DEADLY KISS – Alone in the Void

Il moniker Deadly Kiss evoca fin dal titolo un celebre brano dei Kyuss, band storica nell’ambito dello stoner: L’accostamento, neanche a dirlo, appare molto poco casuale. Non mi azzardo a proporvi una definizione che possa dirsi univoca per questo genere musicale, poichè si tratta di un filone piuttosto complesso da delinare che, peraltro, sembra tributare più il rock classico (soprattutto psichedelico) che il metal di per sè. In basso ho scritto “stoner/alternative“: un’etichetta intercambiabile con “doom/sludge“, “acid southern“…
insomma, ci sono più influenze in una sola band, e non sono neanche tra le più comuni. Certo è che nell’anima dei Deadly Kiss (Babol, Cricket, Mark e Chando) paiono coesistere due identità: la prima basa l’approccio musicale sul doom più pesante che possa esistere, la seconda finisce per contaminare nel modo più malato possibile il risultato finale.
I Deadly Kiss provengono dalla provincia di Ferrara (precisamente da Comacchio), ed ereditano gran parte delle proprie influenze da quanto definito – se vogliamo dire così – dalla band di John Garcia. Questo, prima che essere un onore, appare un po’ come un freno all’inventiva della loro musica: se è vero che dall’ascolto di questo breve EP (5 brani disponibili su SoundCloud) non mancano le premesse per produrre finalmente musica che sappia valicare etichette e generi con indipendenza ed incisività, rimane costante un legame piuttosto indissolubile (e lo noto dal primo ascolto) con i Down di Phil Anselmo. Forse l’assonanza sarà stata ripetuta in numerose altre occasioni, ma è realmente il primo esempio che mi sobbalza in mente, ed è un dettaglio importante a mio parere. Babol, come del resto altri hanno scritto prima di me, dimostra di avere capacità canore piuttosto fuori dal comune, sebbene si leghi troppo allo stile del cantante dei Pantera (R.I.P.); di fatto aleggia su tutto il disco un sostanziale “cappio invisibile”, che finisce per incatenare virtualmente la band a schematismi musicali a volte troppo prevedibili.
Nonostante questo trovo impossibile non farsi conquistare da brani come “Sister’s screaming” (un riffone ossessivo che sa di blues e southern rock, capace di catturare immediatamente), dalla “ultra-panteriana” “Mysatan” (un grandissimo pezzo) e dall’ulteriore mattone (in senso positivo!) “Brainwash“. Del resto i Deadly Kiss sono così, prendere o lasciare: un sound che si modella dalle sperimentazioni del succitato side-project e che si espande in direzioni così disparate che è impossibile citarle tutte. Direi – per fare un elenco sommario – il veleno della primissima psichedelia, il “rumore” dei primi Black Sabbath e quel saporaccio grunge che personalmente non apprezzo e che, cosa ben più preoccupante, finisce per diluire eccessivamente l’impatto globale. Credo in ogni caso che non manchino i presupposti per darci dentro con la buona musica old school, che – nell’era dell’elettronica anche nel brutal metal – abbiamo forse smarrito un po’ tutti. Mi auguro, allora, che band come i Deadly Kiss, di cui non posso esimermi dal segnalare la buona performance di tutti i musicisti (e del chitarrista in particolare), possano crescere in modo tale da imporre una tendenza propria, originale – acida, cattiva o velenosa che dir si voglia –  piuttosto che subirne una qualsiasi inconsciamente. 
So bene che non è semplice, ma non doveva esserlo nemmeno quando i Voivod, i Death o gli stessi Down decisero che il loro genere doveva essere “qualcosa in più”. E grazie al loro contributo, magari criticato sul momento e capito molti anni dopo, nuove direzioni si poterono delineare. Ovviamente stiamo parlando di una band agli esordi, per cui non prendete troppo alla lettera gli esempi che ho scomodato: mi auguro, più semplicemente, che i Deadly possano allargare la propria dimensione musicale con coerenza, continuità e – direi soprattutto – osando un po’ di più già dalla prossima occasione.

A cura di Salvatore Headwolf
Band: Deadly Kiss
Titolo: Alone in the Void
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Genere: Stoner/Alternative
Nazione: Italia

Tracklist:
1. I Want Your Brain
2. My Satan
3. Brainwash
4. The Grandfather Is Dead
5. Sister’s Screaming

Lineup:
Babol (Voce, chitarra)
Cricket (Chitarra)
Mark (Basso)
Chando (Batteria)



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