ACRYLATE – Chemical Defection

Gli Acrylate sono una delle realtà calabresi underground più valide e coerenti in circolazione, nati e cresciuti in una regione in cui – nonostante il proliferare di gruppi validissimi – sembra sempre più raro (o complesso) riuscire a “guardare oltre”. Ebbene, onore al fatto che la band crotonese ci sia riuscita appieno! L’album “Chemical Defection” è stato registrato a Lucca presso gli Zenith Recordings Studio: un lavoro che parte dal thrash di vecchia scuola e lo rivisita in chiave moderna.

Come ci si può aspettare sono aggressività, coerenza musicale e produzione impeccabile a farla da
padrone: ed è proprio quest’ultima ad avermi impressionato da subito, in particolare da quella sera dell’ 11 marzo ho avuto gli Acrylate ospiti per un’intervista nel mio programma radiofonico. Undici tracce al veleno, tra le quali sono stati proposti nuovi pezzi e parte del repertorio storico, come “Sound & Fury” e l’inquientante “S.S. 106 (The Killing Road)“.

A livello di genere, a sentire la stessa band, siamo di fronte ad una forma di “ultra metal“, il che dovrebbe far capire a cosa stanno andando incontro le orecchie dell’ascoltatore, troppo spesso torturate da dischi validi ma privi di quel pizzico di personalità che in questa sede, invece, esce fuori con decisione. Gli Acrylate amano suonare duro e veloce, usano spesso il blast beat e la voce di Max viene spinta all’estremo, trovando anche spazio per momenti più ragionati, ossessivi o vagamente melodici. Tra i brani notevoli, impossibile non citare le reminiscenze alla Chuck Shouldiner di “Red Snake“, la micidiale accoppiata “Chemical Defection” / “Evilhand” – da ascoltare d’un fiato – oppure il pezzo al fulmicotone “Atomic Chaos“. L’album è permeato di un cinico realismo, pieno di riferimenti ai lati oscuri della realtà, e questo avviene a partire dal titolo: la title track, ad esempio, è incentrata sullo scandalo crotonese dei rifiuti tossici finiti nella pavimentazione dei centri commerciali, quando non addirittura nelle scuole elementari. Altri brani parlano invece della strage di Erba (“Foul Play“) o quella di Capaci (“Antology of Slaughter“): è proprio contro questa corruzione ed avidità dilagante che i thrasher calabresi fanno suonare “Chemical Defection“. Influenze principali sono a mio parere Destruction, Exodus (almeno, i più recenti) oltre ai Death: idee messe assieme fino ad assumere una nuova identità, un suond moderno ed personalissimo, lontano dalla stereotipata old school e ricco di spunti innovativi. Voce e chitarra sono di Massimiliano Frasca, al basso c’è Gaetano Lombardo e alla batteria Luca Panebianco: questi sono gli Acrylate, e non possiamo che augurare loro il meglio per il futuro.
A cura di Salvatore Headwolf
Band: Acrylate
Titolo: Chemical Defection
Anno: 2011
Etichetta: X-Treme Rising Records/Self
Genere: Thrash metal
Nazione: Italia
Track-list:
1. Red Snake 4:31      
2. Fight The Pain 3:40       
3. Chemical Defection 4:19       
4. Evilhand 5:05       
5. Antology Of Slaughter 5:10       
6. Atomic Chaos 3:25       
7. Foul Play 3:07       
8. S.S. 106 (The Killing Road) 4:36       
9. Black Fog 3:51       
10. Sound & Fury 5:02       
11. Acrylate 4:38          
Line-up:
Max Frasca – Voice & Guitars
Gaetano Lombardo – Bass
Luca Panebianco – Drums

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