IMPACT – Solo Odio


Ribellione alle catene di montaggio

Non sarò un altro ingranaggio nella macchina mortale

Ribellione per sentirmi ancora vivo

nella giungla di cemento della vostra civiltà. (Ribellione)

Si intitola “Solo odio”, ed è il primo LP dei ferraresi Impact. Un manifesto anarcoide (se possiamo definirlo così) che svela le loro intenzioni a tutti gli effetti: basta considerare “Solo odio” oppure la splendida “Processo di vita” che valgono l’ascolto del CD.

Circondato da ciò che mi è ostile

nei deserti delle vostre città

Non posso chiamare vita questa agonia

e non mi basta pensare che forse cambierà… (Solo odio)

I richiami a band quali i Wretched sono d’obbligo, ed anche gli Impact possiedono quella carica inesorabile che attira l’ascoltatore di underground. Suonare fuori dagli schemi, fregandosene della tecnica ma rimanendo comunque compatti, con composizioni a volte originalissime (vedi l’inizio blueseggiante di “Ribellione”). In una parola, hardcore. Quello crudo, vero, rude, cattivo, crudele e distaccato.

Creando dei fantasmi che dicono sempre sì
Riuniti sotto un pezzo di tela colorata
Si odiano, si uccidono per scopi di potere
Nascondono la morte sotto il nome della pace!  (Processo di vita)

Come spesso accadeva all’epoca, la tematica della ribellione dell’operatore alla macchina (o, se volete, dell’uomo comune ai ritmi ossessivi moderni ed alle assurde imposizioni dovute dalle convenzioni dell’apparenza) la fa da padrone: le condizioni sono sempre più pesanti, la società – a tutti i livelli, compresi quello sociale coi vicini di casa – impone dei comportamente alienanti e disumani mentre la “massa” letteralmente “[…] non sa come lottare”. Un quadro realistico, avvincente, triste se volete ma dal quale sembra fuoriuscire uno spiraglio: e questo spiraglio ha probabilmente il nome del disco. Fuori dalla gabbia, ascoltatelo.

Tutto il mio odio per voi…
(Solo odio)