ELECTRIC GUITARLANDS a Torino con Michael Angelo Batio, Vinnie Moore e Rowan Robertson: photoreport dell’evento
Serata d’eccezione e di grandi nomi lo scorso 29 Aprile a Il Peocio, in provincia di Torino. Il tour Electric Guitarlands è un prestigioso tour europeo dedicato al virtuosismo della chitarra elettrica che riunisce sul palco alcune delle leggende più influenti del rock e del metal. L’edizione di quest’anno vede come protagonisti assoluti Michael Angelo Batio (Manowar), Vinnie Moore (ex UFO) e Rowan Robertson (ex Dio), accompagnati dall’opening act Johnny Nasty Boot.
Ad aprire la serata alle 22:00 è stato Johnny Nasty Boots un chitarrista, cantante e compositore rock originario di Città del Messico, che attualmente risiede a Los Angeles. La sua musica si fonde nelle radici del rock psichedelico e del blues degli anni ’60 e ’70 con un sound moderno ad alta energia, caratterizzato da un uso marcato del fuzz (un pedale prodotto dalla Gibson a partire dal 1962). Tra i brani eseguiti la scorsa sera c’è da citare Howlin’ and Dying, con il quale ha vinto il premio come Best Rock Song in America agli Intercontinental Music Awards del 2025. Di recente ha pubblicato l’EP Self Portrait nell’estate del 2025, registrato con il produttore Mark Rains (vincitore di un Grammy) e mixato da Alain Johannes (Queens of the Stone Age) dal quale sono stati estratti brani della serata.
Finiti i trenta minuti concessi a ciascuno artista ecco entrare in scena Rowan Robertson. Il prodigioso chitarrista scelto da Ronnie James Dio per l’album Lock Up the Wolves, portando sul palco quel sound “heavy” tipico della scuola britannica eseguendo brani dei Black Sabbath e Ronnie James Dio. È stato un piacere poter riascoltare brani come Neon Knight, Lock up the wolves, Holy Diver e Die Young – per citarne alcuni – e tutti divinamente cantati dall’ottima voce di Titta Tani ed ovviamente con i ritornelli cantati dal pubblico accorso numeroso all’evento.
Puntuale a salire, subito dopo, Vinnie Moore. Il pilastro del metal neoclassico ed ex chitarrista degli UFO, che ha saputo incantare il pubblico con il suo tocco elegante e melodico. Moore ha suonato con gli UFO dal 2003, sostituendo il leggendario chitarrista Michael Schenker, fino allo scioglimento definitivo della band, nel 2024 per i problemi di salute del cantante Phil Mogg, diventando il chitarrista più longevo nella storia del gruppo. Nel tempo a lui concesso ha eseguito una selezione di cinque brani strumentali tratti dalla sua carriera solista, Daydream (dall’album Mind’s Eye, 1986), Morning Star, Meltdown del 1991, The Maze e per poi chiudere con Rain. Sul palco insieme a lui, oltre ai già presenti Roberto Pirami alla batteria, Francesco Caporaletti al basso, alla seconda chitarra a 7 corde c’era Silvio Tarenzi, chitarrista, fonico e videomaker, che ha saputo dare spicco alla sua bravura.
Turno finale per il grande Michael Angelo Batio, il leggendario chitarrista dei Manowar ed inventore della “Double-Guitar”, e soprattutto noto per la sua velocità d’esecuzione sovrumana.
Durante la sua gig Batio ha eseguito una scaletta che ha mescolato i suoi brani solisti più iconici con omaggi ai grandi chitarristi del rock. Ovviamente la sua esibizione si è concentrata su brani di alto virtuosismo ed i momenti salienti hanno incluso il leggendario assolo eseguito con la sua chitarra a doppio manico, pezzo centrale di ogni sua esibizione. Tra i brani suonati No Boundaries, uno dei suoi pezzi solisti più celebri, Hands Without Shadows, un brano tratto dall’omonimo album (utilizzato per mostrare la sua velocità esecutiva da paura) e Rain Forest, un altro classico della sua discografia solista che è stato molto apprezzato dai fan presenti.
Tra gli omaggi e cover il set di Batio ha offerto anche una ricca serie di classici del metal e del rock. Ad aprire un tribute a Dimebag Darrel (Pantera) con un medley dedicato, seguito da un tributo a Eddie Van Halen, che ha incluso frammenti di Eruption, Ain’t Talkin, Bout Love e Panama. A seguire un omaggio a Randy Rhoads per poi chiudere la bellissima serata con Paranoid, il grande classico dei Black Sabbath… chiusura dello show in un gran finale con tutto il cast ed anche la presenza di Tony Scantamburlo de Il Peocio alla chitarra.
Il concerto-evento Electric Guitarlands si è confermato come uno degli appuntamenti più significativi dell’anno per gli amanti della chitarra rock e metal. Questo evento ha riunito sul palco quattro pesi massimi dello strumento per una serata all’insegna del virtuosismo estremo e della celebrazione del sound classico.
I solisti sono stati supportati da una backing band di alto livello composta da Titta Tani alla voce, Francesco Caporaletti al basso e Roberto Pirami alla batteria.
Il concerto è stato strutturato come un viaggio attraverso i classici delle band originali dei protagonisti (Ronnie James Dio e UFO) e momenti di pura improvvisazione solista. L’atmosfera intima del circolo Il Peocio ha permesso una vicinanza unica tra pubblico e artisti, rendendo le sessioni di interazione sul palco il vero momento clou della serata per intensità sonora e tecnica.

Come sempre il mio ringraziamento e quello di Suoni Distorti Magazine vanno all’amico Tony Scantamburlo de Il Peocio, che riesce sempre ad organizzare grandi eventi nel suo locale e renderci partecipi di tutto questo!
A cura di Pino Panetta

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