CARCASS – Despicable

CARCASS – Despicable

Leggendari, storici, inimitabili.
Signori e signore i Carcass, direttamente dalle lande britanniche con furore, con un EP attesissimo e molto discusso (al posto del promesso full lenght) che si ascolta nella sua tracklist di 4 canzoni tutto in un fiato. Dopo 7 anni dall’ultimo e famosissimo ‘Surgical Steel’ e dopo oltre vent’anni dall’ultimo EP, possiamo dire che il ritorno di questa band si è fatto attendere con ansia.

E se il 2020 di certo non passerà alla storia per l’anno musicalmente più produttivo parlando in termini di live, tour, uscite d’album e tutto ciò che per un musicista è motivo di soddisfazioni personali e vita, non mi sento di biasimare una band che, ritrovatasi a bocca asciutta davanti ad un tour annullato, si chiude dentro la sala registrazione, impugna chitarra e computer, e si mette a scriver d’impeto canzoni. Ma sapendo di avere a che fare con musicisti di questo calibro, che non hanno mai lasciato nulla al caso come non hanno mai dato nulla per scontato, nonostante i vari cambi di stile durante gli anni, possiamo confermarvi che questo EP non è di certo un lavoro dell’ultimo minuto.

Si inizia con ‘The Living Dead at The Manchester Morgue’: un intro cupo, lento, cadente, interrotto dalla batteria che parte in quarta senza esitazione e che mescola, forse eccessivamente, virtuosismi che forse potevano essere risparmiati come incipit. La cavalcata di riff seguiti dalla voce segue una linea abbastanza uniforme per poi accelerare i ritmi da metà canzone in poi: si alternano poi assoli velocissimi che chiudono il tutto improvvisamente. Forse un po’ troppo minestrone come primo approccio? Non perdiamoci d’animo e continuiamo l’ascolto.

Un giro armonico originale di chitarra che rimane in testa quello della successiva ‘The Long and Winding Bier Road’: lo stile che ci propongono i Carcass è un classico rivisitato, dalle linee pulite e dai contorni melodici che danno un tocco d’eleganza al sound di base. Il Death’n’roll non ci è nuovo, complessivamente però la canzone risulta orecchiabile e piacevole, la struttura complessiva ed il ritornello sono sicuro migliori della prima track.

‘Under the Scalpel Blade’ è stato il brano con cui è stato presentato online l’EP e personalmente il ritmo pesante e cadenzato da un’idea premonitrice un po’ diversa rispetto a ciò che è in verità il prodotto: onestamente avrei tenuto questa canzone per l’album successivo, in quanto risulta davvero ben concepita ed in accordo con la vera essenza della band. L’inedito ‘Slaughtered in Soho’ dimostra un approccio interessante ed appare ulteriormente diversa dalle precedenti. La chitarra gestisce il melodico in modo sapiente senza nulla di esagerato.
Una domanda ci sporge spontanea finito l’ascolto…che cosa ci dobbiamo aspettare davvero da questa band? Perché di sicuro, con un prodotto che costituisce obiettivamente una via di mezzo, il prossimo lavoro sarà un successone o un flop pazzesco.

Complessivamente quindi? Not bad.

Forse questo EP è stato ideato come piccolo assaggio per il vero e proprio album successore di ‘Surgical Steel’ che uscirà, incrociando le dita, l’anno prossimo, forse è stato pubblicato per dare un contentino a coloro che si chiedono “Ma i Carcass che fine hanno fatto?”, forse è per confermare la propria presenza solida, massiccia fra i grandi nomi del Metal o forse è semplicemente perché la band aveva la giusta ispirazione per darci un qualcosa (sotto chiaro suggerimento d’etichetta), che complessivamente ripeto così ‘Despicable’ non è.

Da bravi fans, alziamo l’asticella per aspettarci il massimo con il prossimo, vero, full lenght.

Voto: 6/10

A cura di Margherita “Minerva” Cadore

  • Band: Carcass
  • Titolo: Despicable
  • Anno: 2020
  • Etichetta: Nuclear Blast Records
  • Genere: Death Metal
  • Nazione: Regno Unito

Tracklist:

  1. The Living Dead at The Manchester Morgue
  2. The Long and Winding Bier Road
  3. Under the Scalpel Blade
  4. Slaughtered in Soho

 

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