Il paradiso di ogni musicista: ecco a voi il NAMM 2019!

Il paradiso di ogni musicista: ecco a voi il NAMM 2019!

4 Febbraio 2019 0 Di Minerva Photography

California (U.S.A.), 24 gennaio 2019.
Ladies and Gentleman, inizia il NAMM SHOW, ( acronimo per National Association of Music Merchants” ) la fiera più grande ed attesa al mondo di prodotti musicali. Il paradiso di ogni musicista. L’isola che non c’è di ogni Peter Pan che non vuole crescere, ultima stella a destra e sei ad Anaheim, città a soli 40 km da Los Angeles, famosissima all’estero per esser sede anche del parco Disneyland Resort.

Ospitato nel nuovo ed ampliato Anaheim Convention Center, il NAMM show è teatro d’esposizione di oltre 7000 marchi di chitarre, batterie, tastiere, prodotti orchestrali e di music tech, eventi speciali di musica dal vivo, performance ed improvvisazioni di celebrità rock, decine di sessioni formative per scoprire le tendenze di oggi senza mai dimenticare le tecniche di ieri, interviste con i migliori geni, artisti e professionisti del mondo della musica.

Ci racconta la sua esperienza e ci passa qualche scatto sensazionale che non può non suscitar invidia il nostro Valerio Edward De Rosa, musicista pro ed endorser di Shecther Guitars.

Ciao Valerio e bentornato innanzitutto!
Tutto bene? Come hai conosciuto il NAMM show e quando hai deciso di andarci?

Ciao a tutti! Conosco il Namm Show da svariati anni e puntualmente seguivo via web tutte le novità che il mercato musicale ci riservava. Per tutti noi è il paese dei balocchi, perché esiste un ventaglio di brand per ogni strumento musicale che ogni anno propone qualche succosa novità. Essere lì come da voi anticipato, è il sogno di ogni musicista, pertanto dopo un sodalizio con Gold Music Srl (distributore del marchio Schecter di cui sono endorser) che dura ormai da tre anni, ho pensato di fare domanda per poter finalmente essere presente alla più grande convention musicale del mondo. Così eccomi lì in quel di Anaheim a confrontarmi con musicisti da tutto il mondo, musicisti celebri che ho sempre adorato e molte persone illustri del music buisness.  

Descrivici una giornata tipo al NAMM.
Il primo giorno è il più eccitante, perché è tutto nuovo. Cerchi di trattenere ogni dettaglio, apprezzi persino la chilometrica fila sotto il sole per acquisire il badge! Sarò esagerato, ma a me è capitato questo tanto era alto l’entusiasmo. Una volta entrato al Convention Center ci si trova di fronte ad un imponente edificio a tre livelli, con un quarto livello sotterraneo chiamato Hall E, anch’esso tappezzato di stand.

Sei lì a vagare totalmente assorbito dai marchi che ti hanno sempre accompagnato da una vita con tutte le novità, e la cosa bella è che puoi provare e renderti conto tu stesso dell’alta qualità dei prodotti, che siano chitarre, effetti o amplificatori. Camminando da uno stand all’altro puoi trovare qualche musicista famoso che è lì per un meet & greet o per un’esibizione. Molti nuovi prodotti sono stati presentati da musicisti che ammiro moltissimo. E’ facilissimo fare nuove conoscenze come musicisti da tutto il mondo oppure gli stessi fondatori dei marchi che vengono esposti. Terminata la convention alle 6 p.m. la mole di pubblico si sposta verso la Grand Plaza Fountain, alle spalle del Grand Plaza stage, un palco enorme dove si esibiscono musicisti bravissimi. Inoltre la serata prosegue al celebre Hilton, di fronte al Convention Center, dove spettacoli di musica live marchiati Namm Show continuano fino a tarda sera. Nonostante la mia risposta sia stata lunga, vi garantisco che è giusto un accenno dell’imponenza di tutto lo show.

Che chitarre hai voluto provare? Quali sono le novità più interessanti che il mercato ci propone?

In quanto endorser Schecter ho avuto modo di fare una full immersion nella nuova serie di chitarre che il brand americano ci propone quest’anno. Il primo modello che mi sento di citare sono le nuovissime Schecter C-6 Pro, in particolare la colorazione Aqua Burst. Credo che sarà il mio prossimo acquisto, come rapporto qualità prezzo la ritengo il top! Questa e le altre due colorazioni Aurora Burst e Charcoal Burst sono già disponibili sia con ponte fisso che con floyd rose. Un’altra serie di cui potremo godere nei prossimi mesi sono le Schecter SLS Elite Evil Twin, me ne sono letteralmente innamorato perché hanno una costruzione, configurazione elettronica ed estetica ai massimi livelli, con un body black satin davvero cattivo! Mi piace molto il fatto che siano disponibili diverse forme: C-1, E-1 e V-1. Un’altra serie con un rapporto qualità prezzo davvero competitivo è la linea Reaper, che propone anche dei modelli a sette corde. Anche le nuove Apocalypse mi hanno colpito molto per suono ed estetica, insomma quest’anno c’è proprio l’imbarazzo della scelta!

Quali sono le celebrità che hai avuto modo di conoscere?

In soli quattro giorni ho incontrato così tanti artisti celebri che in Italia non avrei incontrato nemmeno in dieci anni! Il primo è stato Herman Li dei Dragonforce, poi Andy Timmons che avevo avuto modo di conoscere già anni fa,  Doug Aldrich (Dio, Whitesnake) che per me è stato fondamentale come influenza chitarristica insieme a Victor Smolski (ex Rage, Almanac) con cui ho avuto modo di parlare a lungo e di ricevere ottimi consigli. Poi Lars Frederiksen dei Rancid, Frank Bello degli Anthrax, David Ellefson dei Megadeth, Phil Demmel dei Machine Head e ora negli Slayer, Seymour W. Duncan, fondatore del celebre marchio di pick-up, Rob Turner fondatore del marchio di pick up EMG che uso da anni sulla mia Schecter, il grande John Petrucci, Rafael Bittencourt (Angra), Stuart Hamm, Steve Morse (Deep Purple), Chris Poland (ex Megadeth), Chris Impellitteri, Jeff Loomis, Chris Broderick, Michael Angelo Batio (di cui son stato allievo), Mick Thomson degli Slipknot, Shavo dei System Of a Down.
Ho visto tanti altri da lontano, ma era davvero difficile star dietro a tutto. Quattro giorni sono pochi!


Chi e cosa ti ha colpito di più? Qualche aneddoto particolare?

Vedere quanto anche i celebri artisti portino avanti la loro carriera con entusiasmo dopo il successo e dopo decenni di attività. Ci sono stati un paio di casi in cui mi son sentito piccolissimo. Mi trovavo di fronte a Jeff Loomis che spiegava con orgoglio le caratteristiche della sua nuova chitarra a Chris Impellitteri. Due chitarristi che adoro, che hanno avuto un forte impatto sul mio stile che conversavano amabilmente sulle novità esattamente come faccio io con i miei amici chitarristi. Un altro aneddoto simile è stato quando mi son trovato a vedere l’esibizione di un giovane chitarrista. Con gli occhi guardavo le sue abilità, ma ero in apnea totale dato che alla mia destra c’era Victor Smolski e alla mia sinistra Steve Morse. Insomma, un forte impatto emotivo e motivo di crescita sotto molti aspetti, non solo chitarristici.

Quali sono le esibizioni che ti sono piaciute di più?

Ce ne sono state tante, quelle che mi sono piaciute di più sono state le esibizioni di Kiko Loureiro, Chris Poland, Michael Angelo Batio, Andy James, e Bumblefoot in acustico. Mi ha colpito molto anche la presentazione di Stefano Sebo Xotta per la DV Mark. 

Ultimissima riflessione. Gibson dice di esser passata da un fatturato di 2,1 miliari di dollari a 1,7 miliardi nel giro di pochi anni.
Personalmente, credi a questa crisi? Reputi che pure il mondo del rock e del metal lo siano?

Ho seguito la vicenda della Gibson fino a un certo punto. So che la crisi che ha colpito lo storico brand non è dovuta alla vendita degli strumenti, bensì ad acquisizioni sbagliate di altri prodotti, per la maggior parte appartenenti al campo dell’elettronica. Hanno cercato di risanare questa crisi proponendo sul mercato chitarre a prezzi mai visti per il suddetto brand, che però non ho avuto modo di provare. So tramite alcuni amici che la qualità è scesa, accusando gli effetti della crisi anche sulle chitarre, ma credo rimanga un discorso soggettivo. Per quanto riguarda il mondo del rock e del metal è una domanda complessa. Il modo di guadagnare con la musica oggi è cambiato, l’industria musicale è in crisi, non gli stili musicali.

Oggi per fortuna lo streaming digitale come Spotify o Amazon Music permettono a chiunque di scegliere autonomamente lo stile musicale più adatto a noi anziché dipendere da ciò che passano in radio. Nello stesso tempo è tornato in auge il vinile e il formato fisico non sta morendo. Mi piace pensare che sia una nuova era del panorama musicale, che sia dalla parte degli artisti

Raccontaci la tua esperienza nel campo della musica.
E siccome c’è sempre meno gente che come noi suona uno strumento musicale, ti chiedo e ti prego di lanciare un messaggio alle masse, a quegli adolescenti di oggi che hanno perso la curiosità che avevamo noi.

Il mio messaggio è più che altro quello di perseverare e di non abbandonare uno strumento musicale. Oggi in realtà ci sono molti giovani curiosi che decidono di iniziare a suonare, ma sono pochi quelli che portano avanti con dedizione la cosa. Il mio consiglio è quello di essere avidi di conoscenza e di ascoltare nuovi artisti, perché la soddisfazione che porta lo studio di uno strumento musicale è più grande di quanto si pensi. Sentiamo e leggiamo sui social di persone di tutte le età che lamentano sempre le stesse cose e sempre le stesse piaghe sociali.

Suonare può davvero salvarci da tanti vicoli ciechi e strade sbagliate che un momento di debolezza può portarci a imboccare. Io stesso li ho vissuti, ma anziché abbandonarmi al cinismo da social network o darmi all’alcol andandone pure fiero di farlo, ho imbracciato una chitarra e ho denunciato tutto quello che mi faceva incazzare scrivendo un brano.  Vi assicuro che a lungo termine porta molta più soddisfazione, ed è qualcosa che rimarrà inciso anche per anni e anni dopo che saremo passati a miglior vita, perché in un certo senso ogni artista che produce una sua opera originale diventa immortale. 

Penso che non esistano parole migliori per chiudere un grande discorso permeato di passione, grinta ed amore. Perché la musica è la compagna perfetta che sa stupirti nell’essere amante, darti il sostegno quotidiano di una moglie e farti divertire senza pensieri come un’amica; farti sfogare, farti piangere, farti commuovere, senza chiederti mai un perchè.

Suonate amici!! Non è mai troppo tardi per imparare a farlo! Spero tanto di esser all’NAMM 2019 per testare qualche pianoforte o tastiera…

Grazie a Valerio e linea allo studio, 
da Margherita “Minerva” Cadore