INNERLOAD – React

Gli Innerload sono una band proveniente da Venezia formatasi nell’Inverno del 2009. Ad oggi la band è pronta per il debutto sul mercato con questo ‘React’, per Sg Records e disponibile negli store dal prossimo 25 Novembre. Ma vediamo cos’ha da proporre il combo…. Sonorità Heavy Metal classiche con forti inflessioni prese in prestito dalla nwobhm  ed alcuni piccolissimi aloni vagamente power (e sottolineo aloni). Dopo un intro ‘Through The Inner’ di poco impatto per l’ascoltatore, si presenta un ascesa sonora con chitarre corpose ed energiche. Si parte alla carica con ‘Fake World’ dove la band sprigiona
subito la sua energia massiccia, seppur i tempi siano medi, senza tirate veloci. La produzione è ben fatta, con quell’aria moderna che rende piacevole il suono, ma sin da subito si nota qualcosa di strano alla voce, come se il volume non sia regolato alla perfezione. Per gli strumentisti invece il discorso è diverso, sono perfettamente accordati tra loro, sia come volumi che come coordinazione tecnica, mostrando persone ben preparate. ‘Dancing Queen’ ha un refrain molto classico per il genere, con riff accattivanti e la lead guitar che fa bene il suo compito, avendo alle spalle una base ritmica ben coordinata. Qui la voce del frontman sembra che non arrivi ottimamente alle parti più alte. Forse il pezzo però risulta leggermente prolisso. ‘Ecocriminal’ ha un inizio antemico che porta alla mente inevitabilmente la band di Mr. Steve Harris.
A tal proposito un plauso al basso ben presente, senza però invadere il suono, mentre in altri casi simili ho spesso trovato lo stesso coperto dalle chitarre. Il pezzo seppur abbia un alone di già sentito, risulta di piacevole ascolto, ed in sede live non mancherà di farvi fare un pò di headbanging. Ben fatti gli assoli di chitarra, oltre che ben inseriti, segno che il chitarrista non è affatto uno sprovveduto, anzi, sa bene il fatto suo! La successiva ‘Million Times’ parte con una simil cavalcata dove si mette in mostra la perfetta base ritmica. Peccato per la lunga durata del pezzo che fa scemare l’attenzione dell’ascoltatore, parliamo di sei minuti e venti, una cosa che personalmente avrei evitato. Se l’album in generale si sarebbe proposto con song di più breve durata avrebbe tenuto più attivo l’ascoltatore, oltre al fatto che i pezzi, seppur ben fatti, come già inteso, siano privi di originalità e personalità, mancando anche di quel mordente che faccia premere il tasto repeat sul lettore cd. ‘Painful Freedom’ ha riff corposi e cattivi accompagnati da una ben impostata doppia cassa. Il pezzo ha quell’aria cattiva ed arrogante tipica delle song heavy metal di vecchia scuola, seppur proposti, come detto prima, con un mood modernista per quel che riguarda i suoni.
Certo siamo al cospetto di un debutto, per cui è lecito attendersi che la band si perfezioni nel futuro per quello che riguarda il personalizzare la propria proposta, ed il migliorare soprattutto le parti di voce che a volte vengono a mancare per tonalità adatte alla situazione (non intendo dire assolutamente che il cantante sia stonato o inetto) ed estenzione. Forse il pezzo risulta il meno “metal” del lotto, ma racchiude un suo groove emozionante ed avvolgente.
Conclude il lavoro ‘The Wizard’, dove si ha un inizio diretto con ottime melodie, come anche nel resto del cd, dove si ha un flavour ottantiano estremamente forte ed una carica non indifferente. Forse uno degli episodi dove la mancanza di mordente si sente meno. Inoltre si ha una venatura vagamente power per quel che riguarda l’impostazione del ritornello per quel che concerne le chitarre ed il cantato. Un debutto energico e melodico allo stesso tempo, con tematiche che variano dall’attualità a situazioni sociali, oltre che momenti introspettivi e storie fantastiche da tradizione Power. Arrivando al conto, la band ha un suo potenziale ed è innegabile, certo non aspettatevi novità, ma se amate il vecchio Heavy classico senza lode e senza infamia ascoltatevi ‘React’, e scoprirete un piacevole sottofondo per accompagnare qualche momento della giornata, ma la band è ancora distante dal riuscire a brillare di luce propria. Attendiamo con piacere l’evolversi….

a cura di Francesco ChiodoMetallico
Band: Innerload
Titolo: React
Anno: 2011
Etichetta: SG Records
Genere: Heavy Metal
Nazione: Italia
Tracklist:
1- Through The Inner
2- Fake World
3- Dancing Queen
4- Eco Criminal
5- Million Times
6- Painful Freedom
7- The Wizard
Lineup:
Cortez – voce
Gio – chitarra
Ray – chitarra
Alex – basso
Musa – batteria
About Francesco P. Russo 11300 Articles
Fondatore di Suoni Distorti Magazine e principale creatore di contenuti del sito. Ex caporedattore di Italia Di Metallo, ha collaborato anche con altre realtà in ambito Metal / Rock, nell'organizzazione di eventi ed è anche speaker su Metal Maximum Radio. Il suo motto: "Preferisco starvi sul cazzo che leccarvi il culo!"

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