melodiche ben strutturate ed un growl molto emotivo portano avanti il senso di disperazione in cui la band ci catapulta, senza però, mai mancare in potenza ed aggressività.
Un pezzo che si tiene principalmente in cadenzamenti pesanti e possenti, inframezzato da aperture dilanianti dove spunta fuori lo scream.
Ottimo lo stacco oscuramente armonico dove fa bella figura la voce pulita, seguito da un’assolo emozionale, seguito da un frangente di matrice heavy.
La malinconia è uno stato molto presente durante tutto l’ascolto, miscelata a rabbia e potenza in maniera perfetta, convincente ed elegante, sotto ogni aspetto.

Un’ episodio con una ben articolata base ritmica lo si ritrova in ‘Grinding Dreams’, con alcune ascese  che presentano alcune tormente sonore epicheggianti.
Credetemi, il vocalist è ispiratissimo da far paura. Certo ripeto, non troverete nulla di prettamente nuovo, ma quello che i Lahmia propongono lo fanno estremamente bene!

‘Strenght From My Wounds’ parte con una simil galoppata, dove subito ci si apre a tempi tiratissimi, rimpiazzati, poco dopo, da situazioni melodiche e travolgenti, con un certo retrogusto di fondo classic ed alcuni riff vagamente trhasheggianti, ma intende questi come un lieve alone.
Per tutta la durata dell’album non ci sono cali di tensione, tra articolati accompagnamenti ritmici, come detto poco fa (che non sono solo dei semplici accompagnamenti), riff taglienti ed una matrice profondamente oscura.

La sofferente ‘My Crown’ ci porta vicini al termine, con un gusto squisitamente oscuro ed alcuni accorgimenti molto gothic dai risvolti un pò dark. Una situazione musicale pulita, condita dalla chitarra acustica e clean vocals molto belle.
Il pezzo si alterna ad accelerate disperate ed incazzate al punto giusto, con un tappeto melodico che vi affascinerà tantissimo. Un pezzo che mi ha fatto pensare molto, per certi aspetti, ai My Dying Bride.

A concludere questo viaggio aggressivo e dilaniante troviamo ‘Ab Aeterno‘, con un muro di riff chitarristici che vi avvolgerà in un crescendo sonoro, mentre una voce narrante, in italiano, spunta con parlare profondo, per poi riscendere con una sfumatura che porterà alla fine del lavoro. Un’outro molto ben fatto.
Alla fine dei conti e dell’ascolto….

Un lavoro che sicuramente dovrebbe trovarsi nella collezione di ogni amante del death metal melodico. Seppur, secondo me, ogni metalhead dovrebbe prestargli almeno un’ascolto!
Ottima band, davvero preparata, ispirata e con vera attitudine per il genere. Bravi!

a cura di Francesco ChiodoMetallico

Band: Lahmia
Titolo: Into The Abyss
Anno: 2011
Etichetta: Bakerteam records
Genere: Melodic Death Metal
Nazione: Italia

Tracklist:
1- Drag Me to Hell
2- Nightfall
3- Silent Through the Screaming Crowd
4- The Tunnel
5- Into The Abyss
6- Glass Eyed Child
7- Grinding Dreams
8- Strength From My Wounds
9- My Crown

10- Ab Aeterno
Lineup:

Francesco Amerise – voce
Flavio Gianello – chitarra
Corrado Ciaccia – basso
Alessandro Santilli – batteria

About Francesco P. Russo 11338 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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