EMYN MUIL – Tùrin Tùrambar Dagnir Glaurunga

364049Il progetto “Nartum” nasce a Bari nel 2008 dalla mente di Saverio Giove ed è da qui che, con il passare degli anni, se ne ramificano altri indipendenti. Del Master Project fanno parte cinque lavori, gli ultimi due in fase di stesura. Emyn Muil, dunque, è il terzo in ordine si successione e, come si può intuire già dal nome, si tratta di un concept album ispirato all’universo tolkeniano. E’, infatti, il nome dato alle colline che segnano i confini settentrionali del regno di Gondor attraversate da Frodo e Sam durante il viaggio verso Mordor. Più precisamente, la scelta del titolo, anticipa la descrizione della storia contenuta nel libro “I figli di Hùrin” di J.R.R.  Tolkien.

La prima traccia ‘Tùrin Son Of Hùrin’, introduce la figura del protagonista con un lento ed epico intro effettistico accompagnato dal verso di un uccello impegnato in una ronda. Linee vocali in growl definiscono e contrappongono un mood melodico ben strutturato. Un tocco in più viene dato dai flauti rigorosamente  epici e da un assolo di chitarra non particolarmente ricercato, ma adatto al momento descritto. La seconda traccia ‘Aure Entuluva’ è letteralmente il grido di battaglia di Hùrin, padre di Tùrin, evocato a ogni colpo d’ascia inflitto. Significa “Il giorno risorgerà” e venne lanciato settanta volte. Di conseguenza, il sound si scalda con blastate e growl  più profondi accompagnati da eguali riffs di chitarra. Effetti di pioggia e cori tetri preannunciano una battaglia. Segue ‘Arise In Gondolin’ nella quale si alternano momenti più dolci a momenti solenni sui quali la voce racconta di un’importante nascita.

Tamburi in stile quasi orientale danno inizio a ‘Mim’s Betrayal’,traccia completamente strumentale, ma di grande effetto in quanto la sezione ritmica è capace di imitare il portamento cadenzato e goffo tipico del protagonista. Mim è, infatti, il Nanerottolo, abitante delle caverne dell’Amon Rûdh che verranno assediate dai fuorilegge di Tùrin e che verrà ucciso, successivamente da Hùrin. Un’atmosfera bellicosa e tempestosa avvolge ‘Dark Riots From Angband’ fino a giungere al fatidico momento di suspance destinato a sfociare in un fiume Black. Dalla denominata fortezza,chitarre oniriche e lisce e un piano in risalto fino alla chiusura in fade-out ,preparano la vendetta di Morgoth. La sesta traccia ‘Gurthang’ è un tripudio di semi-strumentalità. L’oboe conquista la scena mentre il fuoco arde, splash e ride della batteria scandiscono il tintinnio di ogni battito del martello sull’incudine. Il silenzio invade il territorio, un temporale sta per scatenarsi e Gurthang, la Spada Nera, che apparterrà a Tùrin, è stata riforgiata.

Più intensa e atmosferica è ‘Path Of The Doomed’; elementi orchestrali, tastiere e synth riempiono accuratamente la struttura melodica. ‘The Sack Of Nargothrond’ racconta la disfatta di Nargothrond appunto. E lo fa con un’estrema delicatezza :nonostante la brutalità e l’intensità del momento caratterizzate dalle urla di sofferenza,le linee vocali preferiscono l’effetto eco, i tamburi sono quasi da parata militare modellandosi su un’atmosfera gotica-gregoriana. La prima parte di ‘Death Of Glaurung’ è imperniata da un’accortezza sinfonica notevole. Il padre dei Draghi, Glaurung sta per essere ucciso dalla Spada Nera guidata dalla mano di Tùrin e il momento fatale viene inciso dalle stridenti chitarre tipiche delle radici black metal con un duetto vocale che imita il dialogo tra i due protagonisti. La chiusura è affidata alla decima traccia ‘Hail To The Black Sword’ il cui songwriting è un inno descrittivo della storia della spada stessa. Il nome originario era Anglachel e venne riforgiata nel Norgothrond da Guindor.

Prende il nome di Gurthang e porterà solo morte e distruzione maledicendo il destino di Tùrin. Ferisce a morte Glaurung e diventerà l’arma per il suicidio di Tùrin. E’ questo il momento della storia che viene esaminato. La pioggia continua a cadere,i riffs delle chitarre diventano sempre più penetranti senza l’aiuto di particolari virtuosismi. Un assolo lento descrive l’animo nero della spada che, ormai, macchiata di numerosi crimini, sta per adempiere al suo destino.Il mood si quieta, la musica cessa e si odono solo tuoni e pioggia del temporale, il vento soffia sul sospiro di Tùrin che cerca un punto adatto per mettere fine alla sua sofferenza. Lo trova su un tappeto di foglie, la lama tagliente e crudele è sguainata, il battito del cuore accelera freneticamente per poi svanire di colpo .Il verso dello stesso uccello che ha aperto il Concept, veglia e scruta anche questo ultimo atto. Gurthang si spezzerà subito dopo l’atroce delitto per, poi, essere seppellita per sempre insieme a Tùrin.

E’ un album dal concept atmosferico, quasi di perdizione che porta a immaginare la storia. Senz’altro ispirato a band come i Summoning, mescola elementi black, pagan, viking, acoustic folk e ambient naturalmente.

A cura di Benedetta Kakko Delli Quadri

  • Band: Emyn Muil / Nartum (Saverio Giove)
  • Titolo:Tùrin Turambar Dagnir Glaurunga
  • Anno: 2013
  • Genere: Epic/Black Metal
  • Etichetta: Nartum Music Project
  • Nazione: Italia

Tracklist:

  1. Túrin Son Of Húrin
  2. Aure Entuluva
  3. Arise In Gondolin
  4. Mîm’s Betrayal
  5. Dark Riots From Angband
  6. Gurthang
  7. Path Of The Doomed
  8. The Sack Of Nargothrond
  9. Death Of Glaurung
  10. Hail To The Black Sword

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